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domenica 30 novembre 2014

FABRIZIA: DALLA CALABRIA L'ALBERO DI NATALE PER IL PAPA

E' iniziato dal comune di Fabrizia (Vibo Valentia) il viaggio, con destinazione Città del Vaticano, del maestoso abete che sarà adibito ad albero di Natale in piazza San Pietro durante le imminenti festività di fine anno.
E' iniziato dal comune di Fabrizia (Vibo Valentia) il viaggio, con destinazione Città del Vaticano, del maestoso abete che sarà adibito ad albero di Natale in piazza San Pietro durante le imminenti festività di fine anno. L'esemplare di abete bianco prescelto, alto 25,5 metri, ha un diametro di 55 centimetri, una circoferenza di 1,65 metri, per 10 metri di larghezza massima della chioma ed un peso stimato in 80 quintali. 
L'albero di Natale, donato a Papa Francesco, proviene dalla zona montana di "Passo dell'Abate" ed è di proprietà del Demanio regionale della Calabria. Dopo il trasferimento in elicottero, l'abete verrà caricato su un tir, che, scortato dalle volanti della Polizia stradale, lo condurrà a Roma e a Città del Vaticano per essere, infine, innalzato nel cuore di piazza San Pietro. Una volta allestito, l'albero di Natale sarà illuminato assieme ad una riproduzione della Natività, donata quest'anno dalla fondazione "Arena di Verona". Il tutto avrà luogo nel corso di una cerimonia in programma il 19 dicembre, alle 16.30.
 Il gigantesco abete bianco ha iniziato il suo lungo viaggio verso il Vaticano dal bosco di Passo dell’Abbate a quasi mille metri di altitudine, di proprietà della Regione Calabria e gestito dall’Azienda regionale Calabria Verde, che ha provveduto al taglio della pianta. L'albero è stato fissato al gancio baricentrico di Nuvola Rossa, l'elicottero Erickson S64F in dotazione al Corpo Forestale dello Stato, che può trasportare oltre 11 tonnellate di peso attraverso un cavo d'acciaio lungo 65 metri e spesso 25 millimetri. La pianta è stata poi trasportata in volo a valle in attesa di iniziare il viaggio via terra verso Roma. Le operazioni di terra sono state coordinate dal Comando regionale del Corpo forestale dello Stato per la Calabria in collaborazione con il Comando provinciale di Vibo Valentia, l'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Mongiana e il Centro operativo aeromobili di Lamezia Terme.

FABRIZIA: DALLA CALABRIA L'ALBERO DI NATALE PER IL PAPA

E' iniziato dal comune di Fabrizia (Vibo Valentia) il viaggio, con destinazione Città del Vaticano, del maestoso abete che sarà adibito ad albero di Natale in piazza San Pietro durante le imminenti festività di fine anno.
E' iniziato dal comune di Fabrizia (Vibo Valentia) il viaggio, con destinazione Città del Vaticano, del maestoso abete che sarà adibito ad albero di Natale in piazza San Pietro durante le imminenti festività di fine anno. L'esemplare di abete bianco prescelto, alto 25,5 metri, ha un diametro di 55 centimetri, una circoferenza di 1,65 metri, per 10 metri di larghezza massima della chioma ed un peso stimato in 80 quintali. 
L'albero di Natale, donato a Papa Francesco, proviene dalla zona montana di "Passo dell'Abate" ed è di proprietà del Demanio regionale della Calabria. Dopo il trasferimento in elicottero, l'abete verrà caricato su un tir, che, scortato dalle volanti della Polizia stradale, lo condurrà a Roma e a Città del Vaticano per essere, infine, innalzato nel cuore di piazza San Pietro. Una volta allestito, l'albero di Natale sarà illuminato assieme ad una riproduzione della Natività, donata quest'anno dalla fondazione "Arena di Verona". Il tutto avrà luogo nel corso di una cerimonia in programma il 19 dicembre, alle 16.30.
 Il gigantesco abete bianco ha iniziato il suo lungo viaggio verso il Vaticano dal bosco di Passo dell’Abbate a quasi mille metri di altitudine, di proprietà della Regione Calabria e gestito dall’Azienda regionale Calabria Verde, che ha provveduto al taglio della pianta. L'albero è stato fissato al gancio baricentrico di Nuvola Rossa, l'elicottero Erickson S64F in dotazione al Corpo Forestale dello Stato, che può trasportare oltre 11 tonnellate di peso attraverso un cavo d'acciaio lungo 65 metri e spesso 25 millimetri. La pianta è stata poi trasportata in volo a valle in attesa di iniziare il viaggio via terra verso Roma. Le operazioni di terra sono state coordinate dal Comando regionale del Corpo forestale dello Stato per la Calabria in collaborazione con il Comando provinciale di Vibo Valentia, l'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Mongiana e il Centro operativo aeromobili di Lamezia Terme.

sabato 11 gennaio 2014

SANT'ONOFRIO: RICHIESTA LA MODIFICA DEI PROGETTI INTEGRATI PER LE AREE RURALI

(SANT'ONOFRIO) Una richiesta di sostituzione dell’intervento precedentemente nell’ambito dei Piar (Progetti integrati per le aree rurali) 2007-2013, è stata di recente inoltrata dal comune di Sant’Onofrio alla Provincia di Vibo Valentia. A stabilirlo, la deliberazione n. 64 del 9 dicembre 2013 adottata dalla giunta comunale guidata dal sindaco Tito Rodà.
Alla base della richiesta di sostituzione, che riguarda un contributo di centocinquantamila euro ammesso a finanziamento nell’ambito del "Piar Viv’Amenity", la presa d'atto che il previsto intervento di "captazione acqua e potenziamento dell’acquedotto rurale Gringia-Crocicella" verrà diversamente realizzato attraverso uno specifico accordo sottoscritto con le Ferrovie s.p.a.
Da qui la conseguente decisione dell’esecutivo Rodà di riversare il contributo ottenuto sull’altro progetto a suo tempo presentato nell’ambito del partneriato Piar e che prevede interventi per l’ammodernamento e messa in sicurezza della rete viaria rurale.
In particolare gli interventi previsti interesseranno le arterie che collegano il centro abitato con le località Melana, Carcarello, Crocicella-Scarpaleggia, Ziparelli e Mangiasego.


(Raffaele Lopreiato)

SANT'ONOFRIO: RICHIESTA LA MODIFICA DEI PROGETTI INTEGRATI PER LE AREE RURALI

(SANT'ONOFRIO) Una richiesta di sostituzione dell’intervento precedentemente nell’ambito dei Piar (Progetti integrati per le aree rurali) 2007-2013, è stata di recente inoltrata dal comune di Sant’Onofrio alla Provincia di Vibo Valentia. A stabilirlo, la deliberazione n. 64 del 9 dicembre 2013 adottata dalla giunta comunale guidata dal sindaco Tito Rodà.
Alla base della richiesta di sostituzione, che riguarda un contributo di centocinquantamila euro ammesso a finanziamento nell’ambito del "Piar Viv’Amenity", la presa d'atto che il previsto intervento di "captazione acqua e potenziamento dell’acquedotto rurale Gringia-Crocicella" verrà diversamente realizzato attraverso uno specifico accordo sottoscritto con le Ferrovie s.p.a.
Da qui la conseguente decisione dell’esecutivo Rodà di riversare il contributo ottenuto sull’altro progetto a suo tempo presentato nell’ambito del partneriato Piar e che prevede interventi per l’ammodernamento e messa in sicurezza della rete viaria rurale.
In particolare gli interventi previsti interesseranno le arterie che collegano il centro abitato con le località Melana, Carcarello, Crocicella-Scarpaleggia, Ziparelli e Mangiasego.


(Raffaele Lopreiato)

mercoledì 7 novembre 2012

PROVINCIA: DE NISI CONFERMA LE DIMISSIONI

Il Presidente De Nisi

(ASCA) - Vibo Valentia, 7 nov - ''Una cosa è assolutamente certa: il 18 novembre il Consiglio provinciale verrà sciolto e alla guida dell'Ente si insedierà un commissario''. Il presidente della Provincia, Francesco De Nisi, ribadisce l'intenzione di non revocare le proprie dimissioni, rassegnate il 29 ottobre scorso e ritirabili, a norma di legge, entro i 20 giorni successivi. Un'ipotesi che De Nisi esclude categoricamente, come ha avuto modo di confermare personalmente al prefetto Michele Di Bari.
''Lunedi' scorso ho incontrato il prefetto al quale ho ribadito la mia ferma intenzione di non ritirare le dimissioni entro il termine previsto - continua De Nisi -. Le motivazioni di ciò le ho già illustrate nel corso dell'ultimo Consiglio provinciale e da allora, per quanto mi riguarda, nulla e' cambiato. Resta in piedi, pero', la possibilita' di varare il bilancio di previsione e consentire cosi' all'Ente di evitare il dissesto, con tutte le conseguenze negative che ciò determinerebbe nei confronti delle imprese creditrici e dei dipendenti. Grazie all'encomiabile iniziativa del prefetto Di Bari, che ha voluto offrire un'altra chance all'Assemblea provinciale, affinchè approvi la manovra finanziaria, c'e' ancora l'opportunità di rimediare a un danno che sarebbe distruttivo per l'intero territorio, soprattutto in questo frangente legislativo che prevede l'imminente soppressione dei confini provinciali vibonesi.
Mi auguro dunque che la minoranza consiliare abbandoni le posizioni intransigenti che ha assunto sinora - afferma De Nisi -, ascoltando le istanze pressochè univoche che provengono dalla società civile, dal mondo imprenditoriale e dalle rappresentanze sindacali. Sarebbe quanto meno singolare constatare che gli unici con cui il centrodestra condivide questa scelta politica sono i rappresentanti dell'estrema sinistra, i comunisti italiani. Se la prima condizione per consentire al bilancio di passare resta la fine anticipata della consiliatura, questa sara' realtà il 18 novembre, senza squallide pantomime dinanzi a un notaio, al quale i consiglieri, secondo una scellerata proposta, dovrebbero affidare preventivamente le proprie dimissioni prima di andare in aula per il bilancio. Non c'è motivo, quindi, nel perseverare in un atteggiamento che compromette il futuro di centinaia di famiglie e mette a rischio la tenuta di tante di imprese locali''.

PROVINCIA: DE NISI CONFERMA LE DIMISSIONI

Il Presidente De Nisi

(ASCA) - Vibo Valentia, 7 nov - ''Una cosa è assolutamente certa: il 18 novembre il Consiglio provinciale verrà sciolto e alla guida dell'Ente si insedierà un commissario''. Il presidente della Provincia, Francesco De Nisi, ribadisce l'intenzione di non revocare le proprie dimissioni, rassegnate il 29 ottobre scorso e ritirabili, a norma di legge, entro i 20 giorni successivi. Un'ipotesi che De Nisi esclude categoricamente, come ha avuto modo di confermare personalmente al prefetto Michele Di Bari.
''Lunedi' scorso ho incontrato il prefetto al quale ho ribadito la mia ferma intenzione di non ritirare le dimissioni entro il termine previsto - continua De Nisi -. Le motivazioni di ciò le ho già illustrate nel corso dell'ultimo Consiglio provinciale e da allora, per quanto mi riguarda, nulla e' cambiato. Resta in piedi, pero', la possibilita' di varare il bilancio di previsione e consentire cosi' all'Ente di evitare il dissesto, con tutte le conseguenze negative che ciò determinerebbe nei confronti delle imprese creditrici e dei dipendenti. Grazie all'encomiabile iniziativa del prefetto Di Bari, che ha voluto offrire un'altra chance all'Assemblea provinciale, affinchè approvi la manovra finanziaria, c'e' ancora l'opportunità di rimediare a un danno che sarebbe distruttivo per l'intero territorio, soprattutto in questo frangente legislativo che prevede l'imminente soppressione dei confini provinciali vibonesi.
Mi auguro dunque che la minoranza consiliare abbandoni le posizioni intransigenti che ha assunto sinora - afferma De Nisi -, ascoltando le istanze pressochè univoche che provengono dalla società civile, dal mondo imprenditoriale e dalle rappresentanze sindacali. Sarebbe quanto meno singolare constatare che gli unici con cui il centrodestra condivide questa scelta politica sono i rappresentanti dell'estrema sinistra, i comunisti italiani. Se la prima condizione per consentire al bilancio di passare resta la fine anticipata della consiliatura, questa sara' realtà il 18 novembre, senza squallide pantomime dinanzi a un notaio, al quale i consiglieri, secondo una scellerata proposta, dovrebbero affidare preventivamente le proprie dimissioni prima di andare in aula per il bilancio. Non c'è motivo, quindi, nel perseverare in un atteggiamento che compromette il futuro di centinaia di famiglie e mette a rischio la tenuta di tante di imprese locali''.

domenica 4 novembre 2012

L’ANNUNCIO DI “MORTE” DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA NELL’ULTIMO SALUTO... DELLA POPOLAZIONE


L’agonia era iniziata da tempo. Erano stati anni difficili. Più volte sembrava arrivato il suo momento, ma alla fine era riuscita sempre a farcela. Poi, l’era dei tecnici, la spending review. E quel numero 17 che non prometteva niente di buono. Fino al mercoledì, il giorno di Halloween. Per cui neanche Santi e morti che dovevano arrivare, potevano fare nulla. Così si è “spento” e ieri a darne notizia sono stati i “cinquanta comuni e la popolazione tutta” del Vibonese. Perchè la spina è stata staccata al “capoluogo Vibo Valentia, città dal passato illustre e glorioso”. Recitavano così i manifesti che, ieri, sono stati affissi fra le vie della città. Uno scherzo? Un’amara constatazione? Chissà. Intanto a campeggiare, c’erano loro. Dal centro alla periferia. Per ricordare e segnare il passo di una storia amara. Ne davano notizia. In bianco e nero, come una vecchia pellicola in cui gli anni dell’Amministrazione provinciale sono stati trasmessi. Una storia che qualcuno ha voluto raccontare, fra le poche righe di un manifesto che da goliardico sembra diventare una triste realtà. Quindi, dalla data del “decesso” del 31 ottobre, la notizia, «colpito dagli sconforti politici e circondato dall’affetto dei suoi cari cittadini si è spento il capoluogo Vibo Valentia, città del passato illustre e glorioso. Ne danno il triste annuncio, i cinquanta comuni della Provincia, la popolazione tutta». Una data da “ricordare” che sarà celebrata nei «funerali – si legge ancora nel manifesto –che avranno luogo a Roma dopo i sessanta giorni dalla conversione del decreto del Governo Monti. Le macerie verranno traslate verso il cimitero di Catanzaro. Si dispensa dalle visite dei “politici”». La provincia della Costa degli dei, la provincia che avrebbe potuto lasciare il segno. Per essa una fine non proprio gloriosa. Rimasta nel silenzio che ha avvolto tutto e tutti. E alla politica, il messaggio sembra rivolto. Una città che, forse, inizia a percepire quanto sta accadendo. E fra le vie, quel bianco e nero, ieri, ha fatto la differenza. Per ammonire. Quanti hanno preferito far finta di nulla. Quanti hanno preferito far finta di fare. Mercoledì, però, la spina è stata staccata. Non resterà che piangere al territorio. Per quel che fu e che forse da troppo tempo non era più. Non resterà che attendere, chissà. Forse resusciterà. O chissà, non resterà che l’ultimo saluto. Prima della partenza... per Catanzaro.
(Stefania Marasco- Gazzetta del Sud 04/11/2012)

L’ANNUNCIO DI “MORTE” DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA NELL’ULTIMO SALUTO... DELLA POPOLAZIONE


L’agonia era iniziata da tempo. Erano stati anni difficili. Più volte sembrava arrivato il suo momento, ma alla fine era riuscita sempre a farcela. Poi, l’era dei tecnici, la spending review. E quel numero 17 che non prometteva niente di buono. Fino al mercoledì, il giorno di Halloween. Per cui neanche Santi e morti che dovevano arrivare, potevano fare nulla. Così si è “spento” e ieri a darne notizia sono stati i “cinquanta comuni e la popolazione tutta” del Vibonese. Perchè la spina è stata staccata al “capoluogo Vibo Valentia, città dal passato illustre e glorioso”. Recitavano così i manifesti che, ieri, sono stati affissi fra le vie della città. Uno scherzo? Un’amara constatazione? Chissà. Intanto a campeggiare, c’erano loro. Dal centro alla periferia. Per ricordare e segnare il passo di una storia amara. Ne davano notizia. In bianco e nero, come una vecchia pellicola in cui gli anni dell’Amministrazione provinciale sono stati trasmessi. Una storia che qualcuno ha voluto raccontare, fra le poche righe di un manifesto che da goliardico sembra diventare una triste realtà. Quindi, dalla data del “decesso” del 31 ottobre, la notizia, «colpito dagli sconforti politici e circondato dall’affetto dei suoi cari cittadini si è spento il capoluogo Vibo Valentia, città del passato illustre e glorioso. Ne danno il triste annuncio, i cinquanta comuni della Provincia, la popolazione tutta». Una data da “ricordare” che sarà celebrata nei «funerali – si legge ancora nel manifesto –che avranno luogo a Roma dopo i sessanta giorni dalla conversione del decreto del Governo Monti. Le macerie verranno traslate verso il cimitero di Catanzaro. Si dispensa dalle visite dei “politici”». La provincia della Costa degli dei, la provincia che avrebbe potuto lasciare il segno. Per essa una fine non proprio gloriosa. Rimasta nel silenzio che ha avvolto tutto e tutti. E alla politica, il messaggio sembra rivolto. Una città che, forse, inizia a percepire quanto sta accadendo. E fra le vie, quel bianco e nero, ieri, ha fatto la differenza. Per ammonire. Quanti hanno preferito far finta di nulla. Quanti hanno preferito far finta di fare. Mercoledì, però, la spina è stata staccata. Non resterà che piangere al territorio. Per quel che fu e che forse da troppo tempo non era più. Non resterà che attendere, chissà. Forse resusciterà. O chissà, non resterà che l’ultimo saluto. Prima della partenza... per Catanzaro.
(Stefania Marasco- Gazzetta del Sud 04/11/2012)

mercoledì 31 ottobre 2012

RIORDINO DELLE PROVINCE: VIBO VALENTIA E CROTONE CON CATANZARO


RIORDINO DELLE PROVINCE: VIBO VALENTIA E CROTONE CON CATANZARO


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio, finalizzato al riordino delle province e all’istituzione delle città metropolitane.
Ricostituita la vecchia Provincia di Catanzaro che, in origine, comprendeva i territori di Crotone e Vibo Valentia, sarà attiva a partire dal 2014 mentre le nuove elezioni per il rinnovo degli organismi degli enti si terranno nel novembre del 2013.

RIORDINO DELLE PROVINCE: VIBO VALENTIA E CROTONE CON CATANZARO


RIORDINO DELLE PROVINCE: VIBO VALENTIA E CROTONE CON CATANZARO


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio, finalizzato al riordino delle province e all’istituzione delle città metropolitane.
Ricostituita la vecchia Provincia di Catanzaro che, in origine, comprendeva i territori di Crotone e Vibo Valentia, sarà attiva a partire dal 2014 mentre le nuove elezioni per il rinnovo degli organismi degli enti si terranno nel novembre del 2013.