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lunedì 15 giugno 2015

S.ONOFRIO: MANFESTO UDC "LE GRANDI INCOMPIUTE DEL SINDACO RODA'"

(SANT’ONOFRIO) Nell’epoca dei social forum e della globalizzazione delle notizie, la locale sezione dell’Udc va in controtendenza e rispolvera i “vecchi strumenti” della comunicazione politica, affidandosi al tradizionale ma sempre efficace manifesto murale per promuovere la propria azione di denuncia di “quattro anni di disamministrazione” da parte dell’esecutivo guidato dal sindaco Tito Rodà.

E così nella giornata di ieri, già sin dalle prime ore del mattino, i cittadini di Sant’Onofrio hanno potuto prendere visione delle tante incompiute che il partito dello scudocrociato ascrive alla incapacità della giunta Rodà di “completare o utilizzare efficacemente le opere già avviate dalle precedenti amministrazioni comunali”.
L’elenco è particolarmente lungo ed e scandito da brevi didascalie accompagnate da foto esplicative.
Si parte dai lavori di ampliamento del cimitero i cui lavori “dopo lunghi mesi di vane promesse e dopo che i cittadini hanno pagato, sono ancora fermi”, per proseguire con l’ampliamento della sede municipale grazie a “trecentomila euro dirottati dal recupero del rione Cuntura per realizzare un fantomatico museo”.
Anche sulla condizione igienico-ambientale del paese l’Udc va giù pesante e dopo aver evidenziato come Sant’Onofrio sia agli “ultimi posti per la differenziata”, evidenzia lo stato delle “strade comunali invase da erbacce e lasciate al fai da te dei cittadini”, l’isola ecologica “ancora non completamente operativa”, le strade rurali “abbandonate nel degrado assoluto”, i cassonetti della spazzatura collocati come “complemento di arredo per la valorizzazione della chiesa e del centro storico”.
Un plastico esempio di quello che non si esita a definire un vero e proprio “scempio” è la condizione del piazzale San Gerardo, adiacente l’oratorio parrocchiale, dove “si nasconde la polvere sotto il tappeto” poiché “anziché eliminare i cassonetti con un servizio di efficiente raccolta differenziata più volte annunciato, ci si limita a spostarli nelle strade secondarie”.
Il lungo elenco delle doglianze dell’Udc nei confronti dell’operato del sindaco Rodà continua con la segnalazione delle condizioni di “degrado delle case popolari”, della chiusura dell’“asilo nido dimenticato dall’amministrazione ma sempre nel cuore dei santonofresi”, dei “lavori interminabili nell’edificio che ospita la scuola primaria con disagi costanti per i bambini”, nella mancata “messa in sicurezza del muro pericolante del campo sportivo”.
Meritevole infine di una segnalazione a “Chi l’ha visto” è il piano strutturale comunale.
A chiusura del manifesto, la sezione scudocrociata denuncia il “continuo turnover dei dirigenti dell’area tecnico-finanziaria e la mancanza di dialogo tra amministrazione comunale e associazioni” unitamente all’amara considerazione che Sant’Onofrio è stato l’ “unico comune d’Italia a non celebrare con una manifestazione pubblica la ricorrenza del 25 aprile”.
Da qui la chiosa finale a Rodà ed alla sua squadra, preventivamente quanto lapidariamente ammoniti sul fatto che “la probabile sensibilità riparatrice dell’ultimo anno, dal chiaro sapore elettorale, non cancellerà la memoria storica dei santonofresi”.
(Raffaele Lopreiato gazzetta del Sud 15/06/2015)

S.ONOFRIO: MANFESTO UDC "LE GRANDI INCOMPIUTE DEL SINDACO RODA'"

(SANT’ONOFRIO) Nell’epoca dei social forum e della globalizzazione delle notizie, la locale sezione dell’Udc va in controtendenza e rispolvera i “vecchi strumenti” della comunicazione politica, affidandosi al tradizionale ma sempre efficace manifesto murale per promuovere la propria azione di denuncia di “quattro anni di disamministrazione” da parte dell’esecutivo guidato dal sindaco Tito Rodà.

E così nella giornata di ieri, già sin dalle prime ore del mattino, i cittadini di Sant’Onofrio hanno potuto prendere visione delle tante incompiute che il partito dello scudocrociato ascrive alla incapacità della giunta Rodà di “completare o utilizzare efficacemente le opere già avviate dalle precedenti amministrazioni comunali”.
L’elenco è particolarmente lungo ed e scandito da brevi didascalie accompagnate da foto esplicative.
Si parte dai lavori di ampliamento del cimitero i cui lavori “dopo lunghi mesi di vane promesse e dopo che i cittadini hanno pagato, sono ancora fermi”, per proseguire con l’ampliamento della sede municipale grazie a “trecentomila euro dirottati dal recupero del rione Cuntura per realizzare un fantomatico museo”.
Anche sulla condizione igienico-ambientale del paese l’Udc va giù pesante e dopo aver evidenziato come Sant’Onofrio sia agli “ultimi posti per la differenziata”, evidenzia lo stato delle “strade comunali invase da erbacce e lasciate al fai da te dei cittadini”, l’isola ecologica “ancora non completamente operativa”, le strade rurali “abbandonate nel degrado assoluto”, i cassonetti della spazzatura collocati come “complemento di arredo per la valorizzazione della chiesa e del centro storico”.
Un plastico esempio di quello che non si esita a definire un vero e proprio “scempio” è la condizione del piazzale San Gerardo, adiacente l’oratorio parrocchiale, dove “si nasconde la polvere sotto il tappeto” poiché “anziché eliminare i cassonetti con un servizio di efficiente raccolta differenziata più volte annunciato, ci si limita a spostarli nelle strade secondarie”.
Il lungo elenco delle doglianze dell’Udc nei confronti dell’operato del sindaco Rodà continua con la segnalazione delle condizioni di “degrado delle case popolari”, della chiusura dell’“asilo nido dimenticato dall’amministrazione ma sempre nel cuore dei santonofresi”, dei “lavori interminabili nell’edificio che ospita la scuola primaria con disagi costanti per i bambini”, nella mancata “messa in sicurezza del muro pericolante del campo sportivo”.
Meritevole infine di una segnalazione a “Chi l’ha visto” è il piano strutturale comunale.
A chiusura del manifesto, la sezione scudocrociata denuncia il “continuo turnover dei dirigenti dell’area tecnico-finanziaria e la mancanza di dialogo tra amministrazione comunale e associazioni” unitamente all’amara considerazione che Sant’Onofrio è stato l’ “unico comune d’Italia a non celebrare con una manifestazione pubblica la ricorrenza del 25 aprile”.
Da qui la chiosa finale a Rodà ed alla sua squadra, preventivamente quanto lapidariamente ammoniti sul fatto che “la probabile sensibilità riparatrice dell’ultimo anno, dal chiaro sapore elettorale, non cancellerà la memoria storica dei santonofresi”.
(Raffaele Lopreiato gazzetta del Sud 15/06/2015)

sabato 2 agosto 2014

SANT'ONOFRIO: FORZA ITALIA ALL’OPPOSIZIONE E L’UDC RISPONDE ALLA DICHIARAZIONI DEL SINDACO RODA’.

(Sant'Onofrio) La saga estiva tutta interna al centrodestra si arricchisce di un nuovo capitolo.
Nel botta e risposta tra il sindaco Tito Roda' e gli ex alleati, e'ora la volta di Forza Italia e Udc.
Con un manifesto pubblico fatto affiggere in tutte le vie del paese, i rappresentanti locali del movimento che fa capo a Silvio Berlusconi formalizzano il loro passaggio definitivo nei ranghi dell'opposizione.
Alla base della decisione le "modalità con le quali fino ad oggi si è trascinata la vita politica e sociale di questo paese".
In particolare, alla compagine guidata dal sindaco Roda' si rinfaccia, "nonostante i buoni propositi iniziali", la più "totale indisponibilità ed insensibilità a qualsiasi forma di confronto" in quanto "lontana da partiti, associazioni e cittadini che l'hanno sostenuta".
Per Forza Italia l'amministrazione comunale ha preferito "chiudersi a riccio, rifiutando qualsiasi tipo di condivisione e preferendo anteporre gli scherzetti di palazzo" alla soluzione dei "problemi che attanagliano la comunità".
Lungo e' poi l'elenco delle incompiute che spazia dalla mancata apertura del centro di aggregazione al ritardo  nell'assegnazione in gestione privata del centro sportivo polivalente di località Turchese.
Sempre alla responsabilità dell'esecutivo Roda' i berluscones locali ascrivono i ritardi nell'adozione del Piano strutturale comunale, la mancata stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e le carenze dell'ufficio tecnico comunale.
Lapidarie, infine, le conclusioni del manifesto, con Forza Italia che rivendica orgogliosamente il proprio ruolo di "opposizione che si batte per la trasparenza e la lealtà politica contro la propaganda dei falsi profeti".
Sulla stessa lunghezza d'onda la nuova presa di posizione di Giovanni Ferito.
Il commissario cittadino dell'Udc in una nota non si lascia sfuggire l'occasione dell'andamento dei lavori dell'ultimo consiglio comunale per segnalare il "forte nervosismo" del sindaco.
Riguardo poi le rassicurazioni a mezzo stampa fornite da Roda' relativamente al completamento di tutta una serie di opere pubbliche in itinere, Ferito evidenzia ancora una volta il "mancato utilizzo dell'isola ecologica e dell'ampliamento della sede municipale" nonché la "chiusura dell'asilo nido" e la carente informazione fornita ai cittadini relativamente alle linee guida del nuovo Psc.
Non "bugie o insulti" per come definiti dal primo cittadino, ma "tristi realtà" vengono poi definiti dall'esponente scudocrociato i rilievi mossi sulla pulizia del paese con l'amministrazione "incapace di intraprendere alcuna azione concreta al fine di implementare la raccolta differenziata (attualmente ferma ad un misero 6%) e di dismettere, anziché nascondere nelle vie secondarie, i cassonetti maleodoranti".
Riguardo infine al suo precedente ruolo di amministratore, Ferito rigetta in toto le accuse rivoltegli dal sindaco evidenziando quanto di buono realizzato dall'amministrazione di cui faceva parte e ribadendo il suo impegno "sempre improntato a spirito di servizio e senza secondi fini".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02/08/2014)

SANT'ONOFRIO: FORZA ITALIA ALL’OPPOSIZIONE E L’UDC RISPONDE ALLA DICHIARAZIONI DEL SINDACO RODA’.

(Sant'Onofrio) La saga estiva tutta interna al centrodestra si arricchisce di un nuovo capitolo.
Nel botta e risposta tra il sindaco Tito Roda' e gli ex alleati, e'ora la volta di Forza Italia e Udc.
Con un manifesto pubblico fatto affiggere in tutte le vie del paese, i rappresentanti locali del movimento che fa capo a Silvio Berlusconi formalizzano il loro passaggio definitivo nei ranghi dell'opposizione.
Alla base della decisione le "modalità con le quali fino ad oggi si è trascinata la vita politica e sociale di questo paese".
In particolare, alla compagine guidata dal sindaco Roda' si rinfaccia, "nonostante i buoni propositi iniziali", la più "totale indisponibilità ed insensibilità a qualsiasi forma di confronto" in quanto "lontana da partiti, associazioni e cittadini che l'hanno sostenuta".
Per Forza Italia l'amministrazione comunale ha preferito "chiudersi a riccio, rifiutando qualsiasi tipo di condivisione e preferendo anteporre gli scherzetti di palazzo" alla soluzione dei "problemi che attanagliano la comunità".
Lungo e' poi l'elenco delle incompiute che spazia dalla mancata apertura del centro di aggregazione al ritardo  nell'assegnazione in gestione privata del centro sportivo polivalente di località Turchese.
Sempre alla responsabilità dell'esecutivo Roda' i berluscones locali ascrivono i ritardi nell'adozione del Piano strutturale comunale, la mancata stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e le carenze dell'ufficio tecnico comunale.
Lapidarie, infine, le conclusioni del manifesto, con Forza Italia che rivendica orgogliosamente il proprio ruolo di "opposizione che si batte per la trasparenza e la lealtà politica contro la propaganda dei falsi profeti".
Sulla stessa lunghezza d'onda la nuova presa di posizione di Giovanni Ferito.
Il commissario cittadino dell'Udc in una nota non si lascia sfuggire l'occasione dell'andamento dei lavori dell'ultimo consiglio comunale per segnalare il "forte nervosismo" del sindaco.
Riguardo poi le rassicurazioni a mezzo stampa fornite da Roda' relativamente al completamento di tutta una serie di opere pubbliche in itinere, Ferito evidenzia ancora una volta il "mancato utilizzo dell'isola ecologica e dell'ampliamento della sede municipale" nonché la "chiusura dell'asilo nido" e la carente informazione fornita ai cittadini relativamente alle linee guida del nuovo Psc.
Non "bugie o insulti" per come definiti dal primo cittadino, ma "tristi realtà" vengono poi definiti dall'esponente scudocrociato i rilievi mossi sulla pulizia del paese con l'amministrazione "incapace di intraprendere alcuna azione concreta al fine di implementare la raccolta differenziata (attualmente ferma ad un misero 6%) e di dismettere, anziché nascondere nelle vie secondarie, i cassonetti maleodoranti".
Riguardo infine al suo precedente ruolo di amministratore, Ferito rigetta in toto le accuse rivoltegli dal sindaco evidenziando quanto di buono realizzato dall'amministrazione di cui faceva parte e ribadendo il suo impegno "sempre improntato a spirito di servizio e senza secondi fini".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02/08/2014)

domenica 20 luglio 2014

SANT'ONOFRIO: IL SINDACO A FORZA ITALIA E UDC “LA MAGGIORANZA È UNITA E OPEROSA”.

Il Sindaco Tito Rodà
(Sant'Onofrio) Gli attacchi concentrici dei giorni scorsi da parte dei circoli locali di Forza Silvio e Udc non potevano cadere nel vuoto.
Ed ecco, infatti, a stretto giro di posta e sotto forma di "lettera aperta ai santonofresi", la risposta del sindaco Tito Roda' a quelli che fino a poco tempo fa erano stati i compagni di strada della sua esperienza amministrativa.

Una replica davvero "pepata" quella del primo cittadino, che non le manda certo a dire.

E che parte dalla necessità, come lui stesso chiarisce in apertura del suo intervento, di "chiarire alcune situazioni dopo le bugie e le pesanti offese rivolte da chi tenta maldestramente di costruire fuorvianti scenari politici".
Non nasconde, comunque, il sindaco Roda' la sua oggettiva difficoltà nel prendere in considerazione "critiche costruite da chi in passato - e qui il riferimento e' chiaramente diretto all'attuale commissario cittadino dell'Udc Giovanni Ferito - ha amministrato solo feste diurne e notturne dal grande costo per le casse comunali, ha consentito lo sfregio ambientale con la discarica del Cao e non ha affrontato alcuna tematica seria, occupandosi solo di cambiare progetti ereditati".
Altrettanto duro il commento del sindaco sull'attuale capogruppo di Forza Italia Onofrio Fusca,rappresentato come quel "consigliere dichiaratosi fuori dalla maggioranza che si vanta di essere il detentore morale della politica e che negli ultimi consigli comunali ha avvelenato il clima con attacchi indecorosi attacchi alle persone". 
Da qui il consiglio spassionato allo stesso a non abbandonarsi ad "isterismi" e a non coltivare un "progetto inadeguato alla statura presente, passata e futura".
Entrando nel merito delle accuse ricevute, Roda' chiarisce come il rinnovo della Commissione Elettorale Comunale,"imposto dalla disposizione normativa che garantisce il giusto equilibrio tra maggioranza e minoranza", ha causato una "reazione scomposta e priva di alcun senso da parte di chi considera la democrazia soltanto una parola da usare nelle belle occasioni".
Anche "sull'argomento Forza Italia" per il primo cittadino "ne sono state dette tante e di accuse ne sono state fatte altrettante" mentre sarebbe stato più opportuno "intervenire con responsabilità per porre fine a logiche politiche contro l’Amministrazione Comunale, che sta operando con grande senso di responsabilità per garantire trasparenza e legalità".
Con altrettanta fermezza Roda' rivendica l'impegno profuso per "superare ritardi e definire importanti problematiche" per il bene del paese.
E a tal proposito, elenca una serie di risultati raggiunti o prossimi ad essere concretizzati.
Tra questi, il servizio nettezza urbana, per il quale e' "sotto gli occhi di tutti la continua dedizione rivolta verso l’igiene e la pulizia del paese che anche in occasione della recente chiusura della discarica di conferimento risultava il centro più pulito dell’intero vibonese".
Notevoli i risultati conseguiti anche per ciò che riguarda i debiti pregressi ottenendo il mutuo che ha consentito di "evitare il dissesto" ed in materia di opere pubbliche con i cantieri di imminente avvio relativamente alla "ristrutturazione del centro storico ed al completamento della sede municipale, alla messa in sicurezza dell’edificio di scuola primaria e dell'infanzia, al riattamento dell’ex-asilo infantile, alla sistemazione delle strade rurali ed alla rete fognante di contrada Mannà".
Anche riguardo ai lavori di ampliamento del cimitero, all'adozione del Piano strutturale comunale, all'apertura del centro di aggregazione sociale ed alla privatizzazione dell'asilo nido il sindaco preannuncia a breve importanti novità, tutte finalizzate a risolvere le problematiche specifiche che li riguardano.
Il tutto nel solco di un rinnovato impegno di una compagine amministrativa lontana anni luce da chi mira ad accreditarla come divisa e inoperosa. 
Definizioni che il sindaco Roda' rigetta e rispedisce in toto al mittente, cioè a coloro che hanno fatto "scelte politiche in disprezzo del voto popolare" addirittura tentando di "annettersi risultati elettorali che non sono i loro".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 20/07/2014)

SANT'ONOFRIO: IL SINDACO A FORZA ITALIA E UDC “LA MAGGIORANZA È UNITA E OPEROSA”.

Il Sindaco Tito Rodà
(Sant'Onofrio) Gli attacchi concentrici dei giorni scorsi da parte dei circoli locali di Forza Silvio e Udc non potevano cadere nel vuoto.
Ed ecco, infatti, a stretto giro di posta e sotto forma di "lettera aperta ai santonofresi", la risposta del sindaco Tito Roda' a quelli che fino a poco tempo fa erano stati i compagni di strada della sua esperienza amministrativa.

Una replica davvero "pepata" quella del primo cittadino, che non le manda certo a dire.

E che parte dalla necessità, come lui stesso chiarisce in apertura del suo intervento, di "chiarire alcune situazioni dopo le bugie e le pesanti offese rivolte da chi tenta maldestramente di costruire fuorvianti scenari politici".
Non nasconde, comunque, il sindaco Roda' la sua oggettiva difficoltà nel prendere in considerazione "critiche costruite da chi in passato - e qui il riferimento e' chiaramente diretto all'attuale commissario cittadino dell'Udc Giovanni Ferito - ha amministrato solo feste diurne e notturne dal grande costo per le casse comunali, ha consentito lo sfregio ambientale con la discarica del Cao e non ha affrontato alcuna tematica seria, occupandosi solo di cambiare progetti ereditati".
Altrettanto duro il commento del sindaco sull'attuale capogruppo di Forza Italia Onofrio Fusca,rappresentato come quel "consigliere dichiaratosi fuori dalla maggioranza che si vanta di essere il detentore morale della politica e che negli ultimi consigli comunali ha avvelenato il clima con attacchi indecorosi attacchi alle persone". 
Da qui il consiglio spassionato allo stesso a non abbandonarsi ad "isterismi" e a non coltivare un "progetto inadeguato alla statura presente, passata e futura".
Entrando nel merito delle accuse ricevute, Roda' chiarisce come il rinnovo della Commissione Elettorale Comunale,"imposto dalla disposizione normativa che garantisce il giusto equilibrio tra maggioranza e minoranza", ha causato una "reazione scomposta e priva di alcun senso da parte di chi considera la democrazia soltanto una parola da usare nelle belle occasioni".
Anche "sull'argomento Forza Italia" per il primo cittadino "ne sono state dette tante e di accuse ne sono state fatte altrettante" mentre sarebbe stato più opportuno "intervenire con responsabilità per porre fine a logiche politiche contro l’Amministrazione Comunale, che sta operando con grande senso di responsabilità per garantire trasparenza e legalità".
Con altrettanta fermezza Roda' rivendica l'impegno profuso per "superare ritardi e definire importanti problematiche" per il bene del paese.
E a tal proposito, elenca una serie di risultati raggiunti o prossimi ad essere concretizzati.
Tra questi, il servizio nettezza urbana, per il quale e' "sotto gli occhi di tutti la continua dedizione rivolta verso l’igiene e la pulizia del paese che anche in occasione della recente chiusura della discarica di conferimento risultava il centro più pulito dell’intero vibonese".
Notevoli i risultati conseguiti anche per ciò che riguarda i debiti pregressi ottenendo il mutuo che ha consentito di "evitare il dissesto" ed in materia di opere pubbliche con i cantieri di imminente avvio relativamente alla "ristrutturazione del centro storico ed al completamento della sede municipale, alla messa in sicurezza dell’edificio di scuola primaria e dell'infanzia, al riattamento dell’ex-asilo infantile, alla sistemazione delle strade rurali ed alla rete fognante di contrada Mannà".
Anche riguardo ai lavori di ampliamento del cimitero, all'adozione del Piano strutturale comunale, all'apertura del centro di aggregazione sociale ed alla privatizzazione dell'asilo nido il sindaco preannuncia a breve importanti novità, tutte finalizzate a risolvere le problematiche specifiche che li riguardano.
Il tutto nel solco di un rinnovato impegno di una compagine amministrativa lontana anni luce da chi mira ad accreditarla come divisa e inoperosa. 
Definizioni che il sindaco Roda' rigetta e rispedisce in toto al mittente, cioè a coloro che hanno fatto "scelte politiche in disprezzo del voto popolare" addirittura tentando di "annettersi risultati elettorali che non sono i loro".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 20/07/2014)

sabato 19 luglio 2014

SANT‘ONOFRIO: DOPO FORZA SILVIO ANCHE L’UDC CONTRO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Cons. Tonino Policaro (UDC)
(SANT‘ONOFRIO)Dopo il duro attacco sferrato dal circolo Forza Silvio, arrivato a sfiduciare l’amministrazione Rodà bollata di “incapacità e cecità politica”, a surriscaldare ulteriormente il clima politico scende in campo l’Udc. Per bocca del segretario Giovanni Ferito la locale sezione del partito già alleato del sindaco Rodà, dopo aver constatato come il “tempo passa inesorabilmente, i giorni di silenzio sono innumerevoli e la stasi persiste non curante delle esigenze del paese”, si sofferma sulle diverse problematiche di stretta attualità politico-amministrativa.
A partire dal tentativo di esautorare da membro della commissione elettorale comunale proprio il capogruppo Udc Tonino Policaro.
Un’operazione non riuscita in un primo momento al sindaco Rodà e comunque alla fine portata a termine, secondo Ferito, grazie al “palese inciucio” tra la maggioranza e parte della minoranza con le contemporanee dimissioni di tutti i componenti della commissione e la conseguente decadenza della stessa.
Più in generale, il rappresentante dello scudocrociato pone poi l’accento sulle “incompiute” dell’amministrazione Rodà.
Opere che pur essendo da tempo “concluse, collaudate e pronte all’utilizzo” sono state di fatto “ibernate dall’amministrazione comunale e sottratte ai cittadini senza una motivazione”.
Si tratta, nello specifico, del “centro di aggregazione sociale costato quasi seicentomila euro, dell’ampliamento della sede municipale (ottantacinquemila euro), dell’isola ecologica (sessantunomila euro), del campo polivalente (centoventimila euro).
Più in generale, Ferito evidenzia anche il “degrado in cui versano le nostre strade, sia dentro che fuori il centro abitato, con la presenza di buche, erbacce e folta vegetazione che invade le carreggiate”.
Anche riguardo al recente mutuo di tre milioni di euro contratto dall’amministrazione comunale per i pagamento dei debiti pregressi, l’esponente politico ha qualcosa da ridire.
In particolare, Ferito evidenzia comunque l’incapacità del sindaco di “ottenere alla prima data utile del 30 aprile 2013” il finanziamento in questione che avrebbe così “consentito alle imprese creditrici di essere già liquidate senza perdere un anno”.

(Raffaele Lopreiato)

SANT‘ONOFRIO: DOPO FORZA SILVIO ANCHE L’UDC CONTRO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Cons. Tonino Policaro (UDC)
(SANT‘ONOFRIO)Dopo il duro attacco sferrato dal circolo Forza Silvio, arrivato a sfiduciare l’amministrazione Rodà bollata di “incapacità e cecità politica”, a surriscaldare ulteriormente il clima politico scende in campo l’Udc. Per bocca del segretario Giovanni Ferito la locale sezione del partito già alleato del sindaco Rodà, dopo aver constatato come il “tempo passa inesorabilmente, i giorni di silenzio sono innumerevoli e la stasi persiste non curante delle esigenze del paese”, si sofferma sulle diverse problematiche di stretta attualità politico-amministrativa.
A partire dal tentativo di esautorare da membro della commissione elettorale comunale proprio il capogruppo Udc Tonino Policaro.
Un’operazione non riuscita in un primo momento al sindaco Rodà e comunque alla fine portata a termine, secondo Ferito, grazie al “palese inciucio” tra la maggioranza e parte della minoranza con le contemporanee dimissioni di tutti i componenti della commissione e la conseguente decadenza della stessa.
Più in generale, il rappresentante dello scudocrociato pone poi l’accento sulle “incompiute” dell’amministrazione Rodà.
Opere che pur essendo da tempo “concluse, collaudate e pronte all’utilizzo” sono state di fatto “ibernate dall’amministrazione comunale e sottratte ai cittadini senza una motivazione”.
Si tratta, nello specifico, del “centro di aggregazione sociale costato quasi seicentomila euro, dell’ampliamento della sede municipale (ottantacinquemila euro), dell’isola ecologica (sessantunomila euro), del campo polivalente (centoventimila euro).
Più in generale, Ferito evidenzia anche il “degrado in cui versano le nostre strade, sia dentro che fuori il centro abitato, con la presenza di buche, erbacce e folta vegetazione che invade le carreggiate”.
Anche riguardo al recente mutuo di tre milioni di euro contratto dall’amministrazione comunale per i pagamento dei debiti pregressi, l’esponente politico ha qualcosa da ridire.
In particolare, Ferito evidenzia comunque l’incapacità del sindaco di “ottenere alla prima data utile del 30 aprile 2013” il finanziamento in questione che avrebbe così “consentito alle imprese creditrici di essere già liquidate senza perdere un anno”.

(Raffaele Lopreiato)

giovedì 5 giugno 2014

SANT’ONOFRIO: RILANCIO DELL’UDC AFFIDATO A GIANNI FERITO

(SANT’ONOFRIO) Spetterà all’architetto Giovanni Ferito occuparsi del rilancio dell’Udc a seguito della sua recente nomina a commissario cittadino.
Il professionista, che vanta una lunga militanza politica ed amministrativa culminata nella carica di vicesindaco rivestita nella precedente consiliatura, subentra ad Antonino Pezzo che poco più di due mesi fa aveva rassegnato le dimissioni da segretario.
A supportare la nomina, il capogruppo regionale dello scudocrociato e “tesserato eccellente” della locale sezione Ottavio Bruni.
Nella sua prima uscita nella nuova veste, Ferito si sofferma innanzitutto sul dato politico del risultato dell’ultima tornata elettorale per le Europee nelle quali “con una percentuale di quasi l’undici per cento il partito a Sant’Onofrio, oltre a contribuire attivamente alla elezione del segretario nazionale Lorenzo Cesa, si è di gran lunga collocato al di sopra della media nazionale”.
E proprio da questo dato incoraggiante il neo commissario intende ripartire animato dalla “disinteressata passione che da sempre mi contraddistingue” per il rilancio del partito attraverso una “maggiore apertura verso la società civile” ed il rafforzamento del dialogo e del confronto con le diverse realtà territoriali.
In tale ottica, Ferito preannuncia la promozione di una serie di “attività di carattere socio-politico-culturale con lo scopo dichiarato di riavvicinare i cittadini, e soprattutto i giovani, alla politica attiva”.
Chiare le idee anche sull’attività amministrativa dove il gruppo scudocrociato, rappresentato dai consiglieri Nicola Argirò e Tonino Policaro continuerà, secondo Ferito, a porsi all’opposizione.
“Si tratterà comunque - conclude l’esponente politico - di una opposizione propositiva e di sano controllo finalizzata alla difesa dei diritti dei cittadini cercando di trovare risposte alle tante incompiute che l’amministrazione Rodà continua a collezionare”:
 

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 05/06/2014

SANT’ONOFRIO: RILANCIO DELL’UDC AFFIDATO A GIANNI FERITO

(SANT’ONOFRIO) Spetterà all’architetto Giovanni Ferito occuparsi del rilancio dell’Udc a seguito della sua recente nomina a commissario cittadino.
Il professionista, che vanta una lunga militanza politica ed amministrativa culminata nella carica di vicesindaco rivestita nella precedente consiliatura, subentra ad Antonino Pezzo che poco più di due mesi fa aveva rassegnato le dimissioni da segretario.
A supportare la nomina, il capogruppo regionale dello scudocrociato e “tesserato eccellente” della locale sezione Ottavio Bruni.
Nella sua prima uscita nella nuova veste, Ferito si sofferma innanzitutto sul dato politico del risultato dell’ultima tornata elettorale per le Europee nelle quali “con una percentuale di quasi l’undici per cento il partito a Sant’Onofrio, oltre a contribuire attivamente alla elezione del segretario nazionale Lorenzo Cesa, si è di gran lunga collocato al di sopra della media nazionale”.
E proprio da questo dato incoraggiante il neo commissario intende ripartire animato dalla “disinteressata passione che da sempre mi contraddistingue” per il rilancio del partito attraverso una “maggiore apertura verso la società civile” ed il rafforzamento del dialogo e del confronto con le diverse realtà territoriali.
In tale ottica, Ferito preannuncia la promozione di una serie di “attività di carattere socio-politico-culturale con lo scopo dichiarato di riavvicinare i cittadini, e soprattutto i giovani, alla politica attiva”.
Chiare le idee anche sull’attività amministrativa dove il gruppo scudocrociato, rappresentato dai consiglieri Nicola Argirò e Tonino Policaro continuerà, secondo Ferito, a porsi all’opposizione.
“Si tratterà comunque - conclude l’esponente politico - di una opposizione propositiva e di sano controllo finalizzata alla difesa dei diritti dei cittadini cercando di trovare risposte alle tante incompiute che l’amministrazione Rodà continua a collezionare”:
 

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 05/06/2014

venerdì 21 marzo 2014

SANT‘ONOFRIO: L’ARCHITETTO ANTONINO PEZZO DIMISSIONI DA SEGRETARIO CITTADINO DELL’UDC

Nino Pezzo
(SANT‘ONOFRIO) La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno.
Le dimissioni anzitempo da segretario cittadino dell’Udc dell’architetto Antonino Pezzo certificano di fatto lo stato di fibrillazione all’interno del partito dove nulla faceva presagire questo epilogo e fanno venire meno, almeno per il momento, uno dei protagonisti del dibattito politico locale.
La comunicazione formale è avvenuta nella serata di martedì scorso, nel corso di una riunione del direttivo tenuta fino all’ultimo momento sotto traccia ed alla quale ha partecipato anche il capogruppo dello scudocrociato in consiglio regionale Ottavio Bruni.
Sulle motivazioni alla base della clamorosa decisione l’interessato non si sbottona e non rilascia alcuna dichiarazione, ma da indiscrezioni trapelate si viene a conoscenza delle divergenze tra il segretario Pezzo ed il direttivo appalesatesi negli ultimi tempi e da imputare più che ad uno specifico episodio politico alla constatazione del venire meno del reciproco rapporto di sintonia e fiducia.
E così, mentre ora ci si interroga su chi sarà il designato a raccogliere il testimone del rilancio di un partito che sia a livello locale che nazionale vive un momento di particolare difficoltà, non ci si può esimere dal tracciare un bilancio dell‘attività svolta dal segretario dimissionario.
Già commissario cittadino, Nino Pezzo era stato eletto segretario, all’unanimità e per acclamazione, circa un anno e mezzo fa nel corso di un congresso in cui aveva anche ricevuto la “benedizione” degli allora vertici regionali e provinciali del partito nonché del sindaco Tito Rodà.
Ma proprio alla segreteria Pezzo era di li a poco toccato il compito di “rompere” con l’amministrazione comunale gestendo il delicato passaggio del gruppo consiliare e dell’intero partito dalla maggioranza ad una opposizione comunque sempre dichiarata “propositiva”.
In effetti, proprio l’Udc si rivelava nello scenario amministrativo locale come la compagine più attiva e battagliera, promuovendo una serie di azioni di denuncia politica a mezzo stampa e volantini.
L’evidente ritardo nell’adozione del piano strutturale comunale, la mancata apertura del centro di aggregazione giovanile di via Raffaele Teti, il trasferimento ad altre mansioni delle maestre dell’asilo nido e la chiusura definitiva della struttura, l’occasione persa per l’accesso alla procedura di ripiano dei debiti della pubblica amministrazione costituiscono alcune delle tematiche che in questi mesi hanno visto fortemente contrapporsi i vertici scudocrociati all’amministrazione Rodà.
Anche sulla paventata apertura in località Vajoti di una mega discarica per il conferimento di mezzo milione di tonnellate di rifiuti pericolosi l’Udc ha svolto un ruolo determinante rendendo di pubblico dominio lo stato avanzato della fase di progettazione dell‘impianto “dei veleni”, successivamente bloccato dal ricorso presentato in sede giurisdizionale amministrativa dall’amministrazione comunale.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 21/03/2014)

SANT‘ONOFRIO: L’ARCHITETTO ANTONINO PEZZO DIMISSIONI DA SEGRETARIO CITTADINO DELL’UDC

Nino Pezzo
(SANT‘ONOFRIO) La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno.
Le dimissioni anzitempo da segretario cittadino dell’Udc dell’architetto Antonino Pezzo certificano di fatto lo stato di fibrillazione all’interno del partito dove nulla faceva presagire questo epilogo e fanno venire meno, almeno per il momento, uno dei protagonisti del dibattito politico locale.
La comunicazione formale è avvenuta nella serata di martedì scorso, nel corso di una riunione del direttivo tenuta fino all’ultimo momento sotto traccia ed alla quale ha partecipato anche il capogruppo dello scudocrociato in consiglio regionale Ottavio Bruni.
Sulle motivazioni alla base della clamorosa decisione l’interessato non si sbottona e non rilascia alcuna dichiarazione, ma da indiscrezioni trapelate si viene a conoscenza delle divergenze tra il segretario Pezzo ed il direttivo appalesatesi negli ultimi tempi e da imputare più che ad uno specifico episodio politico alla constatazione del venire meno del reciproco rapporto di sintonia e fiducia.
E così, mentre ora ci si interroga su chi sarà il designato a raccogliere il testimone del rilancio di un partito che sia a livello locale che nazionale vive un momento di particolare difficoltà, non ci si può esimere dal tracciare un bilancio dell‘attività svolta dal segretario dimissionario.
Già commissario cittadino, Nino Pezzo era stato eletto segretario, all’unanimità e per acclamazione, circa un anno e mezzo fa nel corso di un congresso in cui aveva anche ricevuto la “benedizione” degli allora vertici regionali e provinciali del partito nonché del sindaco Tito Rodà.
Ma proprio alla segreteria Pezzo era di li a poco toccato il compito di “rompere” con l’amministrazione comunale gestendo il delicato passaggio del gruppo consiliare e dell’intero partito dalla maggioranza ad una opposizione comunque sempre dichiarata “propositiva”.
In effetti, proprio l’Udc si rivelava nello scenario amministrativo locale come la compagine più attiva e battagliera, promuovendo una serie di azioni di denuncia politica a mezzo stampa e volantini.
L’evidente ritardo nell’adozione del piano strutturale comunale, la mancata apertura del centro di aggregazione giovanile di via Raffaele Teti, il trasferimento ad altre mansioni delle maestre dell’asilo nido e la chiusura definitiva della struttura, l’occasione persa per l’accesso alla procedura di ripiano dei debiti della pubblica amministrazione costituiscono alcune delle tematiche che in questi mesi hanno visto fortemente contrapporsi i vertici scudocrociati all’amministrazione Rodà.
Anche sulla paventata apertura in località Vajoti di una mega discarica per il conferimento di mezzo milione di tonnellate di rifiuti pericolosi l’Udc ha svolto un ruolo determinante rendendo di pubblico dominio lo stato avanzato della fase di progettazione dell‘impianto “dei veleni”, successivamente bloccato dal ricorso presentato in sede giurisdizionale amministrativa dall’amministrazione comunale.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 21/03/2014)

venerdì 7 febbraio 2014

SANT’ONOFRIO: IL SEGRETARIO NINO PEZZO SALUTA LO STOP ALLA GRANDE DISCARICA

Nino Pezzo UDC
(SANT’ONOFRIO) Con l'intervento del segretario della locale sezione dell'Udc Antonino Pezzo si chiude il cerchio del dibattito in atto sulla cosiddetta "discarica dei veleni".
Va infatti ascritto a merito del gruppo consiliare dello scudocrociato l’aver reso di pubblico dominio, lo scorso mese di ottobre con una interrogazione scritta, la richiesta ormai in fase avanzatissima della società Ecolux srl per la realizzazione in località "Vajoti" di un impianto capace di accogliere mezzo milione di tonnellate di rifiuti definiti dalla legge come "pericolosi".
Da quel momento, il dibattito sulla paventata realizzazione della discarica subiva una brusca accelerazione portando la cittadinanza, fortemente allarmata per le possibili conseguenze di carattere sanitario ed ambientale che ne sarebbero potute derivare, ad autocostituirsi in un battagliero Comitato "NO Discarica".
Anche l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Tito Rodà prendeva di petto la situazione attivandosi con il proprio legale di fiducia avv. Michele De Fina a proporre un ricorso al Tar Calabria con il quale muoveva una serie di rilievi sulla illegittimità dell'iter autorizzativo seguito.
Un ricorso che comunque non è stato mai discusso davanti all'organo di giurisdizione amministrativa in quanto il Dipartimento politiche dell'ambiente della Regione Calabria con un provvedimento di “annullamento in autotutela” provvedeva lo scorso 10 gennaio a revocare l'autorizzazione precedentemente concessa alla ditta che aveva progettato dell'impianto.
E proprio sul positivo epilogo della vicenda si registra ora il pronunciamento del segretario Pezzo che, preso atto di come sia stata "fugata ogni possibilità di seppellire veleni nel nostro territorio", evidenzia l’impegno del proprio partito dimostratosi ancora una volta "efficace nelle azioni contro le ingiustizie ed i soprusi".
Un partito, quello dell'Udc, che il segretario cittadino definisce di "sana e robusta opposizione" per la "capacità che ci rende unici di saper sempre anteporre il bene comune alla semplice propaganda politica".
E così, pur non volendosi "attribuire alcuna paternità", Pezzo non nasconde la "grande soddisfazione provata nell'apprendere dell'indietro tutta degli uffici regionali che con un atto viziato nella legittimità avevano provocato un'immane paura all'intera nostra comunità".
Un risultato raggiunto grazie al "ruggito dei santonofresi" che ha indotto i competenti uffici regionali a "riconoscere che il loro precedente atto era illegittimo".
E proprio da questo primo traguardo ottenuto il segretario scudocrociato riparte per esortare il sindaco a "non fermarsi, ma ad andare avanti nel dare risposte alle pressanti richieste della comunità".
Tra queste, per Pezzo prioritarie rimangono l'"apertura del centro di aggregazione sociale di via Raffaele Teti, l'attivazione dell'isola ecologica e l'adozione del Piano strutturale comunale".

(Raffaele Lopreiato, Gazzetta del Sud del 07.02.201)

SANT’ONOFRIO: IL SEGRETARIO NINO PEZZO SALUTA LO STOP ALLA GRANDE DISCARICA

Nino Pezzo UDC
(SANT’ONOFRIO) Con l'intervento del segretario della locale sezione dell'Udc Antonino Pezzo si chiude il cerchio del dibattito in atto sulla cosiddetta "discarica dei veleni".
Va infatti ascritto a merito del gruppo consiliare dello scudocrociato l’aver reso di pubblico dominio, lo scorso mese di ottobre con una interrogazione scritta, la richiesta ormai in fase avanzatissima della società Ecolux srl per la realizzazione in località "Vajoti" di un impianto capace di accogliere mezzo milione di tonnellate di rifiuti definiti dalla legge come "pericolosi".
Da quel momento, il dibattito sulla paventata realizzazione della discarica subiva una brusca accelerazione portando la cittadinanza, fortemente allarmata per le possibili conseguenze di carattere sanitario ed ambientale che ne sarebbero potute derivare, ad autocostituirsi in un battagliero Comitato "NO Discarica".
Anche l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Tito Rodà prendeva di petto la situazione attivandosi con il proprio legale di fiducia avv. Michele De Fina a proporre un ricorso al Tar Calabria con il quale muoveva una serie di rilievi sulla illegittimità dell'iter autorizzativo seguito.
Un ricorso che comunque non è stato mai discusso davanti all'organo di giurisdizione amministrativa in quanto il Dipartimento politiche dell'ambiente della Regione Calabria con un provvedimento di “annullamento in autotutela” provvedeva lo scorso 10 gennaio a revocare l'autorizzazione precedentemente concessa alla ditta che aveva progettato dell'impianto.
E proprio sul positivo epilogo della vicenda si registra ora il pronunciamento del segretario Pezzo che, preso atto di come sia stata "fugata ogni possibilità di seppellire veleni nel nostro territorio", evidenzia l’impegno del proprio partito dimostratosi ancora una volta "efficace nelle azioni contro le ingiustizie ed i soprusi".
Un partito, quello dell'Udc, che il segretario cittadino definisce di "sana e robusta opposizione" per la "capacità che ci rende unici di saper sempre anteporre il bene comune alla semplice propaganda politica".
E così, pur non volendosi "attribuire alcuna paternità", Pezzo non nasconde la "grande soddisfazione provata nell'apprendere dell'indietro tutta degli uffici regionali che con un atto viziato nella legittimità avevano provocato un'immane paura all'intera nostra comunità".
Un risultato raggiunto grazie al "ruggito dei santonofresi" che ha indotto i competenti uffici regionali a "riconoscere che il loro precedente atto era illegittimo".
E proprio da questo primo traguardo ottenuto il segretario scudocrociato riparte per esortare il sindaco a "non fermarsi, ma ad andare avanti nel dare risposte alle pressanti richieste della comunità".
Tra queste, per Pezzo prioritarie rimangono l'"apertura del centro di aggregazione sociale di via Raffaele Teti, l'attivazione dell'isola ecologica e l'adozione del Piano strutturale comunale".

(Raffaele Lopreiato, Gazzetta del Sud del 07.02.201)

martedì 29 ottobre 2013

SANT’ONOFRIO: NESSUNA REAZIONE UFFICIALE RISPETTO ALLA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO DI LOCALITÀ VAJOTI. LA DISCARICA FA PAURA SOLTANTO ALL’UDC?

(SANT‘ONOFRIO) In attesa di una presa di posizione ufficiale dell’amministrazione comunale, che a quanto pare non dovrebbe tardare, cresce la preoccupazione nell’opinione pubblica cittadina per  la paventata realizzazione di una discarica adibita alla raccolta di rifiuti “pericolosi e non pericolosi” nella località “Tozza Palombara” ricadente nel perimetro della più vasta area che si snoda lungo la provinciale per Vazzano ed è meglio conosciuta come “Vajoti”.
A tenere alta l’attenzione sulla delicata vicenda, per il momento, la decisa azione di denuncia politica portata avanti dal locale gruppo dirigente dell’Udc.
E così, dopo la presentazione da parte del gruppo consiliare dello scudocrociato di una “Interrogazione urgente a risposta scritta” con la quale oltre alla convocazione di un consiglio comunale aperto si chiede al sindaco Tito Rodà ed al presidente del consiglio Salvatore Pronestì “quali azioni si intendono porre in essere per evitare la realizzazione dell’opera”, è di queste ultime ore l’affissione di un manifesto pubblico che sotto il titolo “Chiarezza, chiarezza, chiarezza” porta a conoscenza dei cittadini lo stato dell’arte della spinosa vicenda.
L’iniziativa politica in effetti sembra avere sortito l’effetto sperato.
Nei tanti capannelli domenicali che si sono formati l’argomento discarica l’ha fatta da padrone.
Con in tanti a chiedersi “perchè la notizia è diventata di pubblico dominio nella fase terminale della procedura amministrativa, quando ormai appare difficilissimo porvi rimedio senza incorrere in pesanti richieste di risarcimento danni da parte dell’azienda proponente”?
Molte anche le perplessità manifestate sull’impatto che la maxi discarica avrebbe in “un’area finora caratterizzata da una macchia boschiva stupenda ed incontaminata”, senza parlare della paura ingenerata dal “devastante effetto ambientale e sanitario che il conferimento di quasi mezzo milioni di metri cubi di rifiuti ad alto tasso inquinante avrebbe non solo su Sant’Onofrio ma su tutti i paesi del circondario”.
Né contribuisce certo a rasserenare gli animi l’approfondimento sui cosiddetti “rifiuti pericolosi” che andrebbero ad essere conferiti in località “Vajoti”.
A tal proposito basta consultare la Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10.12.2010 nella quale è stato pubblicato il D.L. n. 205/2010 ad oggetto “Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19.11.2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive”.
Ciò in quanto proprio alla raccolta di queste tipologie di rifiuti inserite nel cosiddetto “Allegato D” dell’atto normativo fa riferimento l’iter autorizzativo della discarica in questione.
E proprio scorrendo le venti voci che compongono questo “Allegato D” si viene a conoscenza che tra le tipologie previste sono anche compresi: “rifiuti derivanti da trattamento fisico o chimico di minerali; rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce; rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone; rifiuti dei processi chimici inorganici e organici; pitture, vernici, smalti, adesivi e inchiostri di stampa; oli esauriti e residui di combustibili liquidi; rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione compreso il terreno proveniente da siti contaminati; rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario; rifiuti urbani inclusi i rifiuti della raccolta differenziata”.

  

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 28/10/2013)  

SANT’ONOFRIO: NESSUNA REAZIONE UFFICIALE RISPETTO ALLA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO DI LOCALITÀ VAJOTI. LA DISCARICA FA PAURA SOLTANTO ALL’UDC?

(SANT‘ONOFRIO) In attesa di una presa di posizione ufficiale dell’amministrazione comunale, che a quanto pare non dovrebbe tardare, cresce la preoccupazione nell’opinione pubblica cittadina per  la paventata realizzazione di una discarica adibita alla raccolta di rifiuti “pericolosi e non pericolosi” nella località “Tozza Palombara” ricadente nel perimetro della più vasta area che si snoda lungo la provinciale per Vazzano ed è meglio conosciuta come “Vajoti”.
A tenere alta l’attenzione sulla delicata vicenda, per il momento, la decisa azione di denuncia politica portata avanti dal locale gruppo dirigente dell’Udc.
E così, dopo la presentazione da parte del gruppo consiliare dello scudocrociato di una “Interrogazione urgente a risposta scritta” con la quale oltre alla convocazione di un consiglio comunale aperto si chiede al sindaco Tito Rodà ed al presidente del consiglio Salvatore Pronestì “quali azioni si intendono porre in essere per evitare la realizzazione dell’opera”, è di queste ultime ore l’affissione di un manifesto pubblico che sotto il titolo “Chiarezza, chiarezza, chiarezza” porta a conoscenza dei cittadini lo stato dell’arte della spinosa vicenda.
L’iniziativa politica in effetti sembra avere sortito l’effetto sperato.
Nei tanti capannelli domenicali che si sono formati l’argomento discarica l’ha fatta da padrone.
Con in tanti a chiedersi “perchè la notizia è diventata di pubblico dominio nella fase terminale della procedura amministrativa, quando ormai appare difficilissimo porvi rimedio senza incorrere in pesanti richieste di risarcimento danni da parte dell’azienda proponente”?
Molte anche le perplessità manifestate sull’impatto che la maxi discarica avrebbe in “un’area finora caratterizzata da una macchia boschiva stupenda ed incontaminata”, senza parlare della paura ingenerata dal “devastante effetto ambientale e sanitario che il conferimento di quasi mezzo milioni di metri cubi di rifiuti ad alto tasso inquinante avrebbe non solo su Sant’Onofrio ma su tutti i paesi del circondario”.
Né contribuisce certo a rasserenare gli animi l’approfondimento sui cosiddetti “rifiuti pericolosi” che andrebbero ad essere conferiti in località “Vajoti”.
A tal proposito basta consultare la Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10.12.2010 nella quale è stato pubblicato il D.L. n. 205/2010 ad oggetto “Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19.11.2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive”.
Ciò in quanto proprio alla raccolta di queste tipologie di rifiuti inserite nel cosiddetto “Allegato D” dell’atto normativo fa riferimento l’iter autorizzativo della discarica in questione.
E proprio scorrendo le venti voci che compongono questo “Allegato D” si viene a conoscenza che tra le tipologie previste sono anche compresi: “rifiuti derivanti da trattamento fisico o chimico di minerali; rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce; rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone; rifiuti dei processi chimici inorganici e organici; pitture, vernici, smalti, adesivi e inchiostri di stampa; oli esauriti e residui di combustibili liquidi; rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione compreso il terreno proveniente da siti contaminati; rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario; rifiuti urbani inclusi i rifiuti della raccolta differenziata”.

  

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 28/10/2013)  

giovedì 24 ottobre 2013

SANT’ONOFRIO: UNA DISCARICA IN LOCALITÀ VAJOTI

(SANT‘ONOFRIO) La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno.
D’altronde già a leggere il dispositivo del decreto n. 10158 del 12 luglio 2013 a firma del dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria c’è quanto basta per sobbalzare dalla sedia: “Realizzazione nuova discarica di rifiuti in località Tozza Palombara del Comune di Sant’Onofrio (VV) - Procedura per la valutazione d’impatto ambientale, ai sensi del Dlgs. n. 152/2006 e s.m.i., e del Regolamento Regionale n. 3 del 04/08/2008 e s.m.i. - Proponente Ecolux s.r.l., Filandari (VV)”.
Un atto, questo emesso dalla Regione che, nell’esprimere “parere favorevole di compatibilità ambientale” ratifica di fatto lo stato di ulteriore e forse irreversibile avanzamento del progetto di realizzazione sul territorio comunale di una discarica di rifiuti della quale nulla finora aveva avuto modo di sapere l’opinione pubblica cittadina.
Che certo ben altra considerazione e coinvolgimento partecipativo avrebbe meritato anche sulla base del presupposto che, stando almeno alla lettura degli atti amministrativi finora prodotti, nella discarica in questione che ricadrà in “zona agricola a circa sei chilometri dal centro abitato di Sant’Onofrio” e si svilupperà su un’area complessiva di quarantamila metri quadrati potrà essere conferito fino a quasi
mezzo milione di metri cubi di “rifiuti pericolosi e non pericolosi”.
A squarciare il velo del silenzio che stranamente finora aveva avvolto l’iter autorizzativo della discarica, per la quale nessun passaggio è stato fatto in consiglio comunale mentre agli atti risulta una nota del 23 marzo 2012 con la quale l’ufficio tecnico comunale trasmetteva il proprio parere per la valutazione di impatto ambientale, scende ora in campo il gruppo consiliare dell’Udc.
Con una “Interrogazione urgente a risposta scritta” indirizzata al sindaco Tito Rodà ed al presidente del consiglio Salvatore Pronestì gli appartenenti allo scudocrociato muovono all’amministrazione comunale una serie di rilievi.
Già in premessa gli interroganti manifestano tutte le loro perplessità rilevando che la “realizzazione di detto progetto prevede la discarica di qualsiasi tipo di rifiuti anche i più pericolosi con tutte le conseguenze del caso” e che la “suddetta discarica verrebbe realizzata a pochi chilometri di distanza dal centro abitato e a brevissima distanza dall’autostrada A3 con gravissimi danni per la salute dei cittadini e con ingenti danni per le campagne limitrofe”.
In considerazione di ciò, e dopo aver evidenziato anche possibili profili di illegittimità poichè “è notoriamente risaputo che nel piano dei rifiuti elaborato dall’Assessorato regionale all’Ambiente non è stato inserito alcun impianto nemmeno per quelli non nocivi”, il gruppo Udc ribadisce la “pericolosità della realizzazione del progetto in questione” per il quale i “consiglieri non sono a conoscenza di atti emessi dall’amministrazione comunale per contrastare questa opera”.
Da qui i pressanti interrogativi a sindaco e presidente del consiglio per sapere “se e quali azioni si intendono porre in essere per evitare la realizzazione dell’opera; se sono stati adottati e quali sono gli atti relativi; se, avendo il comune di Sant’Onofrio un interesse legittimo per tutelare la salute dei propri cittadini, è stato impugnato davanti al Tar il decreto emesso del Dipartimento Ambiente della Regione regolarmente trasmesso al comune” o eventualmente le “ragioni della mancata impugnatura”.
Consapevoli dell’importanza che la vicenda assume per l’intera comunità gli esponenti scudocrociati chiedono infine la “convocazione di un consiglio comunale aperto per dibattere con l’intera popolazione il tema in questione”.
L’auspicio condiviso è che ci siano ancora i margini per un eventuale ripensamento considerato che, da quanto appreso da fonti tecniche, allo stato della pratica per essere definitivamente perfezionata manchi solo la cosiddetta A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilasciata dal Ministero dell’Ambiente in caso di apertura di discariche per rifiuti qualificati come “pericolosi”. 
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 24/10/2013)

SANT’ONOFRIO: UNA DISCARICA IN LOCALITÀ VAJOTI

(SANT‘ONOFRIO) La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno.
D’altronde già a leggere il dispositivo del decreto n. 10158 del 12 luglio 2013 a firma del dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria c’è quanto basta per sobbalzare dalla sedia: “Realizzazione nuova discarica di rifiuti in località Tozza Palombara del Comune di Sant’Onofrio (VV) - Procedura per la valutazione d’impatto ambientale, ai sensi del Dlgs. n. 152/2006 e s.m.i., e del Regolamento Regionale n. 3 del 04/08/2008 e s.m.i. - Proponente Ecolux s.r.l., Filandari (VV)”.
Un atto, questo emesso dalla Regione che, nell’esprimere “parere favorevole di compatibilità ambientale” ratifica di fatto lo stato di ulteriore e forse irreversibile avanzamento del progetto di realizzazione sul territorio comunale di una discarica di rifiuti della quale nulla finora aveva avuto modo di sapere l’opinione pubblica cittadina.
Che certo ben altra considerazione e coinvolgimento partecipativo avrebbe meritato anche sulla base del presupposto che, stando almeno alla lettura degli atti amministrativi finora prodotti, nella discarica in questione che ricadrà in “zona agricola a circa sei chilometri dal centro abitato di Sant’Onofrio” e si svilupperà su un’area complessiva di quarantamila metri quadrati potrà essere conferito fino a quasi
mezzo milione di metri cubi di “rifiuti pericolosi e non pericolosi”.
A squarciare il velo del silenzio che stranamente finora aveva avvolto l’iter autorizzativo della discarica, per la quale nessun passaggio è stato fatto in consiglio comunale mentre agli atti risulta una nota del 23 marzo 2012 con la quale l’ufficio tecnico comunale trasmetteva il proprio parere per la valutazione di impatto ambientale, scende ora in campo il gruppo consiliare dell’Udc.
Con una “Interrogazione urgente a risposta scritta” indirizzata al sindaco Tito Rodà ed al presidente del consiglio Salvatore Pronestì gli appartenenti allo scudocrociato muovono all’amministrazione comunale una serie di rilievi.
Già in premessa gli interroganti manifestano tutte le loro perplessità rilevando che la “realizzazione di detto progetto prevede la discarica di qualsiasi tipo di rifiuti anche i più pericolosi con tutte le conseguenze del caso” e che la “suddetta discarica verrebbe realizzata a pochi chilometri di distanza dal centro abitato e a brevissima distanza dall’autostrada A3 con gravissimi danni per la salute dei cittadini e con ingenti danni per le campagne limitrofe”.
In considerazione di ciò, e dopo aver evidenziato anche possibili profili di illegittimità poichè “è notoriamente risaputo che nel piano dei rifiuti elaborato dall’Assessorato regionale all’Ambiente non è stato inserito alcun impianto nemmeno per quelli non nocivi”, il gruppo Udc ribadisce la “pericolosità della realizzazione del progetto in questione” per il quale i “consiglieri non sono a conoscenza di atti emessi dall’amministrazione comunale per contrastare questa opera”.
Da qui i pressanti interrogativi a sindaco e presidente del consiglio per sapere “se e quali azioni si intendono porre in essere per evitare la realizzazione dell’opera; se sono stati adottati e quali sono gli atti relativi; se, avendo il comune di Sant’Onofrio un interesse legittimo per tutelare la salute dei propri cittadini, è stato impugnato davanti al Tar il decreto emesso del Dipartimento Ambiente della Regione regolarmente trasmesso al comune” o eventualmente le “ragioni della mancata impugnatura”.
Consapevoli dell’importanza che la vicenda assume per l’intera comunità gli esponenti scudocrociati chiedono infine la “convocazione di un consiglio comunale aperto per dibattere con l’intera popolazione il tema in questione”.
L’auspicio condiviso è che ci siano ancora i margini per un eventuale ripensamento considerato che, da quanto appreso da fonti tecniche, allo stato della pratica per essere definitivamente perfezionata manchi solo la cosiddetta A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilasciata dal Ministero dell’Ambiente in caso di apertura di discariche per rifiuti qualificati come “pericolosi”. 
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 24/10/2013)

domenica 30 giugno 2013

SANT’ONOFRIO: ASILO NIDO, ATTACCHI BIPARTISAN

(SANT‘ONOFRIO) Fronte comune delle opposizioni Pd e Udc sulla ventilata ipotesi di privatizzazione dell’asilo nido comunale.
Le due forze politiche rigettano in toto le motivazioni del sindaco Tito Rodà circa la necessità di un “sacrificio impopolare ma comunque reso necessario dalla difficile situazione finanziaria dell’ente che non permette in alcun modo di fare fronte alle necessità di rimpinguare una pianta organica ormai ridotta al lumicino”.
A dare per primo fuoco alle polveri il segretario dello scudocrociato Antonino Pezzo che in una nota dopo aver riaffermato il proprio “No alla chiusura dell’asilo nido ed al rischio licenziamento delle educatrici” esorta ancora una volta gli attuali amministratori a “fermarsi e lasciare la guida del paese”.
Entrando nel merito della questione, Pezzo bolla come “grosse sciocchezze” le motivazioni di carattere finanziario e di carenza della pianta organica che sottendono alla decisione annunciata dal sindaco Rodà anche in considerazione della specificità delle educatrici interessate che per “oltre trent’anni hanno svolto con alta professionalità il loro ruolo”.
D’altro canto, l’esponente politico non nasconde il timore che questa scelta costituisca l’inizio di un “periodo triste dove le dipendenti dell’asilo nido vanno a rischiare la mobilità o, peggio, la cassa integrazione per declinare infine verso il licenziamento”.
Da qui la richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario e aperto.
Un’occasione che per l’Udc locale si rivelerebbe utile per riaffermare la necessità di mantenere così com’è una “struttura storica, invidiata da tutti grazie all’operato delle educatrici che con  il loro calore umano hanno saputo dare una sana accoglienza ai nostri bambini”.
Altrettanto pungenti le osservazioni che giungono dal Partito Democratico.
Il segretario Giuseppe Ruffa, dopo aver stigmatizzato l’atteggiamento del sindaco nel corso
del recente incontro in municipio allorchè i “rappresentanti dei partiti politici sono stati allontanati in malo modo”, evidenzia come questo atteggiamento sia tipico di chi “incapace di confrontarsi, mira a confondere le acque, trincerandosi nelle stanze chiuse”.
Una visione della cosa pubblica che i democratici definiscono con i “paraocchi” quasi come se “l’asilo nido fosse divenuto proprietà del dott. Rodà”.
Entrando poi nel vivo della discussione, Ruffa evidenzia come se le notizie trapelate dovessero rivelarsi vere, si tratterebbe del solito gioco della vecchia politica che cerca di allargare la pianta organica comunale stravolgendo le regole della convivenza civile”.
Da qui l’amara constatazione finale dell’esponente politico che sottolinea “l’incapacità del sindaco a gestire una semplice riunione conducendo il tutto a mero scontro personalizzato”.



 (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 30/06/2013)