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mercoledì 24 settembre 2014

SANT‘ONOFRIO: IL SINDACO DENUNCIA L’ESCALATION DI ATTI VANDALICI

Il Sindaco Rodà
(SANT‘ONOFRIO) L’escalation di atti vandalici che hanno come comune denominatore le strutture ed i mezzi di proprietà comunale sta suscitando sconcerto e preoccupazione nell’intera comunità.
I raid distruttivi, che si succedono ormai da tre mesi e preferibilmente nelle ore notturne, hanno preso il via con il danneggiamento dello zampillo di piazza Umberto I e con la distruzione di una ringhiera esterna, letteralmente divelta, del centro di aggregazione di via Raffaele Teti.
Risalgono poi agli ultimi giorni i danni arrecati al giardinetto antistante il municipio con un albero violentemente spezzato, la rottura con una spranga di ferro del parabrezza dell’autocompattatore che si trovava presso il parcheggio comunale e la rottura del faro del camioncino parcheggiato presso l’autoparco di via Melissandra e normalmente utilizzato per la raccolta differenziata.
A stigmatizzare l‘accaduto il sindaco Tito Rodà che, dopo aver precisato di aver “regolarmente provveduto a denunciare presso la locale stazione dei carabinieri i diversi episodi” non nasconde la propria “profonda amarezza”.
Per il primo cittadino duole constatare che nel “mentre ci siamo celermente attivati, una volta superati gli ultimi ostacoli burocratici, per la fruibilità del centro di aggregazione” questi fatti “ci confermano ulteriormente come proprio sulle attività che in sinergia con le associazioni si andranno a promuovere presso la struttura occorre puntare per offrire ai giovani validi modelli educativi”.
In particolare, Rodà esprime il proprio rammarico per i danni causati ai mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti, quasi ci fosse da parte degli ignoti autori la “volontà di penalizzare l’efficienza di un servizio che anche nei momenti di maggiori criticità dei mesi scorsi ha dato nel nostro paese prova riconosciuta di efficienza”.
Da qui l’appello finale del sindaco a tutti i “cittadini di buona volontà a collaborare” attraverso una azione condivisa di “vigilanza attiva sul territorio, anche attraverso la segnalazione tempestiva delle eventuali anomalie riscontrate al fine di consentire la salvaguardia di opere e beni di interesse collettivo”.
 

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 24/09/2014)

SANT‘ONOFRIO: IL SINDACO DENUNCIA L’ESCALATION DI ATTI VANDALICI

Il Sindaco Rodà
(SANT‘ONOFRIO) L’escalation di atti vandalici che hanno come comune denominatore le strutture ed i mezzi di proprietà comunale sta suscitando sconcerto e preoccupazione nell’intera comunità.
I raid distruttivi, che si succedono ormai da tre mesi e preferibilmente nelle ore notturne, hanno preso il via con il danneggiamento dello zampillo di piazza Umberto I e con la distruzione di una ringhiera esterna, letteralmente divelta, del centro di aggregazione di via Raffaele Teti.
Risalgono poi agli ultimi giorni i danni arrecati al giardinetto antistante il municipio con un albero violentemente spezzato, la rottura con una spranga di ferro del parabrezza dell’autocompattatore che si trovava presso il parcheggio comunale e la rottura del faro del camioncino parcheggiato presso l’autoparco di via Melissandra e normalmente utilizzato per la raccolta differenziata.
A stigmatizzare l‘accaduto il sindaco Tito Rodà che, dopo aver precisato di aver “regolarmente provveduto a denunciare presso la locale stazione dei carabinieri i diversi episodi” non nasconde la propria “profonda amarezza”.
Per il primo cittadino duole constatare che nel “mentre ci siamo celermente attivati, una volta superati gli ultimi ostacoli burocratici, per la fruibilità del centro di aggregazione” questi fatti “ci confermano ulteriormente come proprio sulle attività che in sinergia con le associazioni si andranno a promuovere presso la struttura occorre puntare per offrire ai giovani validi modelli educativi”.
In particolare, Rodà esprime il proprio rammarico per i danni causati ai mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti, quasi ci fosse da parte degli ignoti autori la “volontà di penalizzare l’efficienza di un servizio che anche nei momenti di maggiori criticità dei mesi scorsi ha dato nel nostro paese prova riconosciuta di efficienza”.
Da qui l’appello finale del sindaco a tutti i “cittadini di buona volontà a collaborare” attraverso una azione condivisa di “vigilanza attiva sul territorio, anche attraverso la segnalazione tempestiva delle eventuali anomalie riscontrate al fine di consentire la salvaguardia di opere e beni di interesse collettivo”.
 

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 24/09/2014)

giovedì 14 agosto 2014

SANT'ONOFRIO:DISCARICA COMUNE E COMITATO CHIEDONO CHIAREZZA

(Sant'Onofrio) Cresce la preoccupazione nella comunità dopo l'annuncio del sindaco Tito Roda' circa l'attivazione di un nuovo procedimento amministrativo da parte della società Ecolux di Filandari per l'apertura di una discarica di rifiuti in località Vajoti.
E poco importa se questa volta la richiesta e' limitata al conferimento di soli rifiuti considerati "non pericolosi" dalla normativa, in quanto comunque gravissime sarebbero le conseguenze che ne deriverebbero sia in termini di traffico causato dai mezzi adibiti al trasporto del materiale che del rischio di sconvolgimento dell'ecosistema dell'oasi naturalistica di località Vajoti.
Da qui l'impegno assunto dal sindaco Roda', nel corso di una partecipata assemblea pubblica, a "non lasciare nulla di intentato affinché questo nuovo pericolo venga definitivamente sventato".
Al suo fianco, naturalmente, il comitato "NO Discarica", già costituitosi in occasione della prima richiesta avanzata dalla Ecolux che, se a suo tempo accolta, avrebbe addirittura autorizzato il conferimento fino a mezzo milione di metri cubi di rifiuti tra i quali anche quelli definiti come "pericolosi" dalla legislazione vigente.

Ad accrescere ulteriormente l'attuale preoccupazione dei cittadini santonofresi, l'avvenuta presentazione di una analoga richiesta per l'attivazione di una nuova mega discarica anche nel limitrofo comune di Stefanaconi.
La notizia, finora ne' smentita ne' confermata ufficialmente da parte dell'amministrazione comunale di Stefanaconi, sta creando non poca apprensione anche in quella comunità anche perché allo stato non è dato sapere che tipologie di rifiuti verrebbero stoccati nel nuovo impianto.
Anche sulla paventata apertura di questa discarica si è soffermato il primo cittadino di Sant'Onofrio.
Per Roda', se la notizia venisse confermata, assumerebbe il "sapore di una vera e propria beffa per la nostra comunità considerato che dopo l'impegno profuso per scongiurare il rischio di una discarica di rifiuti pericolosi in contrada Vajoti ci ritroveremmo ora a dover subire le conseguenze della discarica di Stefanaconi, in linea d'aria ancora più vicina rispetto al nostro centro abitato".
Dagli interventi di alcuni cittadini presenti all'assemblea si è avuta comunque conferma circa la volontà di realizzare la discarica di Stefanaconi in località Motta Filocastro, peraltro considerato un sito archeologico di primaria importanza.
Secondo le testimonianze raccolte, infatti, si sarebbe già proceduto al "carotaggio di alcuni terreni per le necessarie verifiche geologiche" ed inoltre "diversi proprietari di lotti sarebbero stati già contattati per verificare la loro disponibilità a venderli".
Da qui la decisione di costituire una delegazione formata dal sindaco Roda' e da alcuni componenti del Comitato "NO Discarica" per un incontro chiarificatore urgente con il sindaco di Stefanaconi Salvatore Di Si'.

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 14/08/2014

SANT'ONOFRIO:DISCARICA COMUNE E COMITATO CHIEDONO CHIAREZZA

(Sant'Onofrio) Cresce la preoccupazione nella comunità dopo l'annuncio del sindaco Tito Roda' circa l'attivazione di un nuovo procedimento amministrativo da parte della società Ecolux di Filandari per l'apertura di una discarica di rifiuti in località Vajoti.
E poco importa se questa volta la richiesta e' limitata al conferimento di soli rifiuti considerati "non pericolosi" dalla normativa, in quanto comunque gravissime sarebbero le conseguenze che ne deriverebbero sia in termini di traffico causato dai mezzi adibiti al trasporto del materiale che del rischio di sconvolgimento dell'ecosistema dell'oasi naturalistica di località Vajoti.
Da qui l'impegno assunto dal sindaco Roda', nel corso di una partecipata assemblea pubblica, a "non lasciare nulla di intentato affinché questo nuovo pericolo venga definitivamente sventato".
Al suo fianco, naturalmente, il comitato "NO Discarica", già costituitosi in occasione della prima richiesta avanzata dalla Ecolux che, se a suo tempo accolta, avrebbe addirittura autorizzato il conferimento fino a mezzo milione di metri cubi di rifiuti tra i quali anche quelli definiti come "pericolosi" dalla legislazione vigente.

Ad accrescere ulteriormente l'attuale preoccupazione dei cittadini santonofresi, l'avvenuta presentazione di una analoga richiesta per l'attivazione di una nuova mega discarica anche nel limitrofo comune di Stefanaconi.
La notizia, finora ne' smentita ne' confermata ufficialmente da parte dell'amministrazione comunale di Stefanaconi, sta creando non poca apprensione anche in quella comunità anche perché allo stato non è dato sapere che tipologie di rifiuti verrebbero stoccati nel nuovo impianto.
Anche sulla paventata apertura di questa discarica si è soffermato il primo cittadino di Sant'Onofrio.
Per Roda', se la notizia venisse confermata, assumerebbe il "sapore di una vera e propria beffa per la nostra comunità considerato che dopo l'impegno profuso per scongiurare il rischio di una discarica di rifiuti pericolosi in contrada Vajoti ci ritroveremmo ora a dover subire le conseguenze della discarica di Stefanaconi, in linea d'aria ancora più vicina rispetto al nostro centro abitato".
Dagli interventi di alcuni cittadini presenti all'assemblea si è avuta comunque conferma circa la volontà di realizzare la discarica di Stefanaconi in località Motta Filocastro, peraltro considerato un sito archeologico di primaria importanza.
Secondo le testimonianze raccolte, infatti, si sarebbe già proceduto al "carotaggio di alcuni terreni per le necessarie verifiche geologiche" ed inoltre "diversi proprietari di lotti sarebbero stati già contattati per verificare la loro disponibilità a venderli".
Da qui la decisione di costituire una delegazione formata dal sindaco Roda' e da alcuni componenti del Comitato "NO Discarica" per un incontro chiarificatore urgente con il sindaco di Stefanaconi Salvatore Di Si'.

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 14/08/2014

mercoledì 13 agosto 2014

SANT'ONOFRIO: TORNA L'ALLARME DISCARICA. SOS DEL SINDACO

(Sant'Onofrio)Torna l'allarme discarica.
A lanciarlo, nel modo più autorevole possibile, il sindaco Tito Roda' a margine di un'assemblea pubblica da tempo convocata per approfondire le problematiche relative alla sottoscrizione di un accordo di partneriato pubblico-privato per la progettazione delle edicole e cappelle funerarie da realizzare nella parte nuova del cimitero comunale.
In questa occasione, infatti, il primo cittadino ha inteso portare a conoscenza della cittadinanza l'avvenuta presentazione di una nuova richiesta per l'attivazione nel territorio comunale di una discarica di rifiuti.
 E così, il tempo di tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo con lo stop definitivo imposto dalla regione lo scorso mese di aprile alla realizzazione di una mega discarica in località Tozza Palombara di contrada Vajoti, dove avrebbero potuto essere conferiti fino a mezzo milioni di metri cubi di rifiuti tra quelli classificati dalle leggi in materia anche come "pericolosi", che nuove minacciose nubi sembrano addensarsi sulla comunità santonofrese.
Identici i protagonisti e la location prescelta per l'impianto, considerato che il soggetto proponente è sempre la società Ecolux con sede in Filandari che stavolta, sulla base della richiesta formalizzata in comune lo scorso 28 luglio, vorrebbe realizzare sempre in località Tozzo Palombara una discarica abilitata al conferimento di rifiuti "non pericolosi".
Una tipologia che certo non farebbe venire meno le molteplici problematiche connesse all'attivazione di un impianto di queste dimensioni sia in termini di traffico continuo che ne deriverebbe dai mezzi abilitati al trasporto dei rifiuti che per le conseguenze di carattere ambientale e sanitario che ne potrebbero derivare per la comunità e per la salvaguardia complessiva dell'ecosistema di un'oasi naturalistica di primo livello come da sempre è considerata quella di località Vajoti.
E proprio su questi presupposti poggia il grido di allarme del sindaco Roda' che dopo aver ribadito l'intenzione dell'amministrazione comunale di "opporsi in tutti i modi possibili alla realizzazione di questa nuova discarica", ha invitato i cittadini a "tenere alta l'attenzione perché solo con una reale unità di intenti si riuscirà a scongiurare questo ulteriore pericolo per il nostro territorio".
Ad accrescere ulteriormente la preoccupazione, poi, l'avvenuta presentazione di una analoga richiesta per l'attivazione di una nuova mega discarica anche nel limitrofo comune di Stefanaconi.
La notizia, finora nè smentita nè' confermata ufficialmente da parte dell'amministrazione comunale di Stefanaconi, sta creando non poca apprensione anche in quella comunità anche perché allo stato non è dato sapere che tipologie di rifiuti verrebbero stoccati nel nuovo impianto.
Dagli interventi di alcuni cittadini presenti all'assemblea si è avuta comunque conferma circa la volontà di realizzare la discarica di Stefanaconi in località Motta, in linea d'aria addirittura ancora più vicina a Sant'Onofrio rispetto a contrada Vajoti.
A tal proposito, secondo le testimonianze raccolte si sarebbe già proceduto al "carotaggio di alcuni terreni per le necessarie verifiche geologiche" ed inoltre "diversi proprietari di lotti sarebbero stati già contattati per verificare la loro disponibilità a venderli".
Da qui la decisione di costituire una delegazione formata da Roda' e da alcuni componenti del Comitato "NO Discarica" per un incontro chiarificatore urgente con il sindaco di Stefanaconi Salvatore Di Si'.


Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 13/08/2014

SANT'ONOFRIO: TORNA L'ALLARME DISCARICA. SOS DEL SINDACO

(Sant'Onofrio)Torna l'allarme discarica.
A lanciarlo, nel modo più autorevole possibile, il sindaco Tito Roda' a margine di un'assemblea pubblica da tempo convocata per approfondire le problematiche relative alla sottoscrizione di un accordo di partneriato pubblico-privato per la progettazione delle edicole e cappelle funerarie da realizzare nella parte nuova del cimitero comunale.
In questa occasione, infatti, il primo cittadino ha inteso portare a conoscenza della cittadinanza l'avvenuta presentazione di una nuova richiesta per l'attivazione nel territorio comunale di una discarica di rifiuti.
 E così, il tempo di tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo con lo stop definitivo imposto dalla regione lo scorso mese di aprile alla realizzazione di una mega discarica in località Tozza Palombara di contrada Vajoti, dove avrebbero potuto essere conferiti fino a mezzo milioni di metri cubi di rifiuti tra quelli classificati dalle leggi in materia anche come "pericolosi", che nuove minacciose nubi sembrano addensarsi sulla comunità santonofrese.
Identici i protagonisti e la location prescelta per l'impianto, considerato che il soggetto proponente è sempre la società Ecolux con sede in Filandari che stavolta, sulla base della richiesta formalizzata in comune lo scorso 28 luglio, vorrebbe realizzare sempre in località Tozzo Palombara una discarica abilitata al conferimento di rifiuti "non pericolosi".
Una tipologia che certo non farebbe venire meno le molteplici problematiche connesse all'attivazione di un impianto di queste dimensioni sia in termini di traffico continuo che ne deriverebbe dai mezzi abilitati al trasporto dei rifiuti che per le conseguenze di carattere ambientale e sanitario che ne potrebbero derivare per la comunità e per la salvaguardia complessiva dell'ecosistema di un'oasi naturalistica di primo livello come da sempre è considerata quella di località Vajoti.
E proprio su questi presupposti poggia il grido di allarme del sindaco Roda' che dopo aver ribadito l'intenzione dell'amministrazione comunale di "opporsi in tutti i modi possibili alla realizzazione di questa nuova discarica", ha invitato i cittadini a "tenere alta l'attenzione perché solo con una reale unità di intenti si riuscirà a scongiurare questo ulteriore pericolo per il nostro territorio".
Ad accrescere ulteriormente la preoccupazione, poi, l'avvenuta presentazione di una analoga richiesta per l'attivazione di una nuova mega discarica anche nel limitrofo comune di Stefanaconi.
La notizia, finora nè smentita nè' confermata ufficialmente da parte dell'amministrazione comunale di Stefanaconi, sta creando non poca apprensione anche in quella comunità anche perché allo stato non è dato sapere che tipologie di rifiuti verrebbero stoccati nel nuovo impianto.
Dagli interventi di alcuni cittadini presenti all'assemblea si è avuta comunque conferma circa la volontà di realizzare la discarica di Stefanaconi in località Motta, in linea d'aria addirittura ancora più vicina a Sant'Onofrio rispetto a contrada Vajoti.
A tal proposito, secondo le testimonianze raccolte si sarebbe già proceduto al "carotaggio di alcuni terreni per le necessarie verifiche geologiche" ed inoltre "diversi proprietari di lotti sarebbero stati già contattati per verificare la loro disponibilità a venderli".
Da qui la decisione di costituire una delegazione formata da Roda' e da alcuni componenti del Comitato "NO Discarica" per un incontro chiarificatore urgente con il sindaco di Stefanaconi Salvatore Di Si'.


Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 13/08/2014

SANT'ONOFRIO :«VOGLIONO FARCI UNA DISCARICA SOTTO CASA»

«Vogliono farci una discarica sotto casa»
L’allarme del sindaco Rodà per l’impianto

SANT'ONOFRIO :«VOGLIONO FARCI UNA DISCARICA SOTTO CASA»

«Vogliono farci una discarica sotto casa»
L’allarme del sindaco Rodà per l’impianto

venerdì 25 luglio 2014

SANT’ONOFRIO:GIANNI FERITO REPLICA ALLE ACCUSE DEL PRIMO CITTADINO TITO RODÀ

SANT’ONOFRIO L’esponente dell’Udc attacca nel merito il sindaco
Gianni Ferito replica alle accuse del primo cittadino Tito Rodà



SANT’ONOFRIO:GIANNI FERITO REPLICA ALLE ACCUSE DEL PRIMO CITTADINO TITO RODÀ

SANT’ONOFRIO L’esponente dell’Udc attacca nel merito il sindaco
Gianni Ferito replica alle accuse del primo cittadino Tito Rodà



domenica 20 luglio 2014

SANT'ONOFRIO: IL SINDACO A FORZA ITALIA E UDC “LA MAGGIORANZA È UNITA E OPEROSA”.

Il Sindaco Tito Rodà
(Sant'Onofrio) Gli attacchi concentrici dei giorni scorsi da parte dei circoli locali di Forza Silvio e Udc non potevano cadere nel vuoto.
Ed ecco, infatti, a stretto giro di posta e sotto forma di "lettera aperta ai santonofresi", la risposta del sindaco Tito Roda' a quelli che fino a poco tempo fa erano stati i compagni di strada della sua esperienza amministrativa.

Una replica davvero "pepata" quella del primo cittadino, che non le manda certo a dire.

E che parte dalla necessità, come lui stesso chiarisce in apertura del suo intervento, di "chiarire alcune situazioni dopo le bugie e le pesanti offese rivolte da chi tenta maldestramente di costruire fuorvianti scenari politici".
Non nasconde, comunque, il sindaco Roda' la sua oggettiva difficoltà nel prendere in considerazione "critiche costruite da chi in passato - e qui il riferimento e' chiaramente diretto all'attuale commissario cittadino dell'Udc Giovanni Ferito - ha amministrato solo feste diurne e notturne dal grande costo per le casse comunali, ha consentito lo sfregio ambientale con la discarica del Cao e non ha affrontato alcuna tematica seria, occupandosi solo di cambiare progetti ereditati".
Altrettanto duro il commento del sindaco sull'attuale capogruppo di Forza Italia Onofrio Fusca,rappresentato come quel "consigliere dichiaratosi fuori dalla maggioranza che si vanta di essere il detentore morale della politica e che negli ultimi consigli comunali ha avvelenato il clima con attacchi indecorosi attacchi alle persone". 
Da qui il consiglio spassionato allo stesso a non abbandonarsi ad "isterismi" e a non coltivare un "progetto inadeguato alla statura presente, passata e futura".
Entrando nel merito delle accuse ricevute, Roda' chiarisce come il rinnovo della Commissione Elettorale Comunale,"imposto dalla disposizione normativa che garantisce il giusto equilibrio tra maggioranza e minoranza", ha causato una "reazione scomposta e priva di alcun senso da parte di chi considera la democrazia soltanto una parola da usare nelle belle occasioni".
Anche "sull'argomento Forza Italia" per il primo cittadino "ne sono state dette tante e di accuse ne sono state fatte altrettante" mentre sarebbe stato più opportuno "intervenire con responsabilità per porre fine a logiche politiche contro l’Amministrazione Comunale, che sta operando con grande senso di responsabilità per garantire trasparenza e legalità".
Con altrettanta fermezza Roda' rivendica l'impegno profuso per "superare ritardi e definire importanti problematiche" per il bene del paese.
E a tal proposito, elenca una serie di risultati raggiunti o prossimi ad essere concretizzati.
Tra questi, il servizio nettezza urbana, per il quale e' "sotto gli occhi di tutti la continua dedizione rivolta verso l’igiene e la pulizia del paese che anche in occasione della recente chiusura della discarica di conferimento risultava il centro più pulito dell’intero vibonese".
Notevoli i risultati conseguiti anche per ciò che riguarda i debiti pregressi ottenendo il mutuo che ha consentito di "evitare il dissesto" ed in materia di opere pubbliche con i cantieri di imminente avvio relativamente alla "ristrutturazione del centro storico ed al completamento della sede municipale, alla messa in sicurezza dell’edificio di scuola primaria e dell'infanzia, al riattamento dell’ex-asilo infantile, alla sistemazione delle strade rurali ed alla rete fognante di contrada Mannà".
Anche riguardo ai lavori di ampliamento del cimitero, all'adozione del Piano strutturale comunale, all'apertura del centro di aggregazione sociale ed alla privatizzazione dell'asilo nido il sindaco preannuncia a breve importanti novità, tutte finalizzate a risolvere le problematiche specifiche che li riguardano.
Il tutto nel solco di un rinnovato impegno di una compagine amministrativa lontana anni luce da chi mira ad accreditarla come divisa e inoperosa. 
Definizioni che il sindaco Roda' rigetta e rispedisce in toto al mittente, cioè a coloro che hanno fatto "scelte politiche in disprezzo del voto popolare" addirittura tentando di "annettersi risultati elettorali che non sono i loro".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 20/07/2014)

SANT'ONOFRIO: IL SINDACO A FORZA ITALIA E UDC “LA MAGGIORANZA È UNITA E OPEROSA”.

Il Sindaco Tito Rodà
(Sant'Onofrio) Gli attacchi concentrici dei giorni scorsi da parte dei circoli locali di Forza Silvio e Udc non potevano cadere nel vuoto.
Ed ecco, infatti, a stretto giro di posta e sotto forma di "lettera aperta ai santonofresi", la risposta del sindaco Tito Roda' a quelli che fino a poco tempo fa erano stati i compagni di strada della sua esperienza amministrativa.

Una replica davvero "pepata" quella del primo cittadino, che non le manda certo a dire.

E che parte dalla necessità, come lui stesso chiarisce in apertura del suo intervento, di "chiarire alcune situazioni dopo le bugie e le pesanti offese rivolte da chi tenta maldestramente di costruire fuorvianti scenari politici".
Non nasconde, comunque, il sindaco Roda' la sua oggettiva difficoltà nel prendere in considerazione "critiche costruite da chi in passato - e qui il riferimento e' chiaramente diretto all'attuale commissario cittadino dell'Udc Giovanni Ferito - ha amministrato solo feste diurne e notturne dal grande costo per le casse comunali, ha consentito lo sfregio ambientale con la discarica del Cao e non ha affrontato alcuna tematica seria, occupandosi solo di cambiare progetti ereditati".
Altrettanto duro il commento del sindaco sull'attuale capogruppo di Forza Italia Onofrio Fusca,rappresentato come quel "consigliere dichiaratosi fuori dalla maggioranza che si vanta di essere il detentore morale della politica e che negli ultimi consigli comunali ha avvelenato il clima con attacchi indecorosi attacchi alle persone". 
Da qui il consiglio spassionato allo stesso a non abbandonarsi ad "isterismi" e a non coltivare un "progetto inadeguato alla statura presente, passata e futura".
Entrando nel merito delle accuse ricevute, Roda' chiarisce come il rinnovo della Commissione Elettorale Comunale,"imposto dalla disposizione normativa che garantisce il giusto equilibrio tra maggioranza e minoranza", ha causato una "reazione scomposta e priva di alcun senso da parte di chi considera la democrazia soltanto una parola da usare nelle belle occasioni".
Anche "sull'argomento Forza Italia" per il primo cittadino "ne sono state dette tante e di accuse ne sono state fatte altrettante" mentre sarebbe stato più opportuno "intervenire con responsabilità per porre fine a logiche politiche contro l’Amministrazione Comunale, che sta operando con grande senso di responsabilità per garantire trasparenza e legalità".
Con altrettanta fermezza Roda' rivendica l'impegno profuso per "superare ritardi e definire importanti problematiche" per il bene del paese.
E a tal proposito, elenca una serie di risultati raggiunti o prossimi ad essere concretizzati.
Tra questi, il servizio nettezza urbana, per il quale e' "sotto gli occhi di tutti la continua dedizione rivolta verso l’igiene e la pulizia del paese che anche in occasione della recente chiusura della discarica di conferimento risultava il centro più pulito dell’intero vibonese".
Notevoli i risultati conseguiti anche per ciò che riguarda i debiti pregressi ottenendo il mutuo che ha consentito di "evitare il dissesto" ed in materia di opere pubbliche con i cantieri di imminente avvio relativamente alla "ristrutturazione del centro storico ed al completamento della sede municipale, alla messa in sicurezza dell’edificio di scuola primaria e dell'infanzia, al riattamento dell’ex-asilo infantile, alla sistemazione delle strade rurali ed alla rete fognante di contrada Mannà".
Anche riguardo ai lavori di ampliamento del cimitero, all'adozione del Piano strutturale comunale, all'apertura del centro di aggregazione sociale ed alla privatizzazione dell'asilo nido il sindaco preannuncia a breve importanti novità, tutte finalizzate a risolvere le problematiche specifiche che li riguardano.
Il tutto nel solco di un rinnovato impegno di una compagine amministrativa lontana anni luce da chi mira ad accreditarla come divisa e inoperosa. 
Definizioni che il sindaco Roda' rigetta e rispedisce in toto al mittente, cioè a coloro che hanno fatto "scelte politiche in disprezzo del voto popolare" addirittura tentando di "annettersi risultati elettorali che non sono i loro".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 20/07/2014)

giovedì 17 luglio 2014

SANT’ONOFRIO: DENUNCIATO «L’INCIUCIO» IN CONSIGLIO PER FAR FUORI POLICARO

SANT’ONOFRIO: Denunciato «l’inciucio» in Consiglio per far fuori Policaro
Commissione elettorale, è bagarre
Sull’amministrazione Rodà strali anche da parte del commissario Udc Ferito

SANT’ONOFRIO: DENUNCIATO «L’INCIUCIO» IN CONSIGLIO PER FAR FUORI POLICARO

SANT’ONOFRIO: Denunciato «l’inciucio» in Consiglio per far fuori Policaro
Commissione elettorale, è bagarre
Sull’amministrazione Rodà strali anche da parte del commissario Udc Ferito

mercoledì 26 giugno 2013

SANT‘ONOFRIO :L’ASILO NIDO AVVIATO VERSO LA PRIVATIZZAZIONE

L’asilo nido di via Melissandra potrebbe non essere più gestito dal Comune
(SANT‘ONOFRIO) Come un fulmine a ciel sereno la notizia, nella mattinata di lunedì scorso, si è rapidamente propagata dall’edificio di via Melissandra nell’intero paese, animando il dibattito politico e sociale.
L’asilo nido comunale, a meno di un miracolo che ormai gli stessi amministratori considerano di difficile realizzazione, non riaprirà più i battenti.
Almeno nei modi e termini in cui è stato conosciuto ed apprezzato dalle famiglie santonofresi e dell’intero comprensorio nei trentadue anni trascorsi dalla sua istituzione.
Dal prossimo primo settembre, infatti, sempre nei locali di via Melissandra, che verranno dati in concessione, i nuovi iscritti saranno con ogni probabilità accolti dai gestori e dal personale educativo della società privata che nel frattempo si sarà aggiudicato l’appalto per l’esternalizzazione dell’importante quanto indispensabile servizio di assistenza all’infanzia.
A far suonare il primo campanello d’allarme, già nei giorni scorsi, era stata la mancata distribuzione alle famiglie dei modellini relativi alle iscrizioni per il prossimo anno che, come da tradizione, per ragioni di programmazione avveniva a conclusione dell’anno scolastico in corso.
Di fronte alle pressanti richieste di chiarimenti da parte delle famiglie, trapelavano le prime ammissioni da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tito Rodà.
Il tutto veniva poi ufficializzato nel corso di un incontro tra il personale interessato e l'amministrazione al gran completo.
In questa occasione, dopo aver espresso tutto il suo “profondo rammarico umano ed istituzionale” per una decisione così drastica che mai e poi mai avrebbe voluto assumere, il sindaco Rodà illustrava le ragioni della scelta, alla cui base vi è una duplice ineludibile necessità.
Da un lato la pressante esigenza, comune a tutti gli enti locali alle prese con i continui tagli dei trasferimenti statali, di contenere i costi anche attraverso il sacrificio di prestazioni e servizi ritenuti essenziali come, appunto, l’asilo nido.
Dall’altro, stante l’impossibilità di rimpinguare in altro modo la sempre più smagrita pianta organica comunale, l’opportunità di utilizzare il personale attualmente in servizio presso l’asilo nido nei diversi uffici, dopo un appropriato corso di formazione per le nuove mansioni e responsabilità cui sarà chiamato.
Una soluzione che, pur garantendo gli attuali livelli occupazionali ed allontanando lo spettro
della temuta “mobilità” fuori comune, certo non rasserena le cinque educatrici d’infanzia in servizio, tutte assunte della prima ora.
Un servizio di primissimo livello, quello da loro svolto, riconosciuto dall’ormai lontano 1981 da generazioni di mamme e papà, che hanno sempre trovato nella struttura di via Melissandra il calore e l’accoglienza necessari per i loro figli in così tenera età.
E certificato ulteriormente dagli attestati di stima che in queste ore stanno provenendo anche dai genitori dei circa quaranta bambini attualmente iscritti, che già preannunciano forme di  mobilitazione anche estrema per indurre l’amministrazione Rodà a tornare sui propri passi.
Magari attraverso l’individuazione di una soluzione di compromesso che, ritoccando all’insù le rette di iscrizione, consenta il mantenimento ancora in “quota pubblica” di una struttura educativa da sempre considerata il “fiore all’occhiello” della comunità santonofrese.  


 (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 26/06/2013)  

SANT‘ONOFRIO :L’ASILO NIDO AVVIATO VERSO LA PRIVATIZZAZIONE

L’asilo nido di via Melissandra potrebbe non essere più gestito dal Comune
(SANT‘ONOFRIO) Come un fulmine a ciel sereno la notizia, nella mattinata di lunedì scorso, si è rapidamente propagata dall’edificio di via Melissandra nell’intero paese, animando il dibattito politico e sociale.
L’asilo nido comunale, a meno di un miracolo che ormai gli stessi amministratori considerano di difficile realizzazione, non riaprirà più i battenti.
Almeno nei modi e termini in cui è stato conosciuto ed apprezzato dalle famiglie santonofresi e dell’intero comprensorio nei trentadue anni trascorsi dalla sua istituzione.
Dal prossimo primo settembre, infatti, sempre nei locali di via Melissandra, che verranno dati in concessione, i nuovi iscritti saranno con ogni probabilità accolti dai gestori e dal personale educativo della società privata che nel frattempo si sarà aggiudicato l’appalto per l’esternalizzazione dell’importante quanto indispensabile servizio di assistenza all’infanzia.
A far suonare il primo campanello d’allarme, già nei giorni scorsi, era stata la mancata distribuzione alle famiglie dei modellini relativi alle iscrizioni per il prossimo anno che, come da tradizione, per ragioni di programmazione avveniva a conclusione dell’anno scolastico in corso.
Di fronte alle pressanti richieste di chiarimenti da parte delle famiglie, trapelavano le prime ammissioni da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tito Rodà.
Il tutto veniva poi ufficializzato nel corso di un incontro tra il personale interessato e l'amministrazione al gran completo.
In questa occasione, dopo aver espresso tutto il suo “profondo rammarico umano ed istituzionale” per una decisione così drastica che mai e poi mai avrebbe voluto assumere, il sindaco Rodà illustrava le ragioni della scelta, alla cui base vi è una duplice ineludibile necessità.
Da un lato la pressante esigenza, comune a tutti gli enti locali alle prese con i continui tagli dei trasferimenti statali, di contenere i costi anche attraverso il sacrificio di prestazioni e servizi ritenuti essenziali come, appunto, l’asilo nido.
Dall’altro, stante l’impossibilità di rimpinguare in altro modo la sempre più smagrita pianta organica comunale, l’opportunità di utilizzare il personale attualmente in servizio presso l’asilo nido nei diversi uffici, dopo un appropriato corso di formazione per le nuove mansioni e responsabilità cui sarà chiamato.
Una soluzione che, pur garantendo gli attuali livelli occupazionali ed allontanando lo spettro

mercoledì 22 maggio 2013

SANT’ONOFRIO:L’UDC PROCESSA E CONDANNA L’AMMINISTRAZIONE DI TITO RODÀ


(SANT’ONOFRIO) Ancora un attacco frontale dell’Udc nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tito Rodà.
A sferrarlo, il segretario cittadino Antonino Pezzo che in una nota elenca puntigliosamente “disservizi e inefficienze” dell’esecutivo guidato dagli ex alleati del centrodestra, il cui operato viene definitivamente bollato come “superficiale e inadeguato”.
Per l’esponente dello scudocrociato, infatti, la responsabilità del “clima rovente di disappunto e scontentezza” che ormai da tempo avvolge Sant’Onofrio non può essere ascritta che al sindaco, lo “statista che doveva salvare il paese e che invece ha fallito, dimostrandosi incapace di risolvere i problemi”.
A partire dalla “mancata discussione sul Piano strutturale comunale”, strumento di notevole importanza per lo sviluppo del territorio e che quindi dovrebbe essere “condiviso e partecipato” da tutti i cittadini.
L’elenco delle cose non fatte, per l’Udc continua con la “permanente chiusura del centro di aggregazione sociale, nonostante sia stato già collaudato e provvisto del relativo regolamento”; la “mancata apertura della parte nuova del cimitero nonostante la gente abbia
anticipatamente pagato” per la concessione dei lotti dove realizzare le edicole funerarie; la mancata attivazione dell’isola ecologica con la duplice negativa conseguenza che “non si pratica la raccolta differenziata ed i rifiuti in località Cao stanno occupando l’intera strada”.
Pesanti le critiche rivolte anche in materia di gestione dei servizi essenziali, con il segretario Pezzo che si chiede “perché non si pensi ai giovani disoccupati per l’incarico all’ufficio tributi e perché sindaco ed assessori non rinunciano alle loro indennità di carica per pagare il tempo pieno dei lavoratori socialmente utili”.
Un quadro a tinte fosche quello tratteggiato dall’Udc che pure non rinuncia alla stoccata finale sottolineando come a “due anni dall’insediamento l’amministrazione comunale non sia stata in grado di ottenere alcun finanziamento”.
E’ questa la "conferma definitiva dell’incapacità di guidare il paese" tanto da indurre Pezzo ad invitare l’amministrazione Rodà a prendere atto del suo fallimento ed a gettare la spugna.
“Arrendetevi - esorta infine l’esponente politico - poichè la tenacia di resistere a danno della comunità non vi fa onore”.

   (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 22/05/2012)  

SANT’ONOFRIO:L’UDC PROCESSA E CONDANNA L’AMMINISTRAZIONE DI TITO RODÀ


(SANT’ONOFRIO) Ancora un attacco frontale dell’Udc nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tito Rodà.
A sferrarlo, il segretario cittadino Antonino Pezzo che in una nota elenca puntigliosamente “disservizi e inefficienze” dell’esecutivo guidato dagli ex alleati del centrodestra, il cui operato viene definitivamente bollato come “superficiale e inadeguato”.
Per l’esponente dello scudocrociato, infatti, la responsabilità del “clima rovente di disappunto e scontentezza” che ormai da tempo avvolge Sant’Onofrio non può essere ascritta che al sindaco, lo “statista che doveva salvare il paese e che invece ha fallito, dimostrandosi incapace di risolvere i problemi”.
A partire dalla “mancata discussione sul Piano strutturale comunale”, strumento di notevole importanza per lo sviluppo del territorio e che quindi dovrebbe essere “condiviso e partecipato” da tutti i cittadini.
L’elenco delle cose non fatte, per l’Udc continua con la “permanente chiusura del centro di aggregazione sociale, nonostante sia stato già collaudato e provvisto del relativo regolamento”; la “mancata apertura della parte nuova del cimitero nonostante la gente abbia
anticipatamente pagato” per la concessione dei lotti dove realizzare le edicole funerarie; la mancata attivazione dell’isola ecologica con la duplice negativa conseguenza che “non si pratica la raccolta differenziata ed i rifiuti in località Cao stanno occupando l’intera strada”.
Pesanti le critiche rivolte anche in materia di gestione dei servizi essenziali, con il segretario Pezzo che si chiede “perché non si pensi ai giovani disoccupati per l’incarico all’ufficio tributi e perché sindaco ed assessori non rinunciano alle loro indennità di carica per pagare il tempo pieno dei lavoratori socialmente utili”.
Un quadro a tinte fosche quello tratteggiato dall’Udc che pure non rinuncia alla stoccata finale sottolineando come a “due anni dall’insediamento l’amministrazione comunale non sia stata in grado di ottenere alcun finanziamento”.
E’ questa la "conferma definitiva dell’incapacità di guidare il paese" tanto da indurre Pezzo ad invitare l’amministrazione Rodà a prendere atto del suo fallimento ed a gettare la spugna.
“Arrendetevi - esorta infine l’esponente politico - poichè la tenacia di resistere a danno della comunità non vi fa onore”.

   (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 22/05/2012)  

domenica 2 dicembre 2012

SANT'ONOFRIO : L’UDC RISCHIA LA SPACCATURA SULLA SOSTITUZIONE DEL TECNICO


(SANT'ONOFRIO) Sembra assumere sempre più i caratteri di una resa dei conti definitiva la "bagarre politica" scoppiata all'interno del gruppo dirigente dell'Udc, partito che esprime a Sant'Onofrio anche il sindaco e parte dei componenti della giunta comunale.
E così la paventata rottura, materializzatasi già qualche mese fa al momento del congresso cittadino e poi scongiurata solo in extremis grazie alla preziosa mediazione di tutti i maggiorenti dello scudocrociato presenti per l‘occasione (Tassone, Trematerra,  Stillitani e Bruni), prende ora nuovamente corpo.
Il Congresso sezionale UDC
A dare fuoco alle polveri, nei giorni scorsi, il segretario Antonino Pezzo che, a nome del direttivo sezionale, prendeva “le distanze” dalla decisione della giunta guidata dal sindaco Tito Rodà di procedere alla sostituzione del tecnico comunale, ormai prossimo alla pensione, con la nomina di due geometri a "scavalco" in quanto già in servizio nei comuni di Filadelfia e Sorianello.
Una scelta questa che, a sentire il direttivo Udc, non avrebbe consentito la "partecipazione dei professionisti locali" e, soprattutto, non avrebbe favorito "opportunità lavorative per i colleghi più giovani".
Queste motivazioni vengono ora definite “pretestuose” dagli assessori comunali dello scudocrociato che, con una nota,  rilevano come il loro segretario abbia "perso l'ennesima occasione per stare in silenzio".
Addesi - Pronestì
Per Nicola Addesi e Salvatore Pronestì, infatti, non è "l'Udc a dissociarsi dall'azione amministrativa della giunta” ma, al contrario, è “la stessa che non si riconosce nei comportamenti irresponsabili del segretario Pezzo".
Sulla base di queste considerazioni sorge spontaneo ai due amministratori chiedersi se a "suscitare una reazione così grave e forte del segretario, tanto da indurlo ad uscire dal proprio letargo", non sia stata forse la “mancata candidatura dello stesso a primo cittadino o il diniego della sua nomina a capo dell'ufficio tecnico".
Una nomina che - continuano Addesi e Pronestì - Pezzo avrebbe fortemente desiderato tanto da essersi "raccomandato con alcuni uomini del partito".
Toni forti, quindi, quelli usati dai due amministratori che, dopo aver ribadito come l'amministrazione Rodà non è “portatrice di interessi personali", ricordano come “in più occasioni il sindaco aveva avuto modo di spiegare le ragioni del ricorso ai due tecnici a scavalco” .
“Per fortuna - concludono i due assessori - l'intervento del segretario, originato da qualche speranza spropositata, è stato criticato dai vertici provinciali dell'Udc ai quali è già stato chiesto di prendere gli opportuni provvedimenti sanzionatori per come previsto dallo statuto del partito".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02-12-2012)  

SANT'ONOFRIO : L’UDC RISCHIA LA SPACCATURA SULLA SOSTITUZIONE DEL TECNICO


(SANT'ONOFRIO) Sembra assumere sempre più i caratteri di una resa dei conti definitiva la "bagarre politica" scoppiata all'interno del gruppo dirigente dell'Udc, partito che esprime a Sant'Onofrio anche il sindaco e parte dei componenti della giunta comunale.
E così la paventata rottura, materializzatasi già qualche mese fa al momento del congresso cittadino e poi scongiurata solo in extremis grazie alla preziosa mediazione di tutti i maggiorenti dello scudocrociato presenti per l‘occasione (Tassone, Trematerra,  Stillitani e Bruni), prende ora nuovamente corpo.
Il Congresso sezionale UDC
A dare fuoco alle polveri, nei giorni scorsi, il segretario Antonino Pezzo che, a nome del direttivo sezionale, prendeva “le distanze” dalla decisione della giunta guidata dal sindaco Tito Rodà di procedere alla sostituzione del tecnico comunale, ormai prossimo alla pensione, con la nomina di due geometri a "scavalco" in quanto già in servizio nei comuni di Filadelfia e Sorianello.
Una scelta questa che, a sentire il direttivo Udc, non avrebbe consentito la "partecipazione dei professionisti locali" e, soprattutto, non avrebbe favorito "opportunità lavorative per i colleghi più giovani".
Queste motivazioni vengono ora definite “pretestuose” dagli assessori comunali dello scudocrociato che, con una nota,  rilevano come il loro segretario abbia "perso l'ennesima occasione per stare in silenzio".
Addesi - Pronestì
Per Nicola Addesi e Salvatore Pronestì, infatti, non è "l'Udc a dissociarsi dall'azione amministrativa della giunta” ma, al contrario, è “la stessa che non si riconosce nei comportamenti irresponsabili del segretario Pezzo".
Sulla base di queste considerazioni sorge spontaneo ai due amministratori chiedersi se a "suscitare una reazione così grave e forte del segretario, tanto da indurlo ad uscire dal proprio letargo", non sia stata forse la “mancata candidatura dello stesso a primo cittadino o il diniego della sua nomina a capo dell'ufficio tecnico".
Una nomina che - continuano Addesi e Pronestì - Pezzo avrebbe fortemente desiderato tanto da essersi "raccomandato con alcuni uomini del partito".
Toni forti, quindi, quelli usati dai due amministratori che, dopo aver ribadito come l'amministrazione Rodà non è “portatrice di interessi personali", ricordano come “in più occasioni il sindaco aveva avuto modo di spiegare le ragioni del ricorso ai due tecnici a scavalco” .
“Per fortuna - concludono i due assessori - l'intervento del segretario, originato da qualche speranza spropositata, è stato criticato dai vertici provinciali dell'Udc ai quali è già stato chiesto di prendere gli opportuni provvedimenti sanzionatori per come previsto dallo statuto del partito".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02-12-2012)