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venerdì 21 marzo 2014

SANT‘ONOFRIO: L’ARCHITETTO ANTONINO PEZZO DIMISSIONI DA SEGRETARIO CITTADINO DELL’UDC

Nino Pezzo
(SANT‘ONOFRIO) La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno.
Le dimissioni anzitempo da segretario cittadino dell’Udc dell’architetto Antonino Pezzo certificano di fatto lo stato di fibrillazione all’interno del partito dove nulla faceva presagire questo epilogo e fanno venire meno, almeno per il momento, uno dei protagonisti del dibattito politico locale.
La comunicazione formale è avvenuta nella serata di martedì scorso, nel corso di una riunione del direttivo tenuta fino all’ultimo momento sotto traccia ed alla quale ha partecipato anche il capogruppo dello scudocrociato in consiglio regionale Ottavio Bruni.
Sulle motivazioni alla base della clamorosa decisione l’interessato non si sbottona e non rilascia alcuna dichiarazione, ma da indiscrezioni trapelate si viene a conoscenza delle divergenze tra il segretario Pezzo ed il direttivo appalesatesi negli ultimi tempi e da imputare più che ad uno specifico episodio politico alla constatazione del venire meno del reciproco rapporto di sintonia e fiducia.
E così, mentre ora ci si interroga su chi sarà il designato a raccogliere il testimone del rilancio di un partito che sia a livello locale che nazionale vive un momento di particolare difficoltà, non ci si può esimere dal tracciare un bilancio dell‘attività svolta dal segretario dimissionario.
Già commissario cittadino, Nino Pezzo era stato eletto segretario, all’unanimità e per acclamazione, circa un anno e mezzo fa nel corso di un congresso in cui aveva anche ricevuto la “benedizione” degli allora vertici regionali e provinciali del partito nonché del sindaco Tito Rodà.
Ma proprio alla segreteria Pezzo era di li a poco toccato il compito di “rompere” con l’amministrazione comunale gestendo il delicato passaggio del gruppo consiliare e dell’intero partito dalla maggioranza ad una opposizione comunque sempre dichiarata “propositiva”.
In effetti, proprio l’Udc si rivelava nello scenario amministrativo locale come la compagine più attiva e battagliera, promuovendo una serie di azioni di denuncia politica a mezzo stampa e volantini.
L’evidente ritardo nell’adozione del piano strutturale comunale, la mancata apertura del centro di aggregazione giovanile di via Raffaele Teti, il trasferimento ad altre mansioni delle maestre dell’asilo nido e la chiusura definitiva della struttura, l’occasione persa per l’accesso alla procedura di ripiano dei debiti della pubblica amministrazione costituiscono alcune delle tematiche che in questi mesi hanno visto fortemente contrapporsi i vertici scudocrociati all’amministrazione Rodà.
Anche sulla paventata apertura in località Vajoti di una mega discarica per il conferimento di mezzo milione di tonnellate di rifiuti pericolosi l’Udc ha svolto un ruolo determinante rendendo di pubblico dominio lo stato avanzato della fase di progettazione dell‘impianto “dei veleni”, successivamente bloccato dal ricorso presentato in sede giurisdizionale amministrativa dall’amministrazione comunale.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 21/03/2014)

SANT‘ONOFRIO: L’ARCHITETTO ANTONINO PEZZO DIMISSIONI DA SEGRETARIO CITTADINO DELL’UDC

Nino Pezzo
(SANT‘ONOFRIO) La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno.
Le dimissioni anzitempo da segretario cittadino dell’Udc dell’architetto Antonino Pezzo certificano di fatto lo stato di fibrillazione all’interno del partito dove nulla faceva presagire questo epilogo e fanno venire meno, almeno per il momento, uno dei protagonisti del dibattito politico locale.
La comunicazione formale è avvenuta nella serata di martedì scorso, nel corso di una riunione del direttivo tenuta fino all’ultimo momento sotto traccia ed alla quale ha partecipato anche il capogruppo dello scudocrociato in consiglio regionale Ottavio Bruni.
Sulle motivazioni alla base della clamorosa decisione l’interessato non si sbottona e non rilascia alcuna dichiarazione, ma da indiscrezioni trapelate si viene a conoscenza delle divergenze tra il segretario Pezzo ed il direttivo appalesatesi negli ultimi tempi e da imputare più che ad uno specifico episodio politico alla constatazione del venire meno del reciproco rapporto di sintonia e fiducia.
E così, mentre ora ci si interroga su chi sarà il designato a raccogliere il testimone del rilancio di un partito che sia a livello locale che nazionale vive un momento di particolare difficoltà, non ci si può esimere dal tracciare un bilancio dell‘attività svolta dal segretario dimissionario.
Già commissario cittadino, Nino Pezzo era stato eletto segretario, all’unanimità e per acclamazione, circa un anno e mezzo fa nel corso di un congresso in cui aveva anche ricevuto la “benedizione” degli allora vertici regionali e provinciali del partito nonché del sindaco Tito Rodà.
Ma proprio alla segreteria Pezzo era di li a poco toccato il compito di “rompere” con l’amministrazione comunale gestendo il delicato passaggio del gruppo consiliare e dell’intero partito dalla maggioranza ad una opposizione comunque sempre dichiarata “propositiva”.
In effetti, proprio l’Udc si rivelava nello scenario amministrativo locale come la compagine più attiva e battagliera, promuovendo una serie di azioni di denuncia politica a mezzo stampa e volantini.
L’evidente ritardo nell’adozione del piano strutturale comunale, la mancata apertura del centro di aggregazione giovanile di via Raffaele Teti, il trasferimento ad altre mansioni delle maestre dell’asilo nido e la chiusura definitiva della struttura, l’occasione persa per l’accesso alla procedura di ripiano dei debiti della pubblica amministrazione costituiscono alcune delle tematiche che in questi mesi hanno visto fortemente contrapporsi i vertici scudocrociati all’amministrazione Rodà.
Anche sulla paventata apertura in località Vajoti di una mega discarica per il conferimento di mezzo milione di tonnellate di rifiuti pericolosi l’Udc ha svolto un ruolo determinante rendendo di pubblico dominio lo stato avanzato della fase di progettazione dell‘impianto “dei veleni”, successivamente bloccato dal ricorso presentato in sede giurisdizionale amministrativa dall’amministrazione comunale.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 21/03/2014)

venerdì 7 febbraio 2014

SANT’ONOFRIO: IL SEGRETARIO NINO PEZZO SALUTA LO STOP ALLA GRANDE DISCARICA

Nino Pezzo UDC
(SANT’ONOFRIO) Con l'intervento del segretario della locale sezione dell'Udc Antonino Pezzo si chiude il cerchio del dibattito in atto sulla cosiddetta "discarica dei veleni".
Va infatti ascritto a merito del gruppo consiliare dello scudocrociato l’aver reso di pubblico dominio, lo scorso mese di ottobre con una interrogazione scritta, la richiesta ormai in fase avanzatissima della società Ecolux srl per la realizzazione in località "Vajoti" di un impianto capace di accogliere mezzo milione di tonnellate di rifiuti definiti dalla legge come "pericolosi".
Da quel momento, il dibattito sulla paventata realizzazione della discarica subiva una brusca accelerazione portando la cittadinanza, fortemente allarmata per le possibili conseguenze di carattere sanitario ed ambientale che ne sarebbero potute derivare, ad autocostituirsi in un battagliero Comitato "NO Discarica".
Anche l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Tito Rodà prendeva di petto la situazione attivandosi con il proprio legale di fiducia avv. Michele De Fina a proporre un ricorso al Tar Calabria con il quale muoveva una serie di rilievi sulla illegittimità dell'iter autorizzativo seguito.
Un ricorso che comunque non è stato mai discusso davanti all'organo di giurisdizione amministrativa in quanto il Dipartimento politiche dell'ambiente della Regione Calabria con un provvedimento di “annullamento in autotutela” provvedeva lo scorso 10 gennaio a revocare l'autorizzazione precedentemente concessa alla ditta che aveva progettato dell'impianto.
E proprio sul positivo epilogo della vicenda si registra ora il pronunciamento del segretario Pezzo che, preso atto di come sia stata "fugata ogni possibilità di seppellire veleni nel nostro territorio", evidenzia l’impegno del proprio partito dimostratosi ancora una volta "efficace nelle azioni contro le ingiustizie ed i soprusi".
Un partito, quello dell'Udc, che il segretario cittadino definisce di "sana e robusta opposizione" per la "capacità che ci rende unici di saper sempre anteporre il bene comune alla semplice propaganda politica".
E così, pur non volendosi "attribuire alcuna paternità", Pezzo non nasconde la "grande soddisfazione provata nell'apprendere dell'indietro tutta degli uffici regionali che con un atto viziato nella legittimità avevano provocato un'immane paura all'intera nostra comunità".
Un risultato raggiunto grazie al "ruggito dei santonofresi" che ha indotto i competenti uffici regionali a "riconoscere che il loro precedente atto era illegittimo".
E proprio da questo primo traguardo ottenuto il segretario scudocrociato riparte per esortare il sindaco a "non fermarsi, ma ad andare avanti nel dare risposte alle pressanti richieste della comunità".
Tra queste, per Pezzo prioritarie rimangono l'"apertura del centro di aggregazione sociale di via Raffaele Teti, l'attivazione dell'isola ecologica e l'adozione del Piano strutturale comunale".

(Raffaele Lopreiato, Gazzetta del Sud del 07.02.201)

SANT’ONOFRIO: IL SEGRETARIO NINO PEZZO SALUTA LO STOP ALLA GRANDE DISCARICA

Nino Pezzo UDC
(SANT’ONOFRIO) Con l'intervento del segretario della locale sezione dell'Udc Antonino Pezzo si chiude il cerchio del dibattito in atto sulla cosiddetta "discarica dei veleni".
Va infatti ascritto a merito del gruppo consiliare dello scudocrociato l’aver reso di pubblico dominio, lo scorso mese di ottobre con una interrogazione scritta, la richiesta ormai in fase avanzatissima della società Ecolux srl per la realizzazione in località "Vajoti" di un impianto capace di accogliere mezzo milione di tonnellate di rifiuti definiti dalla legge come "pericolosi".
Da quel momento, il dibattito sulla paventata realizzazione della discarica subiva una brusca accelerazione portando la cittadinanza, fortemente allarmata per le possibili conseguenze di carattere sanitario ed ambientale che ne sarebbero potute derivare, ad autocostituirsi in un battagliero Comitato "NO Discarica".
Anche l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Tito Rodà prendeva di petto la situazione attivandosi con il proprio legale di fiducia avv. Michele De Fina a proporre un ricorso al Tar Calabria con il quale muoveva una serie di rilievi sulla illegittimità dell'iter autorizzativo seguito.
Un ricorso che comunque non è stato mai discusso davanti all'organo di giurisdizione amministrativa in quanto il Dipartimento politiche dell'ambiente della Regione Calabria con un provvedimento di “annullamento in autotutela” provvedeva lo scorso 10 gennaio a revocare l'autorizzazione precedentemente concessa alla ditta che aveva progettato dell'impianto.
E proprio sul positivo epilogo della vicenda si registra ora il pronunciamento del segretario Pezzo che, preso atto di come sia stata "fugata ogni possibilità di seppellire veleni nel nostro territorio", evidenzia l’impegno del proprio partito dimostratosi ancora una volta "efficace nelle azioni contro le ingiustizie ed i soprusi".
Un partito, quello dell'Udc, che il segretario cittadino definisce di "sana e robusta opposizione" per la "capacità che ci rende unici di saper sempre anteporre il bene comune alla semplice propaganda politica".
E così, pur non volendosi "attribuire alcuna paternità", Pezzo non nasconde la "grande soddisfazione provata nell'apprendere dell'indietro tutta degli uffici regionali che con un atto viziato nella legittimità avevano provocato un'immane paura all'intera nostra comunità".
Un risultato raggiunto grazie al "ruggito dei santonofresi" che ha indotto i competenti uffici regionali a "riconoscere che il loro precedente atto era illegittimo".
E proprio da questo primo traguardo ottenuto il segretario scudocrociato riparte per esortare il sindaco a "non fermarsi, ma ad andare avanti nel dare risposte alle pressanti richieste della comunità".
Tra queste, per Pezzo prioritarie rimangono l'"apertura del centro di aggregazione sociale di via Raffaele Teti, l'attivazione dell'isola ecologica e l'adozione del Piano strutturale comunale".

(Raffaele Lopreiato, Gazzetta del Sud del 07.02.201)

domenica 2 dicembre 2012

SANT'ONOFRIO : L’UDC RISCHIA LA SPACCATURA SULLA SOSTITUZIONE DEL TECNICO


(SANT'ONOFRIO) Sembra assumere sempre più i caratteri di una resa dei conti definitiva la "bagarre politica" scoppiata all'interno del gruppo dirigente dell'Udc, partito che esprime a Sant'Onofrio anche il sindaco e parte dei componenti della giunta comunale.
E così la paventata rottura, materializzatasi già qualche mese fa al momento del congresso cittadino e poi scongiurata solo in extremis grazie alla preziosa mediazione di tutti i maggiorenti dello scudocrociato presenti per l‘occasione (Tassone, Trematerra,  Stillitani e Bruni), prende ora nuovamente corpo.
Il Congresso sezionale UDC
A dare fuoco alle polveri, nei giorni scorsi, il segretario Antonino Pezzo che, a nome del direttivo sezionale, prendeva “le distanze” dalla decisione della giunta guidata dal sindaco Tito Rodà di procedere alla sostituzione del tecnico comunale, ormai prossimo alla pensione, con la nomina di due geometri a "scavalco" in quanto già in servizio nei comuni di Filadelfia e Sorianello.
Una scelta questa che, a sentire il direttivo Udc, non avrebbe consentito la "partecipazione dei professionisti locali" e, soprattutto, non avrebbe favorito "opportunità lavorative per i colleghi più giovani".
Queste motivazioni vengono ora definite “pretestuose” dagli assessori comunali dello scudocrociato che, con una nota,  rilevano come il loro segretario abbia "perso l'ennesima occasione per stare in silenzio".
Addesi - Pronestì
Per Nicola Addesi e Salvatore Pronestì, infatti, non è "l'Udc a dissociarsi dall'azione amministrativa della giunta” ma, al contrario, è “la stessa che non si riconosce nei comportamenti irresponsabili del segretario Pezzo".
Sulla base di queste considerazioni sorge spontaneo ai due amministratori chiedersi se a "suscitare una reazione così grave e forte del segretario, tanto da indurlo ad uscire dal proprio letargo", non sia stata forse la “mancata candidatura dello stesso a primo cittadino o il diniego della sua nomina a capo dell'ufficio tecnico".
Una nomina che - continuano Addesi e Pronestì - Pezzo avrebbe fortemente desiderato tanto da essersi "raccomandato con alcuni uomini del partito".
Toni forti, quindi, quelli usati dai due amministratori che, dopo aver ribadito come l'amministrazione Rodà non è “portatrice di interessi personali", ricordano come “in più occasioni il sindaco aveva avuto modo di spiegare le ragioni del ricorso ai due tecnici a scavalco” .
“Per fortuna - concludono i due assessori - l'intervento del segretario, originato da qualche speranza spropositata, è stato criticato dai vertici provinciali dell'Udc ai quali è già stato chiesto di prendere gli opportuni provvedimenti sanzionatori per come previsto dallo statuto del partito".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02-12-2012)  

SANT'ONOFRIO : L’UDC RISCHIA LA SPACCATURA SULLA SOSTITUZIONE DEL TECNICO


(SANT'ONOFRIO) Sembra assumere sempre più i caratteri di una resa dei conti definitiva la "bagarre politica" scoppiata all'interno del gruppo dirigente dell'Udc, partito che esprime a Sant'Onofrio anche il sindaco e parte dei componenti della giunta comunale.
E così la paventata rottura, materializzatasi già qualche mese fa al momento del congresso cittadino e poi scongiurata solo in extremis grazie alla preziosa mediazione di tutti i maggiorenti dello scudocrociato presenti per l‘occasione (Tassone, Trematerra,  Stillitani e Bruni), prende ora nuovamente corpo.
Il Congresso sezionale UDC
A dare fuoco alle polveri, nei giorni scorsi, il segretario Antonino Pezzo che, a nome del direttivo sezionale, prendeva “le distanze” dalla decisione della giunta guidata dal sindaco Tito Rodà di procedere alla sostituzione del tecnico comunale, ormai prossimo alla pensione, con la nomina di due geometri a "scavalco" in quanto già in servizio nei comuni di Filadelfia e Sorianello.
Una scelta questa che, a sentire il direttivo Udc, non avrebbe consentito la "partecipazione dei professionisti locali" e, soprattutto, non avrebbe favorito "opportunità lavorative per i colleghi più giovani".
Queste motivazioni vengono ora definite “pretestuose” dagli assessori comunali dello scudocrociato che, con una nota,  rilevano come il loro segretario abbia "perso l'ennesima occasione per stare in silenzio".
Addesi - Pronestì
Per Nicola Addesi e Salvatore Pronestì, infatti, non è "l'Udc a dissociarsi dall'azione amministrativa della giunta” ma, al contrario, è “la stessa che non si riconosce nei comportamenti irresponsabili del segretario Pezzo".
Sulla base di queste considerazioni sorge spontaneo ai due amministratori chiedersi se a "suscitare una reazione così grave e forte del segretario, tanto da indurlo ad uscire dal proprio letargo", non sia stata forse la “mancata candidatura dello stesso a primo cittadino o il diniego della sua nomina a capo dell'ufficio tecnico".
Una nomina che - continuano Addesi e Pronestì - Pezzo avrebbe fortemente desiderato tanto da essersi "raccomandato con alcuni uomini del partito".
Toni forti, quindi, quelli usati dai due amministratori che, dopo aver ribadito come l'amministrazione Rodà non è “portatrice di interessi personali", ricordano come “in più occasioni il sindaco aveva avuto modo di spiegare le ragioni del ricorso ai due tecnici a scavalco” .
“Per fortuna - concludono i due assessori - l'intervento del segretario, originato da qualche speranza spropositata, è stato criticato dai vertici provinciali dell'Udc ai quali è già stato chiesto di prendere gli opportuni provvedimenti sanzionatori per come previsto dallo statuto del partito".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02-12-2012)