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| Rione Calvario |
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| Rione Casalvecchio |
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| Rione Cerasolo |
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| Rione Cuntura |
(SANT’ONOFRIO) Ad ormai poche settimane dalla data di svolgimento,
(SANT’ONOFRIO) Ad ormai poche settimane dalla data di svolgimento,![]() |
| L'intervento di Peppe Ruffa |
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| Tito Rodà |
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| L'intervento di Peppe Ruffa |
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| Tito Rodà |
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| Ruffa |
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| Ruffa |
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| Franco Petrolo |
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| Franco Petrolo |
E’MORTO ieri nella sua abitazione il dottor Francesco Marcello, un uomo che ha onorato la scuola come docente e come dirigente. Un educatore vero, nel senso più completo del termine. Nonostante il suo indiscusso valore di pedagogista amava definirsi un semplice maestro. Per lui la parola maestro, che pronunciava con evidente orgoglio, aveva addirittura un significato sublime. Amava ascoltare con grande attenzione quelli che amorevolmente chiamava “i miei maestri”. Non solo li ascoltava ma dichiarava di apprendere molto da loro. Nelle varie riunioni che presiedeva come dirigente di circoli didattici (tra questi quello di Vibo Valentia uno) si considerava “maestro tra i maestri”. Ciccio Marcello, come veniva affettuosamente chiamato dai suoi tanti amici, lascia una traccia e un rimpianto profondi non soltanto nel mondo della scuola calabrese, ma anche nella società vibonese. Tra le varie cariche quelle di presidente del Rotary Club, di consigliere e assessore comunale. Una volta lasciato il servizio attivo, con gli anni il suo cruccio maggiore è stato quello di non poter uscire, di non potersi confrontare con la gente, d’incontrare qualcuno dei “suoi maestri” che ogni tanto chiamava per telefono per salutarli, per ricordare qualche episodio vissuto assieme. Diventava allora un fiume in piena con le sue analisi puntuali, a volte pungenti ma sempre ricche di insegnamenti. Da appassionato e fedele lettore del “Quotidiano” non mancava occasione di telefonarci in redazione per esprimere le sue congratulazioni quando toccavamo problemi che interessavano le persone più semplici. Nonostante le forze sempre più deboli la sua intelligenza è rimasta vivida e creativa. Nella sua casa di località “Madonnella” ha continuato a coltivare la pittura, arte che ha iniziato da giovane, la scultura e altro ancora. La sua gioia era indescrivibile quando poteva mostrare a qualcuno degli amici le sue opere oltre che intrattenerli con i suoi discorsi dotti e penetranti. I suoi familiari, la moglie Maria Rosa D’Urzo, le figlie Caterina ed Elvira e i nipotini lo ricordano come marito e padre esemplare oltre che come dirigente illuminato. I funerali oggi alle 16,30 nella Chiesa Matrice di Sant’Onofrio, suo paese di origine.
E’MORTO ieri nella sua abitazione
il dottor Francesco Marcello, un uomo che ha onorato la scuola come docente e
come dirigente. Un educatore vero, nel senso più completo del termine. Nonostante
il suo indiscusso valore di pedagogista amava definirsi un semplice maestro.
Per lui la parola maestro, che pronunciava con evidente orgoglio, aveva
addirittura un significato sublime. Amava ascoltare con grande attenzione
quelli che amorevolmente chiamava “i miei maestri”. Non solo li ascoltava ma
dichiarava di apprendere molto da loro. Nelle varie riunioni che presiedeva
come dirigente di circoli didattici (tra questi quello di Vibo Valentia uno) si
considerava “maestro tra i maestri”. Ciccio Marcello, come veniva affettuosamente
chiamato dai suoi tanti amici, lascia una traccia e un rimpianto profondi non soltanto
nel mondo della scuola calabrese, ma anche nella società vibonese. Tra le varie
cariche quelle di presidente del Rotary Club, di consigliere e assessore
comunale. Una volta lasciato il servizio attivo, con gli anni il suo cruccio
maggiore è stato quello di non poter uscire, di non potersi confrontare con la gente,
d’incontrare qualcuno dei “suoi maestri” che ogni tanto chiamava per telefono per
salutarli, per ricordare qualche episodio vissuto assieme. Diventava allora un fiume
in piena con le sue analisi puntuali, a volte pungenti ma sempre ricche di
insegnamenti. Da appassionato e fedele lettore del “Quotidiano” non mancava
occasione di telefonarci in redazione per esprimere le sue congratulazioni quando
toccavamo problemi che interessavano le persone
più semplici. Nonostante le forze sempre più deboli la sua intelligenza è rimasta
vivida e creativa. Nella sua casa di località “Madonnella” ha continuato a
coltivare la pittura, arte che ha iniziato da giovane, la scultura e altro
ancora. La sua gioia era indescrivibile quando poteva mostrare a qualcuno degli
amici le sue opere oltre che intrattenerli con i suoi discorsi dotti e penetranti.
I suoi familiari, la moglie Maria Rosa D’Urzo, le figlie Caterina ed Elvira e i
nipotini lo ricordano come marito e padre esemplare oltre che come dirigente
illuminato. I funerali oggi alle 16,30 nella Chiesa Matrice di Sant’Onofrio, suo
paese di origine.