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domenica 11 settembre 2016

STEFANACONI: IL SINDACO DI SI' NON CI STA E REPLICA AL COMITATO "NO ANTENNA"

Il Sindaco Salvatore Di Sì
(STEFANACONI) Pur riconoscendo l’importanza del risultato conseguito con il sequestro da parte della Procura di Vibo Valentia del ripetitore Wind in fase di realizzazione nel territorio di Stefanaconi, il sindaco Salvatore Dì non accetta la catalogazione attribuitagli d’ufficio nella lista dei cosiddetti “cattivi”.
A maggior ragione se a redigerla è il presidente del comitato civico “NO Antenna” Raffaele Arcella, a dire del primo cittadino in evidente quanto strumentale contraddizione nel momento in cui “loda l’operato dell’ufficio tecnico comunale e stigmatizza quello del sottoscritto”.
Da qui la decisione di Di Sì di mettere nero su bianco le sue considerazioni per respingere al mittente le “veementi critiche lette su varie testate cartacee ed online”.
Il sindaco non accetta le illazioni di Arcella laddove questi sostiene la “debolezza ed inefficacia dell’azione amministrativa di controllo e repressione rispetto alla quale avrebbero avuto buon gioco le iniziative della società telefonica”.
“Le cose non stanno affatto così - replica Di Sì - in quanto il comune, dopo aver accertato l’abuso, ha adottato i provvedimenti tutori e repressivi previsti dalla legge dandone immediata comunicazione alla Procura della Repubblica ed ai competenti organi di governo per i provvedimenti di competenza”.
A tal proposito, comunque, il sindaco di Stefanaconi ricorda che pur essendo il “giudizio attualmente pendente dinanzi al Tar” lo stesso in “via cautelare ha provvisoriamente validato le ragioni della società”.
Salvatore Di Sì e Raffaele Arcella
Di Sì, infine, a riprova della completezza dell’azione amministrativa da lui perseguita ricorda che la “Procura ha disposto il sequestro delle opere abusivamente realizzate non già in ragione delle argomentazioni contenute nell’esposto” a firma del comitato “NO Antenna” ma in virtù dei “rilievi posti a fondamento del provvedimento repressivo dell’illecito edilizio adottato dal Comune”.
Da qui l’invito finale rivolto dal sindaco al presidente Arcella ad una maggiore “sobrietà”, specie quando ci si rapporta con “figure istituzionali come il sottoscritto che, nella vicenda in questione, non ha lesinato né passione né operatività”.
L’auspicio finale di Di Sì è che la querelle in atto si chiuda definitivamente anche perché “ove gli attacchi ingiustificati dovessero persistere, non potrò che trarne le dovute conseguenze a tutela della mia dignità morale ed intellettuale”. 
 
Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 11/09/2016

STEFANACONI: IL SINDACO DI SI' NON CI STA E REPLICA AL COMITATO "NO ANTENNA"

Il Sindaco Salvatore Di Sì
(STEFANACONI) Pur riconoscendo l’importanza del risultato conseguito con il sequestro da parte della Procura di Vibo Valentia del ripetitore Wind in fase di realizzazione nel territorio di Stefanaconi, il sindaco Salvatore Dì non accetta la catalogazione attribuitagli d’ufficio nella lista dei cosiddetti “cattivi”.
A maggior ragione se a redigerla è il presidente del comitato civico “NO Antenna” Raffaele Arcella, a dire del primo cittadino in evidente quanto strumentale contraddizione nel momento in cui “loda l’operato dell’ufficio tecnico comunale e stigmatizza quello del sottoscritto”.
Da qui la decisione di Di Sì di mettere nero su bianco le sue considerazioni per respingere al mittente le “veementi critiche lette su varie testate cartacee ed online”.
Il sindaco non accetta le illazioni di Arcella laddove questi sostiene la “debolezza ed inefficacia dell’azione amministrativa di controllo e repressione rispetto alla quale avrebbero avuto buon gioco le iniziative della società telefonica”.
“Le cose non stanno affatto così - replica Di Sì - in quanto il comune, dopo aver accertato l’abuso, ha adottato i provvedimenti tutori e repressivi previsti dalla legge dandone immediata comunicazione alla Procura della Repubblica ed ai competenti organi di governo per i provvedimenti di competenza”.
A tal proposito, comunque, il sindaco di Stefanaconi ricorda che pur essendo il “giudizio attualmente pendente dinanzi al Tar” lo stesso in “via cautelare ha provvisoriamente validato le ragioni della società”.
Salvatore Di Sì e Raffaele Arcella
Di Sì, infine, a riprova della completezza dell’azione amministrativa da lui perseguita ricorda che la “Procura ha disposto il sequestro delle opere abusivamente realizzate non già in ragione delle argomentazioni contenute nell’esposto” a firma del comitato “NO Antenna” ma in virtù dei “rilievi posti a fondamento del provvedimento repressivo dell’illecito edilizio adottato dal Comune”.
Da qui l’invito finale rivolto dal sindaco al presidente Arcella ad una maggiore “sobrietà”, specie quando ci si rapporta con “figure istituzionali come il sottoscritto che, nella vicenda in questione, non ha lesinato né passione né operatività”.
L’auspicio finale di Di Sì è che la querelle in atto si chiuda definitivamente anche perché “ove gli attacchi ingiustificati dovessero persistere, non potrò che trarne le dovute conseguenze a tutela della mia dignità morale ed intellettuale”. 
 
Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 11/09/2016

martedì 2 agosto 2016

STEFANACONI: IL COMITATO "NO ANTENNA" DIFFIDA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE.

(STEFANACONI) Il comitato "NO Antenna", forte del crescente consenso grazie alle adesioni che hanno ormai superato la quota di milletrecento cittadini sottoscrittori, batte un altro colpo.
A focalizzare l'attenzione del presidente Raffaele Arcella, in questa occasione, l'amministrazione comunale destinataria di un'articolata quanto dura diffida relativamente a presunte omissioni nel procedimento che riguarda la paventata installazione da parte della Wind di un'antenna di telefonia mobile alta 25 metri e ricadente in un'area ad elevato rischio di dissesto idrogeologico ed a ridosso del centro abitato.
Una presa di posizione, peraltro, quella del comitato civico che nei fatti sembra incrinare la proficua collaborazione che finora aveva caratterizzato i rapporti con l'amministrazione Di Sì nella gestione della spinosa vicenda.
Alla base dello "sconcerto" manifestato dal presidente Arcella la constatazione che su un'"area immediatamente sottostante un'altra posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica per rischio serio ed attuale di frane per il centro abitato" non era "nemmeno immaginabile - da parte di comune e genio civile - prendere in considerazione una richiesta di qualsivoglia intervento edilizio".
Da qui la reiterata richiesta agli uffici comunali competenti con conseguente diffida a "voler disporre con la massima urgenza il sequestro cautelativo e la delimitazione dell'area interessata per evitare la prosecuzione dei lavori".
Contestualmente, il rappresentante del comitato cittadino invita l'amministrazione   comunale a "denunciare la Wind per le incongruenze rilevate nella procedura autorizzatoria ed a informare opportunamente il prefetto di Vibo Valentia di questa vicenda che evidenzia gravi illegalità e tante zone d'ombra che lo stesso sindaco ha avuto modo di accertare ma non ha ancora denunciato".
Arcella invita altresì il sindaco di Stefanaconi a "trasferire tutti gli atti al procuratore della Repubblica di Vibo Valentia che al momento è l'unico ad avere competenza su quest'area posta da lui stesso sotto sequestro".
(Raffaele Lopreiato)

STEFANACONI: IL COMITATO "NO ANTENNA" DIFFIDA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE.

(STEFANACONI) Il comitato "NO Antenna", forte del crescente consenso grazie alle adesioni che hanno ormai superato la quota di milletrecento cittadini sottoscrittori, batte un altro colpo.
A focalizzare l'attenzione del presidente Raffaele Arcella, in questa occasione, l'amministrazione comunale destinataria di un'articolata quanto dura diffida relativamente a presunte omissioni nel procedimento che riguarda la paventata installazione da parte della Wind di un'antenna di telefonia mobile alta 25 metri e ricadente in un'area ad elevato rischio di dissesto idrogeologico ed a ridosso del centro abitato.
Una presa di posizione, peraltro, quella del comitato civico che nei fatti sembra incrinare la proficua collaborazione che finora aveva caratterizzato i rapporti con l'amministrazione Di Sì nella gestione della spinosa vicenda.
Alla base dello "sconcerto" manifestato dal presidente Arcella la constatazione che su un'"area immediatamente sottostante un'altra posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica per rischio serio ed attuale di frane per il centro abitato" non era "nemmeno immaginabile - da parte di comune e genio civile - prendere in considerazione una richiesta di qualsivoglia intervento edilizio".
Da qui la reiterata richiesta agli uffici comunali competenti con conseguente diffida a "voler disporre con la massima urgenza il sequestro cautelativo e la delimitazione dell'area interessata per evitare la prosecuzione dei lavori".
Contestualmente, il rappresentante del comitato cittadino invita l'amministrazione   comunale a "denunciare la Wind per le incongruenze rilevate nella procedura autorizzatoria ed a informare opportunamente il prefetto di Vibo Valentia di questa vicenda che evidenzia gravi illegalità e tante zone d'ombra che lo stesso sindaco ha avuto modo di accertare ma non ha ancora denunciato".
Arcella invita altresì il sindaco di Stefanaconi a "trasferire tutti gli atti al procuratore della Repubblica di Vibo Valentia che al momento è l'unico ad avere competenza su quest'area posta da lui stesso sotto sequestro".
(Raffaele Lopreiato)