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mercoledì 18 aprile 2012

TRE SANTONOFRESI TRA I POSSIBILI VINCITORI MILIONARI A LE VIDEO-LOTTERY MA LA SNAI NON PAGA: SOLO UN GUASTO.

Vincite milionarie ma la Snai non sembra intenzionata a pagare perchè sembrerebbero frutto di un guasto delle macchinette.
Il "botto" di circa 4milioni di euro si è verificato lunedì pomeriggio nel Punto Snai di via Dante Alighieri dove 8 persone che stavano tentando la fortuna alle slot machine "Video-lottery", improvvisamente, hanno cominciato ad esultare dalla gioia perchè le macchinette hanno stampato a raffica scontrini con vincite da 495mila euro. Una cifra ragguardevole che se incassata potrà dare loro una grossa mano di aiuto in un momento segnato dalla crisi economica.
Nella sala giochi non si sono mai verificate vincite di questo livello. A confermarlo uno dei gestori. «Mai viste cifre del genere – ha affermato –. Sul pagamento spetta alla Snai decidere cosa fare».
Di fronte agli scontrini da favola le 8 persone baciate dalla dea fortuna hanno cominciato ad esultare dalla gioia. Gioia che è durata il tempo di informare uno dei titolari della sala giochi che di fronte alla notevole cifra di vincite da sborsare ha immediatamente informato uno dei responsabili Snai del centro sud il quale ha raggelato i vincitori dicendo che gli scontrini erano da annullare perchè le centraline delle slot machine erano andate in tilt a causa di un improvviso guasto che peraltro era già stato segnalato e sul quale stavano lavorando i tecnici. Le stesse vincite milionarie si sarebbero verificate, sempre nelle giornate di lunedì alla stessa ora, in altre parti del Paese. Le video-lottery dopo aver sfornato gli 8 scontrini di 495mila euro, hanno cominciato a stampare altre ricevute con cifre da capogiro.
Al rifiuto di pagamento nella sala giochi sono cominciate le proteste da parte dei possessori degli scontrini milionari i quali non sono per nulla intenzionati ad accettare il "verdetto" della Snai che peraltro non è la proprietaria delle slot machine realizzate da una ditta inglese.
Per sedare la protesta nel Punto Snai di via Dante Alighieri sono intervenuti i carabinieri della stazione di Vibo Valentia diretti dal maresciallo Nazzareno Lopreiato. I mancati, almeno per il momento, vincitori della grossa cifra per nulla contenti della posizione assunta dalla Snai hanno deciso di avviare un'azione legale . Infatti si sono immediatamente rivolti all'avv. Francesco Muzzupappa il quale ha proceduto a sporgere denuncia contro la Snai al fine di ottenere il pagamento delle somme vinte che ammontano a circa 4 milioni di euro.
La battaglia tra la Snai e i vincitori dei circa 4 milioni di euro si preannuncia lunga e interessante. I possessori sono fermamente convinti che le loro vincite dono più che legittime. Dopotutto le Video-lottery – sostiene qualcuno – erano accese e perfettamente funzionanti. Se qualcuno stava lavorando sulla centralina nella sede di Lucca doveva solo avvertire i titolari dei Punti Snai sparsi in Italia per spegnerle. Non ci sarebbero stati problemi per nessuno.
(Lino Fresca - Gazzetta del sud 18/04/2012)

TRE SANTONOFRESI TRA I POSSIBILI VINCITORI MILIONARI A LE VIDEO-LOTTERY MA LA SNAI NON PAGA: SOLO UN GUASTO.

Vincite milionarie ma la Snai non sembra intenzionata a pagare perchè sembrerebbero frutto di un guasto delle macchinette.
Il "botto" di circa 4milioni di euro si è verificato lunedì pomeriggio nel Punto Snai di via Dante Alighieri dove 8 persone che stavano tentando la fortuna alle slot machine "Video-lottery", improvvisamente, hanno cominciato ad esultare dalla gioia perchè le macchinette hanno stampato a raffica scontrini con vincite da 495mila euro. Una cifra ragguardevole che se incassata potrà dare loro una grossa mano di aiuto in un momento segnato dalla crisi economica.
Nella sala giochi non si sono mai verificate vincite di questo livello. A confermarlo uno dei gestori. «Mai viste cifre del genere – ha affermato –. Sul pagamento spetta alla Snai decidere cosa fare».
Di fronte agli scontrini da favola le 8 persone baciate dalla dea fortuna hanno cominciato ad esultare dalla gioia. Gioia che è durata il tempo di informare uno dei titolari della sala giochi che di fronte alla notevole cifra di vincite da sborsare ha immediatamente informato uno dei responsabili Snai del centro sud il quale ha raggelato i vincitori dicendo che gli scontrini erano da annullare perchè le centraline delle slot machine erano andate in tilt a causa di un improvviso guasto che peraltro era già stato segnalato e sul quale stavano lavorando i tecnici. Le stesse vincite milionarie si sarebbero verificate, sempre nelle giornate di lunedì alla stessa ora, in altre parti del Paese. Le video-lottery dopo aver sfornato gli 8 scontrini di 495mila euro, hanno cominciato a stampare altre ricevute con cifre da capogiro.
Al rifiuto di pagamento nella sala giochi sono cominciate le proteste da parte dei possessori degli scontrini milionari i quali non sono per nulla intenzionati ad accettare il "verdetto" della Snai che peraltro non è la proprietaria delle slot machine realizzate da una ditta inglese.
Per sedare la protesta nel Punto Snai di via Dante Alighieri sono intervenuti i carabinieri della stazione di Vibo Valentia diretti dal maresciallo Nazzareno Lopreiato. I mancati, almeno per il momento, vincitori della grossa cifra per nulla contenti della posizione assunta dalla Snai hanno deciso di avviare un'azione legale . Infatti si sono immediatamente rivolti all'avv. Francesco Muzzupappa il quale ha proceduto a sporgere denuncia contro la Snai al fine di ottenere il pagamento delle somme vinte che ammontano a circa 4 milioni di euro.
La battaglia tra la Snai e i vincitori dei circa 4 milioni di euro si preannuncia lunga e interessante. I possessori sono fermamente convinti che le loro vincite dono più che legittime. Dopotutto le Video-lottery – sostiene qualcuno – erano accese e perfettamente funzionanti. Se qualcuno stava lavorando sulla centralina nella sede di Lucca doveva solo avvertire i titolari dei Punti Snai sparsi in Italia per spegnerle. Non ci sarebbero stati problemi per nessuno.
(Lino Fresca - Gazzetta del sud 18/04/2012)

sabato 17 dicembre 2011

PIANO SCOLASTICO PROVINCIALE, L’ISTITUTO COMPRENSIVO DI SANT’ONOFRIO SALVA LA DIRIGENZA.

Il piano di dimensionamento scolastico 2012-2013 approderà in consiglio provinciale mercoledì prossimo. L'assessore all'Istruzione Pasquale Fera, che ha coordinato tutti i lavori faticando non poco per contemperare tutte le esigenze, ha curato la stesura definitiva del documento che, alla resa dei conti, sembra accontentare tutti. A parte, infatti, il malumore manifestato da un paio di sindaci, per il resto tutto pare andare per il verso giusto. Ossia, i dirigenti non hanno nulla da ridire sulle scelte operate. Dopo tanto strattonare, le esigenze sono state soddisfatte. Ne sa qualcosa l'assessore Fera che intervenendo ieri ad un convegno della Cisl Scuola tenutosi al 501 hotel ha parlato con la franchezza che gli è abituale. «Non dovete pensare solo a voi stessi – ha asserito rivolgendosi ai dirigenti peraltro numerosi in sala – ma anche alla scuola. Spesso parecchi di voi identificano la scuola con la propria persona. In realtà bisogna lavorare per la scuola e non per sé stessi. Le pressioni – ha aggiunto – non fanno bene. Si obbliga i politici a scelte sbagliate». Parole dure, sintomatiche di uno stato di tensione che ha accompagnato la stesura del nuovo Piano di dimensionamento, un lavoro sicuramente delicato e complesso durante il quale Fera ha, evidentemente, avuto modo di entrare in contatto con mentalità e culture che antepongono l'interesse proprio al bene collettivo. E, invece «dovremmo dal basso – ha insistito l'assessore provinciale all'Istruzione – avere uno scatto d'orgoglio lavorando insieme per salvare la speranza di una scuola migliore e in grado di preparare un futuro sereno per i nostri figli». Guardando la bozza del Piano che sarà portata in consiglio provinciale per l'approvazione definitiva, non sono poche le cose che suscitano qualche perplessità. O almeno non sono poche le scelte che cozzano contro i contenuti dell'art. 19 della legge 15 luglio 2011, n. 111, comma 4 che prevede la formazione di istituti comprensivi con non meno di mille alunni di Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado. Numero che scende a 500 nei comuni montani.
La bozza di Piano prevede nelle zone di montagna un istituto omnicomprensivo (Filadelfia) e 11 istituti comprensivi (Filadelfia, Dinami, Rombiolo, Acquaro, Gerocarne, 2 a Serra San Bruno, Ricadi, Cessaniti, Maierato, Monterosso). Sono, invece dodici gli istituti fuori dalle aree montane (San Calogero, San Costantino, Soriano, Briatico, Nicotera, Tropea, Zungri, Pizzo e 5 – I Circolo, i.c. Garibaldi, II Circolo, i.c. Vibo Mafrina e i.c. Murmura - sul territorio comunale), ma oltre i mille alunni vanno solo Nicotera e Vibo Marina. Zungri addirittura si attesta su 248 alunni. Salvano la dirigenza perchè inseriti in aree ad alta densità mafiosa o di forte disagio geografico o per entrambi i motivi l'istituto omnicomprensivo di Nicotera e i comprensivi di Fabrizia, Nardodipace e Sant'Onofrio. Situazione più tranquilla a livello di istruzione secondaria di secondo grado dove quasi tutti gli istituti vanno oltre i seicento alunni. Salvano la dirigenza l'Itis che aggrega l'Ite di Mileto e il liceo classico "Morelli" che recupera i numeri necessari accorpando l'Istituto d'Arte. L'Itg conferma l'abbinamento con l'Ipsia. Nessun problema neppure in periferia. A Filadelfia il liceo scientifico e l'Ipsia danno vita ad un istituto omnicomprensivo di montagna inglobando anche la secondaria di primo grado di Filadelfia e Francavilla Angitola.
Altro omnicomprensivo si conferma a Nicotera che mantiene la secondaria di primo grado e sfrutta le deroghe per i comuni afflitti dalla mafia. Stessa soluzione a Pizzo dove la verticalizzazione è completa, dall'Infanzia al Nautico. Nessun problema a Tropea e a Serra. In entrambi i casi tutti gli istituti superiori messi assieme vanno oltre gli 800 alunni.
 (Pino Brosio – Gazzetta del sud 17/12/2011)

PIANO SCOLASTICO PROVINCIALE, L’ISTITUTO COMPRENSIVO DI SANT’ONOFRIO SALVA LA DIRIGENZA.

Il piano di dimensionamento scolastico 2012-2013 approderà in consiglio provinciale mercoledì prossimo. L'assessore all'Istruzione Pasquale Fera, che ha coordinato tutti i lavori faticando non poco per contemperare tutte le esigenze, ha curato la stesura definitiva del documento che, alla resa dei conti, sembra accontentare tutti. A parte, infatti, il malumore manifestato da un paio di sindaci, per il resto tutto pare andare per il verso giusto. Ossia, i dirigenti non hanno nulla da ridire sulle scelte operate. Dopo tanto strattonare, le esigenze sono state soddisfatte. Ne sa qualcosa l'assessore Fera che intervenendo ieri ad un convegno della Cisl Scuola tenutosi al 501 hotel ha parlato con la franchezza che gli è abituale. «Non dovete pensare solo a voi stessi – ha asserito rivolgendosi ai dirigenti peraltro numerosi in sala – ma anche alla scuola. Spesso parecchi di voi identificano la scuola con la propria persona. In realtà bisogna lavorare per la scuola e non per sé stessi. Le pressioni – ha aggiunto – non fanno bene. Si obbliga i politici a scelte sbagliate». Parole dure, sintomatiche di uno stato di tensione che ha accompagnato la stesura del nuovo Piano di dimensionamento, un lavoro sicuramente delicato e complesso durante il quale Fera ha, evidentemente, avuto modo di entrare in contatto con mentalità e culture che antepongono l'interesse proprio al bene collettivo. E, invece «dovremmo dal basso – ha insistito l'assessore provinciale all'Istruzione – avere uno scatto d'orgoglio lavorando insieme per salvare la speranza di una scuola migliore e in grado di preparare un futuro sereno per i nostri figli». Guardando la bozza del Piano che sarà portata in consiglio provinciale per l'approvazione definitiva, non sono poche le cose che suscitano qualche perplessità. O almeno non sono poche le scelte che cozzano contro i contenuti dell'art. 19 della legge 15 luglio 2011, n. 111, comma 4 che prevede la formazione di istituti comprensivi con non meno di mille alunni di Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado. Numero che scende a 500 nei comuni montani.
La bozza di Piano prevede nelle zone di montagna un istituto omnicomprensivo (Filadelfia) e 11 istituti comprensivi (Filadelfia, Dinami, Rombiolo, Acquaro, Gerocarne, 2 a Serra San Bruno, Ricadi, Cessaniti, Maierato, Monterosso). Sono, invece dodici gli istituti fuori dalle aree montane (San Calogero, San Costantino, Soriano, Briatico, Nicotera, Tropea, Zungri, Pizzo e 5 – I Circolo, i.c. Garibaldi, II Circolo, i.c. Vibo Mafrina e i.c. Murmura - sul territorio comunale), ma oltre i mille alunni vanno solo Nicotera e Vibo Marina. Zungri addirittura si attesta su 248 alunni. Salvano la dirigenza perchè inseriti in aree ad alta densità mafiosa o di forte disagio geografico o per entrambi i motivi l'istituto omnicomprensivo di Nicotera e i comprensivi di Fabrizia, Nardodipace e Sant'Onofrio. Situazione più tranquilla a livello di istruzione secondaria di secondo grado dove quasi tutti gli istituti vanno oltre i seicento alunni. Salvano la dirigenza l'Itis che aggrega l'Ite di Mileto e il liceo classico "Morelli" che recupera i numeri necessari accorpando l'Istituto d'Arte. L'Itg conferma l'abbinamento con l'Ipsia. Nessun problema neppure in periferia. A Filadelfia il liceo scientifico e l'Ipsia danno vita ad un istituto omnicomprensivo di montagna inglobando anche la secondaria di primo grado di Filadelfia e Francavilla Angitola.
Altro omnicomprensivo si conferma a Nicotera che mantiene la secondaria di primo grado e sfrutta le deroghe per i comuni afflitti dalla mafia. Stessa soluzione a Pizzo dove la verticalizzazione è completa, dall'Infanzia al Nautico. Nessun problema a Tropea e a Serra. In entrambi i casi tutti gli istituti superiori messi assieme vanno oltre gli 800 alunni.
 (Pino Brosio – Gazzetta del sud 17/12/2011)

mercoledì 7 dicembre 2011

EMERGENZA CINGHIALI, INSORGE IL MONDO AGRICOLO


L’assessore Crupi, Petrolo (Cia), il sindaco Rizzo e Zappino (Confagricoltura)
(MAIERATO) E’ una rabbia non facile da contenere quella degli imprenditori agricoli del vibonese che si ritrovano impotenti di fronte all’allarme cinghiali che sta letteralmente mettendo in ginocchio le loro aziende, assumendo sempre più i contorni di una vera e propria emergenza sociale ed economica.
In effetti, non passa giorno senza che si aggiungano nuove segnalazioni di raid notturni di cinghiali che devastano campi, distruggono recinzioni e si scontrano con automezzi, arrivando ormai con le loro scorribande finanche nelle zone costiere e nei centri abitati. 
Una rabbia che si è manifestata anche a Maierato, dove nella sala consiliare si sono ritrovati nella serata di lunedì scorso decine di agricoltori per un serrato confronto con rappresentanti istituzionali e delle associazioni di categoria.
Dopo il saluto di apertura del sindaco Sergio Rizzo è toccato a Domenico Petrolo, presidente provinciale della Cia, fare il punto sulla situazione che non ha esitato a definire “drammatica, per l’inarrestabile proliferare di questi ungulati che ormai a migliaia distruggono tutto ciò che incontrano sul loro cammino mettendo sul lastrico decine di imprenditori”.
“Il tutto – ha continuato Petrolo – mentre le autorità preposte continuano a dibattere in modo accademico sulla questione, rinviando le pur auspicate decisioni da adottare”.
Un gruppo di cacciatori - selettori
“Da parte nostra – ha poi ribadito il presidente Cia – abbiamo posto in modo unitario l’emergenza cinghiali in cima alle priorità del mondo agricolo che oggi più che mai si sente abbandonato dalle istituzioni”.
A “forme di mobilitazione estreme” pensa Raffaele Zappino di Confagricoltura che come “primo segnale di attenzione” ha chiesto un “corposo adeguamento delle risorse finanziarie per gli indennizzi dei danni subiti”, mentre Onofrio Casuscelli, presidente di Coldiretti, ha rilanciato in una nota l’idea di un “tavolo permanente per elaborare una proposta unitaria e risolutiva”.
Chi non ci sta a sedersi sul banco degli imputati è Totò Crupi, assessore provinciale all’agricoltura, che nel suo intervento ribadisce che la “Provincia ha fatto tutto quello che era in suo potere: il Piano faunistico è stato approvato, il censimento completato, i selettori prescelti, gli indennizzi, pur nella limitatezza delle risorse disponibili,  erogati”.
“Certo – ha ammesso Crupi – ben di più avremmo voluto fare per arginare questo grave
fenomeno, a partire da un ampliamento del calendario venatorio, ma purtroppo in tale direzione non riscontriamo la disponibilità della Regione, l’unica abilitata a legiferare”.
Chi non accetta più lo stallo attuale sono i diretti interessati, gli agricoltori.
Nei numerosi interventi che accendono il dibattito, sono emerse tutte le “criticità” del fenomeno quali “l’insufficienza ed il ritardo di erogazione degli indennizzi, i costi elevati di ripristino a causa dei danni subiti, lo spopolamento dei campi con conseguente impoverimento economico, sociale e culturale delle nostre realtà rurali”.
Da qui le forti critiche espresse nei confronti della politica che, come ha sostenuto l’imprenditore Antonio Griffo, si limita a fare “demagogia, senza preoccuparsi concretamente dei nostri bisogni”.
“Già due anni fa in questa stessa sala – incalza Griffo – ci erano stati promessi tavoli di concertazioni, indennizzi celeri e agevolazioni che puntualmente sono stati disattesi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Domenico Servello, segretario provinciale di Idv, per il quale la “misura è ormai colma. Questa gente è stufa di essere presa per i fondelli e non accetta più il rimpallo di responsabilità che non porta a nulla”.

                    (Raffaele Lopreiato) 

EMERGENZA CINGHIALI, INSORGE IL MONDO AGRICOLO


L’assessore Crupi, Petrolo (Cia), il sindaco Rizzo e Zappino (Confagricoltura)
(MAIERATO) E’ una rabbia non facile da contenere quella degli imprenditori agricoli del vibonese che si ritrovano impotenti di fronte all’allarme cinghiali che sta letteralmente mettendo in ginocchio le loro aziende, assumendo sempre più i contorni di una vera e propria emergenza sociale ed economica.
In effetti, non passa giorno senza che si aggiungano nuove segnalazioni di raid notturni di cinghiali che devastano campi, distruggono recinzioni e si scontrano con automezzi, arrivando ormai con le loro scorribande finanche nelle zone costiere e nei centri abitati. 
Una rabbia che si è manifestata anche a Maierato, dove nella sala consiliare si sono ritrovati nella serata di lunedì scorso decine di agricoltori per un serrato confronto con rappresentanti istituzionali e delle associazioni di categoria.
Dopo il saluto di apertura del sindaco Sergio Rizzo è toccato a Domenico Petrolo, presidente provinciale della Cia, fare il punto sulla situazione che non ha esitato a definire “drammatica, per l’inarrestabile proliferare di questi ungulati che ormai a migliaia distruggono tutto ciò che incontrano sul loro cammino mettendo sul lastrico decine di imprenditori”.
“Il tutto – ha continuato Petrolo – mentre le autorità preposte continuano a dibattere in modo accademico sulla questione, rinviando le pur auspicate decisioni da adottare”.
Un gruppo di cacciatori - selettori
“Da parte nostra – ha poi ribadito il presidente Cia – abbiamo posto in modo unitario l’emergenza cinghiali in cima alle priorità del mondo agricolo che oggi più che mai si sente abbandonato dalle istituzioni”.
A “forme di mobilitazione estreme” pensa Raffaele Zappino di Confagricoltura che come “primo segnale di attenzione” ha chiesto un “corposo adeguamento delle risorse finanziarie per gli indennizzi dei danni subiti”, mentre Onofrio Casuscelli, presidente di Coldiretti, ha rilanciato in una nota l’idea di un “tavolo permanente per elaborare una proposta unitaria e risolutiva”.
Chi non ci sta a sedersi sul banco degli imputati è Totò Crupi, assessore provinciale all’agricoltura, che nel suo intervento ribadisce che la “Provincia ha fatto tutto quello che era in suo potere: il Piano faunistico è stato approvato, il censimento completato, i selettori prescelti, gli indennizzi, pur nella limitatezza delle risorse disponibili,  erogati”.
“Certo – ha ammesso Crupi – ben di più avremmo voluto fare per arginare questo grave

sabato 19 novembre 2011

FRASI VOLGARI E BLASFEME OFFENDONO LA MISTICA NATUZZA EVOLO



La mistica Natuzza Evolo
(VIBO VALENTIA) Bestemmie, insulti, volgarità. Vomitati a piene mani sul web. "Fioretti" biliosi di chi, probabilmente, ritiene che l'essere taglienti, blasfemi e velenosi sia sinonimo di originalità. Ma di originale nei "pensierini" del gruppo non c'è proprio nulla. Cristo, la Madonna e Natuzza Evolo fra le figure più vituperate e bersagliate, oltre l'umana decenza e senza alcun rispetto verso un credo diverso dal proprio. Basta, comunque, osservare il logo del gruppo (una testa di maiale) per capire che con i porci si può soltanto dialogare a grugniti. L'accozzaglia di improperi e volgarità, comunque, ha scatenato varie reazioni, tra cui lo sdegno delle migliaia di devoti di Natuzza Evolo, la mistica di Paravati, frazione di Mileto, spirata l'1 novembre di due anni fa.
In queste ore, infatti, sono state molte le segnalazioni giunte in redazione e altrettanto quelle inoltrate alle autorità competenti affinché il gruppo venga cancellato. Insomma su facebook è scattata la rivolta di quanti conoscono Natuzza e la sua storia, rivolta «contro questa specie di essere viventi – scrive una dei devoti della mistica – che non valgono nemmeno l'aria che respirano. Cosa può portare una persona a scrivere tali oscenità? Perché prendere di mira proprio Natuzza?».
(Marialucia Conistabile – Gazzetta del Sud 19/11/2011)

FRASI VOLGARI E BLASFEME OFFENDONO LA MISTICA NATUZZA EVOLO



La mistica Natuzza Evolo
(VIBO VALENTIA) Bestemmie, insulti, volgarità. Vomitati a piene mani sul web. "Fioretti" biliosi di chi, probabilmente, ritiene che l'essere taglienti, blasfemi e velenosi sia sinonimo di originalità. Ma di originale nei "pensierini" del gruppo non c'è proprio nulla. Cristo, la Madonna e Natuzza Evolo fra le figure più vituperate e bersagliate, oltre l'umana decenza e senza alcun rispetto verso un credo diverso dal proprio. Basta, comunque, osservare il logo del gruppo (una testa di maiale) per capire che con i porci si può soltanto dialogare a grugniti. L'accozzaglia di improperi e volgarità, comunque, ha scatenato varie reazioni, tra cui lo sdegno delle migliaia di devoti di Natuzza Evolo, la mistica di Paravati, frazione di Mileto, spirata l'1 novembre di due anni fa.
In queste ore, infatti, sono state molte le segnalazioni giunte in redazione e altrettanto quelle inoltrate alle autorità competenti affinché il gruppo venga cancellato. Insomma su facebook è scattata la rivolta di quanti conoscono Natuzza e la sua storia, rivolta «contro questa specie di essere viventi – scrive una dei devoti della mistica – che non valgono nemmeno l'aria che respirano. Cosa può portare una persona a scrivere tali oscenità? Perché prendere di mira proprio Natuzza?».
(Marialucia Conistabile – Gazzetta del Sud 19/11/2011)

venerdì 18 novembre 2011

STELLA MICHELIN ASSEGNATA AL RISTORANTE L’APPRODO DI VIBO MARINA

Importante riconoscimento nazionale conferito ai coniugi Lo Preiato, la cui attività è stata insignita di una stella e inserita nell’importante Guida Michelin 2012. Il rinomato ristorante “L'Approdo” di Vibo Marina, si conferma tra le eccellenza della gastronomia italiana. La Guida Michelin è una serie di pubblicazioni annuali, rivolte al turismo ed alla gastronomia, edite dall'azienda francese Michelin, e rappresentano il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti ed alberghi a livello nazionale ed internazionale. Il principale giudizio di valutazione presente nella Guida Michelin è conferito attraverso l'assegnazione di stelle, da una fino al massimo di tre.
Interno del ristorante "L'Approdo" di Vibo Marina
La Stella Michelin, assegnata al Ristorante “L’Approdo”, dopo attente verifiche da ispettori anomini, circa l'esistenza e il  mantenimento nel tempo di rigorosi e specifici requisiti, di fatti consacra al noto ristorante vibonese l’attestazione di qualità, professionalità, accoglienza, eleganza e stile.

STELLA MICHELIN ASSEGNATA AL RISTORANTE L’APPRODO DI VIBO MARINA

Importante riconoscimento nazionale conferito ai coniugi Lo Preiato, la cui attività è stata insignita di una stella e inserita nell’importante Guida Michelin 2012. Il rinomato ristorante “L'Approdo” di Vibo Marina, si conferma tra le eccellenza della gastronomia italiana. La Guida Michelin è una serie di pubblicazioni annuali, rivolte al turismo ed alla gastronomia, edite dall'azienda francese Michelin, e rappresentano il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti ed alberghi a livello nazionale ed internazionale. Il principale giudizio di valutazione presente nella Guida Michelin è conferito attraverso l'assegnazione di stelle, da una fino al massimo di tre.
Interno del ristorante "L'Approdo" di Vibo Marina
La Stella Michelin, assegnata al Ristorante “L’Approdo”, dopo attente verifiche da ispettori anomini, circa l'esistenza e il  mantenimento nel tempo di rigorosi e specifici requisiti, di fatti consacra al noto ristorante vibonese l’attestazione di qualità, professionalità, accoglienza, eleganza e stile.

PAOLO BARBIERI OTTIENE IL RISARCIMENTO DA “IL GIORNALE” DI MAURIZIO BELPIETRO

Paolo Barbieri
(Sant’Onofrio) Il Tribunale di Milano ha condannato per diffamazione l'ex direttore de "Il Giornale" Maurizio Belpietro, il giornalista Gian Marco Chiocci e la Società Europea di Edizione Spa. Dovranno pagare in solido fra di loro all'ex vice presidente della Provincia di Vibo, Paolo Barbieri, a titolo di risarcimento danni, la somma complessiva di 35mila euro oltre agli interessi. In particolare condanna Chiocci al pagamento di 5mila euro a favore dell'ex amministratore, a titolo di sanzione pecuniaria. Inoltre condanna Belpietro, Chiocci e Società Europea a corrispondere all'ex vice presidente della Provincia le spese di lite in complessivi 7mila 240 euro di cui 516 per esborsi, mille 924 per diritti 4 mila e 800 per onorario oltre al rimborso di spese generali.
L'ex amministratore aveva querelato "Il Giornale" per aver pubblicato un reportage nel quale veniva denigrato. «Nell'articolo – spiega Barbieri – sono state riportate vicende relative al mio incarico di sindaco del comune di Sant'Onofrio. In quello scritto venivano utilizzati impropriamente i termini: rinvito a giudizio nel 2002 per concussione, falso e abuso di ufficio, coinvolto in alcuni processi e nel 1995 rimosso dalla carica di sindaco di Sant'Onofrio (consiglio già sciolto per mafia). La manipolazione dei dati – aggiunge – era, non solo grossolana, ma fondata su notizie false con il risultato di aver accostato una notizia parzialmente vera ad una totalmente falsa».
Soddisfatto della sentenza, l'ex presidente ribadisce: «I cittadini vibonesi devono sapere che chi li ha amministrati ha una biografia politica senza macchia».
(Lino Fresca -  Gazzetta del Sud 18/11/2011)

PAOLO BARBIERI OTTIENE IL RISARCIMENTO DA “IL GIORNALE” DI MAURIZIO BELPIETRO

Paolo Barbieri
(Sant’Onofrio) Il Tribunale di Milano ha condannato per diffamazione l'ex direttore de "Il Giornale" Maurizio Belpietro, il giornalista Gian Marco Chiocci e la Società Europea di Edizione Spa. Dovranno pagare in solido fra di loro all'ex vice presidente della Provincia di Vibo, Paolo Barbieri, a titolo di risarcimento danni, la somma complessiva di 35mila euro oltre agli interessi. In particolare condanna Chiocci al pagamento di 5mila euro a favore dell'ex amministratore, a titolo di sanzione pecuniaria. Inoltre condanna Belpietro, Chiocci e Società Europea a corrispondere all'ex vice presidente della Provincia le spese di lite in complessivi 7mila 240 euro di cui 516 per esborsi, mille 924 per diritti 4 mila e 800 per onorario oltre al rimborso di spese generali.
L'ex amministratore aveva querelato "Il Giornale" per aver pubblicato un reportage nel quale veniva denigrato. «Nell'articolo – spiega Barbieri – sono state riportate vicende relative al mio incarico di sindaco del comune di Sant'Onofrio. In quello scritto venivano utilizzati impropriamente i termini: rinvito a giudizio nel 2002 per concussione, falso e abuso di ufficio, coinvolto in alcuni processi e nel 1995 rimosso dalla carica di sindaco di Sant'Onofrio (consiglio già sciolto per mafia). La manipolazione dei dati – aggiunge – era, non solo grossolana, ma fondata su notizie false con il risultato di aver accostato una notizia parzialmente vera ad una totalmente falsa».
Soddisfatto della sentenza, l'ex presidente ribadisce: «I cittadini vibonesi devono sapere che chi li ha amministrati ha una biografia politica senza macchia».
(Lino Fresca -  Gazzetta del Sud 18/11/2011)

mercoledì 16 novembre 2011

NOMINATI DAL VESCOVO RENZO I NUOVI MONSIGNORI


Monsignor Gaetano Currà
Mons. Domenico Monteleone
L'"Istruzione sul conferimento di Onorificenze pontificie" promulgata dalla Segreteria di Stato vaticana in data 13 maggio 2001 dispone che i Vescovi diocesani possono proporre il conferimento di una onorificenza pontificia ad ecclesiastici, in segno di apprezzamento e riconoscenza per il servizio prestato. Avvalendosi proprio di questa funzione, nei giorni scorsi il Vescovo della Diocesi Mileto- Nicotera –Tropea, mons. Luigi Renzo, ha conferito il titolo onorifico di Monsignore ai sacerdoti: Don Domenico Montaleone, Don Enzo Varone, Don Francesco Bevilaqua, Don Filippo Ramondino, Don Saverio Di Bella, Don Michele Rao, e Don Gaetano Currà già parroco di Sant'Onofrio.
Ai neo Monsignori giungano gli auguri della Redazione.

NOMINATI DAL VESCOVO RENZO I NUOVI MONSIGNORI


Monsignor Gaetano Currà
Mons. Domenico Monteleone
L'"Istruzione sul conferimento di Onorificenze pontificie" promulgata dalla Segreteria di Stato vaticana in data 13 maggio 2001 dispone che i Vescovi diocesani possono proporre il conferimento di una onorificenza pontificia ad ecclesiastici, in segno di apprezzamento e riconoscenza per il servizio prestato. Avvalendosi proprio di questa funzione, nei giorni scorsi il Vescovo della Diocesi Mileto- Nicotera –Tropea, mons. Luigi Renzo, ha conferito il titolo onorifico di Monsignore ai sacerdoti: Don Domenico Montaleone, Don Enzo Varone, Don Francesco Bevilaqua, Don Filippo Ramondino, Don Saverio Di Bella, Don Michele Rao, e Don Gaetano Currà già parroco di Sant'Onofrio.
Ai neo Monsignori giungano gli auguri della Redazione.

lunedì 17 ottobre 2011

A DISTANZA DI 11 GIORNI I LAVORATORI EX EUROCOOP OCCUPANO NUOVAMENTE IL CAMPANILE DELLA CHIESA MATRICE

(SANT’ONOFRIO) Tanti concittadini con gli occhi al cielo seguono le gesta dei tre operai addetti alla raccolta dei rifiuti, che da stamattina hanno nuovamente occupato il campanile della chiesa matrice.
Gli operai, utilizzati dal Comune di Sant’Onofrio e successivamente licenziati, perché il servizio è stato internalizzato e affidato al personale LSU, con questo gesto tentano di sensibilizzare l’opinione pubblica e in particolar modo le istituzioni Comune, Provincia, Regione e Prefettura, per giungere ad una rapida soluzione che garantisca loro una minima occupazione.
Sul volto dei lavoratori si legge tanta disperazione, stavolta si intuisce che l’occupazione durerà a lungo.
Il sindacalista dello Slai-Cobas, Nazzareno Piperno, che da stamani accompagna l’azione dei propri iscritti, cerca di rasserenarli, finora ha invitato politici, amministratori locali e provinciali, ad occuparsi della problematica degli operai santonofresi. Domattina dovrebbe intervenire sul luogo il presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, intanto ai tre operai si forniscono delle vivande e dei thermos con caffè caldo, stanotte sul campanile farà molto freddo.
Sulla facciata della chiesa campeggiano le bandiere dello Slai Cobas e degli striscioni con le scritte:
“Commissari avete rovinate le nostre famiglie. Ma la politica dove caz..è?”

“morire per il lavoro è una vergogna per le istituzioni. Grazie ai commissari abbiamo perso il lavoro”

© www.lavocedisantonofrio.net

A DISTANZA DI 11 GIORNI I LAVORATORI EX EUROCOOP OCCUPANO NUOVAMENTE IL CAMPANILE DELLA CHIESA MATRICE

(SANT’ONOFRIO) Tanti concittadini con gli occhi al cielo seguono le gesta dei tre operai addetti alla raccolta dei rifiuti, che da stamattina hanno nuovamente occupato il campanile della chiesa matrice.
Gli operai, utilizzati dal Comune di Sant’Onofrio e successivamente licenziati, perché il servizio è stato internalizzato e affidato al personale LSU, con questo gesto tentano di sensibilizzare l’opinione pubblica e in particolar modo le istituzioni Comune, Provincia, Regione e Prefettura, per giungere ad una rapida soluzione che garantisca loro una minima occupazione.
Sul volto dei lavoratori si legge tanta disperazione, stavolta si intuisce che l’occupazione durerà a lungo.
Il sindacalista dello Slai-Cobas, Nazzareno Piperno, che da stamani accompagna l’azione dei propri iscritti, cerca di rasserenarli, finora ha invitato politici, amministratori locali e provinciali, ad occuparsi della problematica degli operai santonofresi. Domattina dovrebbe intervenire sul luogo il presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, intanto ai tre operai si forniscono delle vivande e dei thermos con caffè caldo, stanotte sul campanile farà molto freddo.
Sulla facciata della chiesa campeggiano le bandiere dello Slai Cobas e degli striscioni con le scritte:
“Commissari avete rovinate le nostre famiglie. Ma la politica dove caz..è?”

“morire per il lavoro è una vergogna per le istituzioni. Grazie ai commissari abbiamo perso il lavoro”

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venerdì 14 ottobre 2011

TAGLI ALLE POLTRONE DELLA PROVINCIA E DEL COMUNE DI SANT’ONOFRIO

I comuni della Provincia di Vibo Valentia, ed il nuovo collegio di Sant'Onofrio
Si tratta di una vera e propria rivoluzione, la diminuzione dei consiglieri comunali che, a meno di ribaltamenti improvvisi, o all’eventuale soppressione degli Enti intermedi per ora congelata a successivo provvedimento, dagli attuali 24 consiglieri provinciali, scenderanno a 10 per la Provincia di Vibo mentre al Comune di Sant’Onofrio passeranno a sette consiglieri più il sindaco e non più di 3 assessori.
Un deciso taglio che colpirà l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia a partire dal 2012, o, comunque, dal prossimo mandato visto che alla originaria riduzione del 20 per cento, stabilito dalla legge 191/2009, si è aggiunto un ulteriore 50% con la più recente disposizione approvata dal parlamento, il decreto legge n.138 del 13 agosto 2011 convertito con legge n.148 del 14.09.2011.
Alle Amministrazioni comunali per effetto dell'articolo 16 del dl 138/2011 si avrà la riduzione del numero di consiglieri e assessori. Si determineranno così le nuove composizioni consiliari:
  • nei comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 3.000 abitanti, il consiglio è composto, oltre al sindaco, da cinque consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 2;
  • nei comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000 abitanti, il caso di Sant’Onofrio, il consiglio comunale è composto da sindaco e sette consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 3;
  • nei comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000 abitanti, il consiglio comunale sarà composto da sindaco e nove consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 4.
Quindi, la nuova legge, che impone una drastica riduzione dei componenti dei consigli e delle giunte di comuni e province, produrrà una nuova definizione dei collegi provinciali di Vibo Valentia, che terrà conto della contiguità territoriale e di una distribuzione della popolazione proporzionalmente suddivisa in dieci collegi.
BOZZA NUOVA DEFINIZIONE COLLEGI PROVINCIALI VIBO VALENTIA
  1. Collegio di Dinami: Dinami, Acquaro, Arena, Dasà, Gerocarne, Sorianello, Soriano Calabro e Pizzoni. Abitanti complessivi 18.216, sezioni elettorali n. 23.
  2. Collegio di Filadelfia: Filadelfia, Capistrano, Francavilla Angitola, Monterosso Calabro, San Nicola da Crissa, Polia, Vallelonga e Vazzano. Abitanti 16.767, sezioni elettorali n. 22.
  3. Collegio di Mileto: Mileto, Francica, Jonadi, San Gregorio d'Ippona, San Costantino Calabro. Abitanti complessivi n.16.135, sezioni elettorali n. 20.
  4. Collegio di Nicotera: Nicotera, Joppolo, Limbadi e San Calogero. Abitanti complessivi 17.331, sezioni elettorali n. 22.
  5. Collegio di Pizzo: Pizzo, Maierato, Filogaso, Sant'Onofrio e Stefanaconi. Abitanti complessivi 17.970, sezioni n. 20.
  6. Collegio di Rombiolo: Rombiolo, Briatico, Cessaniti, Filandari, Zungri e Zambrone. Abitanti complessivi 18.247, sezioni n. 26.
  7. Collegio Serra San Bruno: Serra San Bruno, Brognaturo, Fabrizia, Mongiana, Nardodipace, Simbario, Spadola. Abitanti conplessivi 14.791, sezioni n. 20.
  8. Collegio di Tropea: Tropea, Drapia, Parghelia, Ricadi, Spilinga, Zaccanopoli. Abitanti complessivi 17.332, sezioni n. 23.
  9. Collegio di Vibo Valentia: da Vibo Valentia alta a Piscopio seguendo una linea che in senso orario va dalla SS. 182 per San Gregorio d'Ippona, prosegue lungo la Statale e si immette sulla strada comunale Bitonto che, però, resta esclusa, passa davanti alla Provincia, delimita tutta la zona Lacquari, entra in viale Affaccio, prosegue per via Dante Alighieri e si immette in via Palack fino all'incrocio di Santa Ruba. Passando poi per altre vie arriva al punto di partenza in località Tacconi e Battifoglio. Comprende anche la zona di Vibo Est e un insieme di vie ancora sino in via Santa Maria dell'Imperio. Abitanti complessivi 19.237, sezioni n. 22.
  10. Collegio Vibo Valentia II: comprende Vena Superiore, Vena Inferiore, Vena Media, Triparni e località Aeroporto. Ingloba anche tutta la zona Moderata Dujrant e località Bitonto. Comprende ancora Vibo Marina, Bivona, Porto Salvo, Longobardi e San Pietro. Abitanti complessivi 14.720, sezioni n.15.

TAGLI ALLE POLTRONE DELLA PROVINCIA E DEL COMUNE DI SANT’ONOFRIO

I comuni della Provincia di Vibo Valentia, ed il nuovo collegio di Sant'Onofrio
Si tratta di una vera e propria rivoluzione, la diminuzione dei consiglieri comunali che, a meno di ribaltamenti improvvisi, o all’eventuale soppressione degli Enti intermedi per ora congelata a successivo provvedimento, dagli attuali 24 consiglieri provinciali, scenderanno a 10 per la Provincia di Vibo mentre al Comune di Sant’Onofrio passeranno a sette consiglieri più il sindaco e non più di 3 assessori.
Un deciso taglio che colpirà l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia a partire dal 2012, o, comunque, dal prossimo mandato visto che alla originaria riduzione del 20 per cento, stabilito dalla legge 191/2009, si è aggiunto un ulteriore 50% con la più recente disposizione approvata dal parlamento, il decreto legge n.138 del 13 agosto 2011 convertito con legge n.148 del 14.09.2011.
Alle Amministrazioni comunali per effetto dell'articolo 16 del dl 138/2011 si avrà la riduzione del numero di consiglieri e assessori. Si determineranno così le nuove composizioni consiliari:
  • nei comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 3.000 abitanti, il consiglio è composto, oltre al sindaco, da cinque consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 2;
  • nei comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000 abitanti, il caso di Sant’Onofrio, il consiglio comunale è composto da sindaco e sette consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 3;
  • nei comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000 abitanti, il consiglio comunale sarà composto da sindaco e nove consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 4.
Quindi, la nuova legge, che impone una drastica riduzione dei componenti dei consigli e delle giunte di comuni e province, produrrà una nuova definizione dei collegi provinciali di Vibo Valentia, che terrà conto della contiguità territoriale e di una distribuzione della popolazione proporzionalmente suddivisa in dieci collegi.
BOZZA NUOVA DEFINIZIONE COLLEGI PROVINCIALI VIBO VALENTIA
  1. Collegio di Dinami: Dinami, Acquaro, Arena, Dasà, Gerocarne, Sorianello, Soriano Calabro e Pizzoni. Abitanti complessivi 18.216, sezioni elettorali n. 23.