lunedì 21 dicembre 2015

ISTITUTO COMPRENSIVO SANT'ONOFRIO ADERISCE ALL'INIZIATIVA SOLIDALE "UNITI COME UNA PIGNA"

(SANT’ONOFRIO) Una cornice festosa e di grande partecipazione emotiva ha caratterizzato la tappa santonofrese del progetto itinerante di sensibilizzazione sulla ricerca sul cancro promosso dalla delegazione vibonese della fondazione “Umberto Veronesi”, guidata da Mariano Piro.
A fare gli onori di casa alunni e personale dell’istituto comprensivo che ancora una volta, grazie al dirigente scolastico Raffaele Vitale, non si è lasciato sfuggire l’occasione per promuovere una iniziativa di alto profilo sociale ed istituzionale. 
 La manifestazione “Uniti come una pigna”, giunta alla seconda edizione e finalizzata alla raccolta di fondi per sostenere progetti di ricerca nella lotta ai tumori, ha ampliato quest’anno il suo raggio d’azione coinvolgendo ben quattordici scuole della provincia di Vibo Valentia. 
Il DS Raffaele Vitale e l'arch. Piro
Nel caso specifico dell’istituto comprensivo di Sant’Onofrio, da segnalare anche la fattiva partecipazione alla mostra-mercato di beneficenza degli alunni delle scuole dell’infanzia, elementare e media provenienti dai comuni limitrofi di Stefanaconi, Maierato e Filogaso.
Dopo il tradizionale taglio del nastro, cui hanno presenziato anche il sindaco Tito Rodà ed il parroco don Franco Fragalà, gli intervenuti sono stati allietati da una serie di canti natalizi eseguiti dal coro scolastico.Quindi l’inaugurazione della mostra dove, prima di essere messi in vendita, sono stati presentati i numerosi lavori a tema realizzati dagli alunni delle diverse scuole con il fattivo contributo di docenti e genitori.
Molto apprezzati, infine, i “biscotti della solidarietà” la cui vendita ha contribuito ulteriormente ad implementare il fondo pro ricerca.  
 
(Raffaele Lopreiato)

ISTITUTO COMPRENSIVO SANT'ONOFRIO ADERISCE ALL'INIZIATIVA SOLIDALE "UNITI COME UNA PIGNA"

(SANT’ONOFRIO) Una cornice festosa e di grande partecipazione emotiva ha caratterizzato la tappa santonofrese del progetto itinerante di sensibilizzazione sulla ricerca sul cancro promosso dalla delegazione vibonese della fondazione “Umberto Veronesi”, guidata da Mariano Piro.
A fare gli onori di casa alunni e personale dell’istituto comprensivo che ancora una volta, grazie al dirigente scolastico Raffaele Vitale, non si è lasciato sfuggire l’occasione per promuovere una iniziativa di alto profilo sociale ed istituzionale. 
 La manifestazione “Uniti come una pigna”, giunta alla seconda edizione e finalizzata alla raccolta di fondi per sostenere progetti di ricerca nella lotta ai tumori, ha ampliato quest’anno il suo raggio d’azione coinvolgendo ben quattordici scuole della provincia di Vibo Valentia. 
Il DS Raffaele Vitale e l'arch. Piro
Nel caso specifico dell’istituto comprensivo di Sant’Onofrio, da segnalare anche la fattiva partecipazione alla mostra-mercato di beneficenza degli alunni delle scuole dell’infanzia, elementare e media provenienti dai comuni limitrofi di Stefanaconi, Maierato e Filogaso.
Dopo il tradizionale taglio del nastro, cui hanno presenziato anche il sindaco Tito Rodà ed il parroco don Franco Fragalà, gli intervenuti sono stati allietati da una serie di canti natalizi eseguiti dal coro scolastico.Quindi l’inaugurazione della mostra dove, prima di essere messi in vendita, sono stati presentati i numerosi lavori a tema realizzati dagli alunni delle diverse scuole con il fattivo contributo di docenti e genitori.
Molto apprezzati, infine, i “biscotti della solidarietà” la cui vendita ha contribuito ulteriormente ad implementare il fondo pro ricerca.  
 
(Raffaele Lopreiato)

mercoledì 2 dicembre 2015

SANT'ONOFRIO: AMMINISTRATIVE SALVATORE BULZOMI' ROMPE GLI INDUGI

(SANT‘ONOFRIO) Con l’avvicinarsi della tornata amministrativa di primavera, se nulla ancora trapela dalle forze politiche ufficialmente presenti sul territorio circa il loro futuro posizionamento nella competizione elettorale, così non è per il neo movimento “Insieme per la Rinascita”.
Salvatore Bulzomì
Un gruppo, questo, che anche nell’ultimo manifesto affisso nei giorni scorsi per le vie del paese dopo essersi autodefinito a carattere “esclusivamente civico”, dimostra perlomeno di avere le idee chiare, ribadendo il proprio incondizionato sostegno quale candidato a sindaco all’ex consigliere regionale di Forza Italia Salvatore Bulzomì.
Per i promotori del movimento, infatti, “the wind of change”, il vento del cambiamento, sta “soffiando sempre più forte su Sant’Onofrio” e, considerato che la “legislatura oramai è fortunatamente giunta alla fine, c’è bisogno di un rilancio sociale, di una risoluzione del esigenze dei cittadini, migliorando la vivibilità quotidiana e rilanciando l’associazionismo”.
Premessa di questa volontà innovatrice è la consapevolezza, nei promotori del movimento, della precarietà sociale e culturale in cui versa il paese con l’amministrazione Rodà che “inutilmente cerca di rammendare e rattoppare un vestito ormai lacerato ed inutilizzabile”.
“Un vestito che - secondo i sostenitori di Bulzomì sindaco - è stato usurato non dalla fatica e pesantezza del lavoro ma dall’incuria e dall’incompetenza”.  
A tal proposito inutili vengono ritenuti i “tentativi last second degli amministratori con rattoppi di strade, abbellimenti di monumenti ed imbiancamenti vari”, così credendo di “trarre in inganno i cittadini e far dimenticare loro il recente passato”.
Un tentativo che secondo i promotori di “Insieme per la Rinascita” è comunque destinato a fallire in quanto i santonofresi sono “persone intelligenti che certamente non si faranno abbindolare da qualche scintilla alla fine di una festa triste e con musica poco gradita”.
Tito Rodà

In particolare il dito viene puntato verso il “caso cimitero”. 
“Si tratta del nostro luogo della memoria - sostiene il movimento politico locale - tenuto tra l’incuria e l’indecenza, con pulizia improvvisata, viali infangati e cancelli aperti h24 e senza custode”.
Né la situazione è migliore se si guardano i “lavori per il nuovo ampliamento, fermi da due anni con gli amministratori che con le loro promesse hanno causato un inestimabile danno sia ai cittadini, negando loro la possibilità di completare le opere, che alle imprese, ferme nell’attesa dell’apertura dei cantieri”.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02/12/2015)

SANT'ONOFRIO: AMMINISTRATIVE SALVATORE BULZOMI' ROMPE GLI INDUGI

(SANT‘ONOFRIO) Con l’avvicinarsi della tornata amministrativa di primavera, se nulla ancora trapela dalle forze politiche ufficialmente presenti sul territorio circa il loro futuro posizionamento nella competizione elettorale, così non è per il neo movimento “Insieme per la Rinascita”.
Salvatore Bulzomì
Un gruppo, questo, che anche nell’ultimo manifesto affisso nei giorni scorsi per le vie del paese dopo essersi autodefinito a carattere “esclusivamente civico”, dimostra perlomeno di avere le idee chiare, ribadendo il proprio incondizionato sostegno quale candidato a sindaco all’ex consigliere regionale di Forza Italia Salvatore Bulzomì.
Per i promotori del movimento, infatti, “the wind of change”, il vento del cambiamento, sta “soffiando sempre più forte su Sant’Onofrio” e, considerato che la “legislatura oramai è fortunatamente giunta alla fine, c’è bisogno di un rilancio sociale, di una risoluzione del esigenze dei cittadini, migliorando la vivibilità quotidiana e rilanciando l’associazionismo”.
Premessa di questa volontà innovatrice è la consapevolezza, nei promotori del movimento, della precarietà sociale e culturale in cui versa il paese con l’amministrazione Rodà che “inutilmente cerca di rammendare e rattoppare un vestito ormai lacerato ed inutilizzabile”.
“Un vestito che - secondo i sostenitori di Bulzomì sindaco - è stato usurato non dalla fatica e pesantezza del lavoro ma dall’incuria e dall’incompetenza”.  
A tal proposito inutili vengono ritenuti i “tentativi last second degli amministratori con rattoppi di strade, abbellimenti di monumenti ed imbiancamenti vari”, così credendo di “trarre in inganno i cittadini e far dimenticare loro il recente passato”.
Un tentativo che secondo i promotori di “Insieme per la Rinascita” è comunque destinato a fallire in quanto i santonofresi sono “persone intelligenti che certamente non si faranno abbindolare da qualche scintilla alla fine di una festa triste e con musica poco gradita”.
Tito Rodà

In particolare il dito viene puntato verso il “caso cimitero”. 
“Si tratta del nostro luogo della memoria - sostiene il movimento politico locale - tenuto tra l’incuria e l’indecenza, con pulizia improvvisata, viali infangati e cancelli aperti h24 e senza custode”.
Né la situazione è migliore se si guardano i “lavori per il nuovo ampliamento, fermi da due anni con gli amministratori che con le loro promesse hanno causato un inestimabile danno sia ai cittadini, negando loro la possibilità di completare le opere, che alle imprese, ferme nell’attesa dell’apertura dei cantieri”.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02/12/2015)

martedì 1 dicembre 2015

SANT'ONOFRIO: I QUATTROCENTO ANNI DELLA CHIESA MATRICE. UN CAMMINO DI FEDE FARO DLLA COMUNITA'



Cerimonia augurale ed inizio convegno
(SANT‘ONOFRIO) Con il taglio della "torta giubilare" presso i locali dell'oratorio San Gerardo, si sono conclusi nella serata di domenica scorsa i solenni festeggiamenti nella ricorrenza del quattrocentesimo anniversario della elevazione a parrocchia della chiesa matrice intitolata a “Santa Maria delle Grazie”. 
La magia di voci e musica della Corale polifonica femminile In-Canto



Un appuntamento importante, molto partecipato e caratterizzato da momenti di preghiera e di riflessione, rievocazioni storiche ed occasioni aggregative quali mostre e concerti nelle quali l'intera comunità parrocchiale si è ritrovata.
A promuovere le celebrazioni il parroco don Franco Fragalà, sostenuto da un comitato organizzatore.
E proprio don Fragalà in apertura della tre giorni si è soffermato sul senso di questo “ininterrotto cammino di fede che nel tempo ha cementato ragioni di appartenenza e spirito identitario”.
Franco Ciancio e Ester Marago' - Rievocazione storica
Il sindaco Tito Rodà, dal canto suo, nel saluto indirizzato alla comunità ha evidenziato come “oggi più che mai, nel pieno di tutti i drammi che vengono vissuti a causa del terrorismo internazionale, è il momento di unire gli sforzi per preservare il bene comune, la vita e la civile convivenza”.
“In questo percorso necessario di integrazione - ha concluso Rodà - un’utile lezione viene da questi quattrocento anni di storia di Sant’Onofrio ispirata da una condivisa visione religiosa e culturale”.
La ricostruzione della storia chiesa, dalla sua erizione avvenuta il 27 novembre 1615 fino ai giorni nostri, è stata fatta con dovizia di particolari da Ester Maragò e Franco Ciancio che per rendere più incisive le loro relazioni si sono avvalsi dell’ausilio di diapositive.
M° Raffaella Riga direttore della Corale polifonica femminile In-Canto
Si trattava, all’origine, di una chiesetta intitolata a “Santa Maria della Scala al Paradiso” ed alla cui realizzazione contribuirono gli abitanti del nucleo originario del casale di Sant’Onofrio, sorto intorno al convento basiliano e composto da poche decine di persone, dedite perlopiù all’agricoltura ed alla pastorizia.
Anche don Gaetano Currà, nel corso della solenne celebrazione eucaristica da lui officiata insieme a don Fragalà e a don Fortunato Figliano, si è soffermato sul senso di questa storia plurisecolare: Ricordando tra l’altro come nel periodo in cui lui era parroco di Sant’Onofrio, durante i lavori eseguiti presso la chiesa matrice, furono “rinvenuti sotto il pavimento i resti di alcune migliaia di cadaveri lì seppelliti secondo le usanze del tempo e, nel lato sinistro dell’altare, i sarcofagi con i resti mortali di due sacerdoti”. 

 (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 01/12/2015)

SANT'ONOFRIO: I QUATTROCENTO ANNI DELLA CHIESA MATRICE. UN CAMMINO DI FEDE FARO DLLA COMUNITA'



Cerimonia augurale ed inizio convegno
(SANT‘ONOFRIO) Con il taglio della "torta giubilare" presso i locali dell'oratorio San Gerardo, si sono conclusi nella serata di domenica scorsa i solenni festeggiamenti nella ricorrenza del quattrocentesimo anniversario della elevazione a parrocchia della chiesa matrice intitolata a “Santa Maria delle Grazie”. 
La magia di voci e musica della Corale polifonica femminile In-Canto



Un appuntamento importante, molto partecipato e caratterizzato da momenti di preghiera e di riflessione, rievocazioni storiche ed occasioni aggregative quali mostre e concerti nelle quali l'intera comunità parrocchiale si è ritrovata.
A promuovere le celebrazioni il parroco don Franco Fragalà, sostenuto da un comitato organizzatore.
E proprio don Fragalà in apertura della tre giorni si è soffermato sul senso di questo “ininterrotto cammino di fede che nel tempo ha cementato ragioni di appartenenza e spirito identitario”.
Franco Ciancio e Ester Marago' - Rievocazione storica
Il sindaco Tito Rodà, dal canto suo, nel saluto indirizzato alla comunità ha evidenziato come “oggi più che mai, nel pieno di tutti i drammi che vengono vissuti a causa del terrorismo internazionale, è il momento di unire gli sforzi per preservare il bene comune, la vita e la civile convivenza”.
“In questo percorso necessario di integrazione - ha concluso Rodà - un’utile lezione viene da questi quattrocento anni di storia di Sant’Onofrio ispirata da una condivisa visione religiosa e culturale”.
La ricostruzione della storia chiesa, dalla sua erizione avvenuta il 27 novembre 1615 fino ai giorni nostri, è stata fatta con dovizia di particolari da Ester Maragò e Franco Ciancio che per rendere più incisive le loro relazioni si sono avvalsi dell’ausilio di diapositive.
M° Raffaella Riga direttore della Corale polifonica femminile In-Canto
Si trattava, all’origine, di una chiesetta intitolata a “Santa Maria della Scala al Paradiso” ed alla cui realizzazione contribuirono gli abitanti del nucleo originario del casale di Sant’Onofrio, sorto intorno al convento basiliano e composto da poche decine di persone, dedite perlopiù all’agricoltura ed alla pastorizia.
Anche don Gaetano Currà, nel corso della solenne celebrazione eucaristica da lui officiata insieme a don Fragalà e a don Fortunato Figliano, si è soffermato sul senso di questa storia plurisecolare: Ricordando tra l’altro come nel periodo in cui lui era parroco di Sant’Onofrio, durante i lavori eseguiti presso la chiesa matrice, furono “rinvenuti sotto il pavimento i resti di alcune migliaia di cadaveri lì seppelliti secondo le usanze del tempo e, nel lato sinistro dell’altare, i sarcofagi con i resti mortali di due sacerdoti”. 

 (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 01/12/2015)